Caro Merlo, a Tropea, che per me è il mare dei ricordi e delle emozioni, hanno recuperato un altro cadavere, avvistato da alcuni ragazzi che dicono di averne visti almeno altri due. Tra Sicilia e Calabria negli ultimi giorni sono almeno tredici. E intanto la nostra presidente del Consiglio attacca di nuovo i giudici perché la ostacolano nella lotta all’immigrazione clandestina. L’ho detto al mio parroco, che mi ha risposto così: «Magari fosse vero».
Mariella Greco, Vibo Valentia
Ho visto sulla prima pagina di Avvenire le foto dei militari della capitaneria di porto che trascinano un cadavere e lo coprono con il solito telo. So per esperienza che ormai è una scena straziante solo per chi la vede da vicino. Nell’Italia povera dei miei fratelli terroni, ogni giorno il mare, lo stesso del pesce fritto e degli ombrelloni di plastica, continua a restituire cadaveri in decomposizione, migranti morti, ma sempre meno i giornali pubblicano le immagini di quest’orrore abituale che, da lontano…
Caro Merlo, a Tropea, che per me è il mare dei ricordi e delle emozioni, hanno recuperato un altro cadavere, avvistato da alcuni ragazzi che dicono di averne visti almeno altri due. Tra Sicilia e Calabria negli ultimi giorni sono almeno tredici. E intanto la nostra presidente del Consiglio attacca di nuovo i giudici perché la ostacolano nella lotta all’immigrazione clandestina. L’ho detto al mio parroco, che mi ha risposto così: «Magari fosse vero».
Mariella Greco, Vibo Valentia
Ho visto sulla prima pagina di Avvenire le foto dei militari della capitaneria di porto che trascinano un cadavere e lo coprono con il solito telo. So per esperienza che ormai è una scena straziante solo per chi la vede da vicino. Nell’Italia povera dei miei fratelli terroni, ogni giorno il mare, lo stesso del pesce fritto e degli ombrelloni di plastica, continua a restituire cadaveri in decomposizione, migranti morti, ma sempre meno i giornali pubblicano le immagini di quest’orrore abituale che, da lontano, non indigna né commuove più e forse persino annoia. Martedì, a Tropea, alcuni ragazzi hanno visto uno di questi cadaveri, «anzi due», «anzi tre», affiorare e poi sparire nel mare in tempesta sulla spiaggia di sabbia bianca della “costa degli dei”. I militari ne hanno recuperato uno solo e pensano che i ragazzi abbiano visto solo quell’uno che, risucchiato e risputato, veniva continuamente spostato e perciò sembrava due, tre, tanti. E non so se è una metafora o un ammonimento anche per Giorgia Meloni, un richiamo morale laico, che non ha bisogno di scomodare Dio: anche l’uomo di Tropea era fatto di tutti gli uomini, tutti lo valgono e li vale tutti.
Caro Merlo, credo che con il passare dei giorni la posizione di persone come il professor Barbera e l’ex ministro Salvi i quali, pur dichiarandosi di centrosinistra, sostengono il Sì al referendum diventerà insostenibile. Mentre loro pensano che si tratti di prendere una posizione di merito e non di schieramento politico, per il centrodestra la posizione sul referendum è puramente ed esclusivamente politica. Dico questo perché, se non lo fosse, vi sarebbe almeno un intellettuale organico o un parlamentare o un politico di centrodestra schierato per il No e attivo nella campagna per il No. Lei ne conosce uno? Tutta la destra è allineata senza eccezioni. Ecco perché alla fine i Barbera e i Salvi si troveranno davanti a un vero problema di coscienza. Non, come pensano, se difendere o no le loro idee; bensì se aiutare la destra a vincere una battaglia che potrebbe rendere poi più facile ottenere un secondo mandato nelle elezioni politiche. E poiché, come vediamo, i secondi mandati rischiano di essere peggio dei primi, è veramente un serio problema di coscienza. Io non li invidio.
Giorgio La Malfa
La coscienza è materia complessa e a volte contorta. Le chiedo, caro La Malfa, rovesciando la sua obiezione di coscienza: quelli della sinistra garantista che, pur pensando come il Sì, votassero No per ragioni solo politiche, non avrebbero sulla coscienza un rafforzamento del giustizialismo?