Caro Merlo, in Campania il “campo largo” invece vincerà. Non perché ci sia reale unità di intenti e stima nei confronti di Fico, ma anche perché qui, “il Centrodestra”, è polemico, chiacchierino e perde sempre tanto tempo. In pratica: se non finiamo in padella con gli uni, finiamo sulla brace con gli altri.
Leonardo Sestopassi — Napoli
Un ripassino però, di tanto in tanto, ci vuole. Il nobile statista del campo largo Roberto Fico nel 2015 (dieci anni fa) si scagliò contro, nientemeno, Umberto Veronesi, che eseguiva “troppe mammografie” e spingeva le donne a farle non perché era il padre della prevenzione, ma per arricchire il proprio istituto di oncologia. E Veronesi era pure pagato da non si sa quale multinazionale degli inceneritori visto che — sono parole di Fico — “ebbe il coraggio di dire che la presenza di un inceneritore non incide in alcun modo sulla salute della popolazione che abita nelle vicinanze. Incidenza zero’”. Fico era allora l’assistente scientifico del professor Beppe Grillo che liquidava, nientemeno, Rita Levi Montalcini come “vecchia puttana”. Ecco il Fico da ricordare: “Mi monta una rabbia così forte in petto, ed è per questo che vi dico che non ci fermeremo davanti a niente. E ora prendete questo post, tagliatelo, strumentalizzatelo e, mi raccomando, non parlate mai seriamente dei tumori e di tutte le contraddizioni che questo paese ha nella sanità come in tutti gli altri settori. Voi rimanete così come siete, immobili, uguali a voi stessi, noi andremo avanti”. E concludeva, pensate, Fico a Veronesi: “Vergogna”. Meno male che io voto in Toscana.
Caro Merlo, la vicepresidente del Senato, Licia Renzulli (Forza Italia), accusa l’Europa di aver “perso un’occasione per difendere la coerenza e la credibilità delle sue istituzioni, accettando il fatto che chiunque possa essere candidato solo per sfuggire alla legge, e non essere processato per fatti (violenti, ndr) commessi quando non era parlamentare”. E finisce: “Le garanzie non devono valere solo quando fa comodo, piegando i principi di legalità a convenienza politica”. Ho pensato: oddio, sta rinnegando sé stessa e venti anni di berlusconismo... Invece si riferiva alla sinistra e alla Salis.
Luca Cardinalini — Roma
Licia Ronzulli ha sorpreso pure me. Pensavo che ex favorita, general manager, badante, esecutrice ed ex capocortigiana di Berlusconi fosse tra i garantisti di centrodestra che, non troppo di nascosto, hanno tifato per l’immunità a Ilaria Salis la quale, grazie a loro, è stata, ancora una volta, sottratta alle catene di un carcere che non rispetta i diritti umani e a un processo politico che nega l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. La Salis era stata eletta al Parlamento europeo non da chi condivide le sue idee ma da chi non sopportava di vederla in ceppi in un Paese che lo stesso Orbán definisce “democrazia illiberale”. Verrebbe voglia di dire alla Ronzulli: taci, Berlusconi ti ascolta.
Caro Merlo, perché dite tutti Flotilla e non Flottiglia?
Cesare Casiraghi
La parola è spagnola perché la Flotilla è partita da Barcellona.