Caro Merlo, prima di tutto complimenti per la sua disarmata e disarmante domanda-risposta su Otello e Desdemona… poi, sempre in relazione al dramma della violenza che intride le nostre vite tanto da non risparmiare nemmeno la scuola, vedo che, mentre da destra si preparano misure repressive, da sinistra si insiste a riporre cieca fiducia nell’educazione “sessuo-affettiva” invocando nuovi progetti e figure professionali. Insomma ci si orienta ancora una volta sulla frammentazione del processo educativo e credo si continui a equivocare tra informazione e educazione. Ma perché gli insegnanti tacciono? Sono sicura che, disponendo di un patrimonio culturale che spazia dalla Bibbia ai poemi omerici, letteratura greca, latina, europea, musica, pittura, i buoni insegnanti abbiano sempre avuto gli strumenti per educare, anche sentimentalmente, gli allievi. Cosa possono dire i nuovi “esperti” di educazione sessuo-affettiva? Forse la vituperata e scardinata educazione umanistica avrebbe di nuovo qualcosa da dire.
Giovanna Nelli, Firenze
La scuola non è (più) il giardino dell’umanesimo, e nel Professionale di La Spezia, quello del coltello, si formano, leggo dal sito, diplomati «in meccanica, cantieristica e commercio ittico». Forse un eroico maestro Perboni, che oggi De Amicis descriverebbe anche come infermiere, psicologo, poliziotto e persino pugile, si sarebbe accorto dei coltelli, ma neppure lui sarebbe riuscito a insegnare, insieme ai mestieri che spesso i ragazzi non vogliono imparare, la buona condotta di genere, l’educazione sentimentale, il rispetto nella sessualità, il valore dell’amicizia, sino a offrire il braccio alla vecchietta che attraversa la strada e a non abusare del clacson. Le aule si riempiono ogni mattina di un’umanità arrabbiata e caotica. Sono agglomerati di umori giovanili ingovernabili, debordanti dalle regole della grammatica, della morfologia, della sintassi. I banchi accolgono tutti i disagi sociali che il Paese non sa risolvere e nella scuola diventano emergenze.
Caro Merlo, alla Magliana, dove vivo da quasi mezzo secolo, la pulizia è migliorata. I nuovi cassonetti sono metallici e non più di plastica, la raccolta viene effettuata regolarmente, compresi comodini o forni che alcuni si ostinano a lasciare. Strade e marciapiedi vengono puliti e le foglie rimosse. Purtroppo i possessori di cani non rimuovono i bisogni delle loro incolpevoli bestie, ma l’Amministrazione opera bene, quanto meno nel mio popoloso quartiere. E questo prescinde dal colore politico: la buona amministrazione è di tutti.
Antonio Mezzacapa, Roma
Caro Mezzacapa, vedo che ha girato questa sua mail (una pec) all’Ama, che sarà fiera di lei. Mi spiace che i possessori di cani non si adeguino alla nuova Svizzera di Roma.
Caro Francesco, ho conosciuto (ed è stato importante per me) Domenico Del Rio. Grazie per averlo ricordato.
Piergiorgio Paterlini
Oltre il giornalismo, gli esperti di cronache vaticane sono inviati davvero speciali. Io non ho mai saputo come trattarli. So che ci sono i monsignori, i vescovi, i cardinali e poi, ben più misteriosi, ci sono i vaticanisti.