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Putin, ultima stazione l’insulto. Salvini preferiva una condanna

Donald Trump con Viktor Orbán (afp)

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Posta e risposta del 19 dicembre 2025
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Caro Merlo, Trump ha cambiato la galleria dei ritratti dei presidenti americani riscrivendo di suo pugno tutte le didascalie che ne sintetizzano le storie. Ha insultato più o meno tutti, anche Bush, ma di Biden, “di gran lunga il peggior presidente della storia americana”, ha persino cancellato il viso. Anche Putin si sfoga sul povero Biden accusandolo di aver iniziato la guerra dell’Ucraina, rovesciando così il senso della storia. E Putin insulta gli europei, “maialini che si sono accodati…”. Gli insulti infantili sono pericolosi o “can che abbaia non morde”?

Emma Manetti — Ferrara

Sono parole terminali, fuori dalla civiltà della democrazia, oltre la detestabilità del nemico. Nel caso di Trump la polemica, ipocrita contorta ed eversiva, è con il passato e con la storia, ma come anticipo e minaccia di una futura guerra civile. Anche Putin sta portando il livello dello scontro con i Paesi europei alla sua soglia definitiva, perché dopo le legittime armi della critica si arriva alla …

Caro Merlo, Trump ha cambiato la galleria dei ritratti dei presidenti americani riscrivendo di suo pugno tutte le didascalie che ne sintetizzano le storie. Ha insultato più o meno tutti, anche Bush, ma di Biden, “di gran lunga il peggior presidente della storia americana”, ha persino cancellato il viso. Anche Putin si sfoga sul povero Biden accusandolo di aver iniziato la guerra dell’Ucraina, rovesciando così il senso della storia. E Putin insulta gli europei, “maialini che si sono accodati…”. Gli insulti infantili sono pericolosi o “can che abbaia non morde”?

Emma Manetti — Ferrara

Sono parole terminali, fuori dalla civiltà della democrazia, oltre la detestabilità del nemico. Nel caso di Trump la polemica, ipocrita contorta ed eversiva, è con il passato e con la storia, ma come anticipo e minaccia di una futura guerra civile. Anche Putin sta portando il livello dello scontro con i Paesi europei alla sua soglia definitiva, perché dopo le legittime armi della critica si arriva alla funesta critica con le armi.

Caro Merlo, Salvini assolto per la vicenda Open Arms. La sua dichiarazione: “Difendere i confini non è reato”. Abbiamo appurato con la stessa sentenza che anche professare la malvagità non è reato.

Calogero Barranco Bellano (Lecco)

Povero Salvini, in questa lunga storia di razzismo gli hanno negato la condanna, una bella condannina tanto per mostrare i polsi e mimare le manette, martire del giustizialismo. Definitivamente assolto sente invece di avere definitivamente perduto quella leadership della ferocia italiana che da tempo, malgrado il ghigno e il grugno, nessuno gli riconosce più. E però le segregazioni affollate e sempre più lunghe, il fallimento dei rimpatri, i pattugliamenti ostili, i blocchi navali, le deportazioni, sono razzismo. Anche se assolto, il razzismo rimane razzismo.

Caro Merlo, senza voler contraddire Alda Merini che diceva “Anche la follia merita i suoi applausi”, mi spiega perché nei talk il pubblico applaude in continuazione?

Michil Costa — Corvara (Bz)

Applaudono perché il segnale luminoso li avverte quando applaudire. Quelli di “e ora un bell’applauso”, non sono pubblico, sono comparse pagate. I loro applausi, soprattutto nei talk show, non esaltano ma umiliano l’intelligenza. Meglio sarebbe incoraggiare il buu, il biasimo, il fischio, che almeno segnalerebbe che si sta dicendo qualcosa di emozionante, insidioso e pericoloso. “Per dignità e rispetto — scrisse Umberto Eco — dovremmo smettere di applaudire quando il presidente della Repubblica depone una corona davanti alla tomba del Milite Ignoto”.

Caro Francesco, il treno che doveva portarci da Rovereto a Firenze delle 7:30 e’ arrivato a Rovereto con 15 minuti di ritardo e a Firenze con 45. Incredibile è la motivazione: traffico intenso. Escludendo l’immissione illecita di convogli da parte della Russia, il traffico ferroviario è programmato?

Giorgio Leoni – Rovereto

Nel disastro dei treni le ragioni dei disservizi sono sempre vaghe: “lavori”, “prolungate preparazioni”, “traffico” appunto. Sono cattive azioni senza autore.

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