Caro Merlo, il duo Meloni Salvini dovrebbe ringraziare il presidente Mattarella, per averli salvati dalla figura di m. che avrebbero fatto approvando frettolosamente lo scudo penale per le forze dell’ordine, viste le novità sbalorditive che arrivano da Rogoredo. Lo faranno?
Massimo Silini – Brescia
Se le indagini fossero confermate, il povero poliziotto spaventato, che Salvini e Meloni avevano elevato a sensibile, umanissimo servitore dello Stato costretto a uccidere per senso del dovere, sarebbe in realtà un poliziotto fanatico che a freddo ha mirato alla testa. La scena del crimine contraffatta e la pistola a salve (dettaglio diabolico) disegnano la trama di un film americano sulla polizia “al di sopra della legge”, o il ritorno, cinquant’anni dopo, del nostro Gian Maria Volontè poliziotto e cittadino Al di sopra di ogni sospetto. Qui c’è però un dettaglio di verità a favore della polizia, delle indagini dei magistrati, della democrazia che è il contrario dello scudo penale: sono …
Caro Merlo, il duo Meloni Salvini dovrebbe ringraziare il presidente Mattarella, per averli salvati dalla figura di m. che avrebbero fatto approvando frettolosamente lo scudo penale per le forze dell’ordine, viste le novità sbalorditive che arrivano da Rogoredo. Lo faranno?
Massimo Silini – Brescia
Se le indagini fossero confermate, il povero poliziotto spaventato, che Salvini e Meloni avevano elevato a sensibile, umanissimo servitore dello Stato costretto a uccidere per senso del dovere, sarebbe in realtà un poliziotto fanatico che a freddo ha mirato alla testa. La scena del crimine contraffatta e la pistola a salve (dettaglio diabolico) disegnano la trama di un film americano sulla polizia “al di sopra della legge”, o il ritorno, cinquant’anni dopo, del nostro Gian Maria Volontè poliziotto e cittadino Al di sopra di ogni sospetto. Qui c’è però un dettaglio di verità a favore della polizia, delle indagini dei magistrati, della democrazia che è il contrario dello scudo penale: sono i colleghi poliziotti che stanno denunciando la ferocia del poliziotto bugiardo e “fai da te”.
Caro Merlo, dopo Springsteen con “Streets of Minneapolis”, ecco anche gli U2 che, uscendo dal (dorato) letargo, reagiscono con “Days of Ash”. Bono ha dichiarato che “queste canzoni non potevano aspettare, erano impazienti di uscire nel mondo, sono canzoni di sfida...”. Lodevoli iniziative, certo, ma quando mai l’arte civile ha spostato di un millimetro l’avanzare della storia, brutta o bella che sia?
Bernardo Coccoli — Roma
Le canzoni sono un potente strumento civile quando sono la colonna sonora di un potente movimento civile. Quelle anti Trump di Springsteen e degli U2 liberano energia, ma in forma di tenerezza, la stessa che suscita Jane Fonda, a 88 anni, di nuovo in piazza: non è un fatto, ma un rifatto, una minestra riscaldata, che dimostra che purtroppo l’antidoto a Trump non c’è ancora. Capita, in certi frangenti, che l’artista metta sottosopra le anime e i linguaggi, e che la sua musica, pur senza spostare voti (neppure Bob Dylan e Woodstock ne spostarono) anticipi l’epoca. Certamente quella di Springsteen e degli U2 non è la musica dei progetti, delle illusioni e degli azzardi del mondo che verrà. Ogni tempo ha le sue canzoni e c’è la canzona giusta per ogni cosa. Trump si riconosce e si celebra nella facile Gloria del nostro Umberto Tozzi, mentre Springsteen e gli U2 offrono a chi è “contro” più malinconia che adrenalina. Non ci sono ancora le nuove canzoni per l’utopia, per la resistenza, per la rivolta.
Caro Merlo, il Daily News ha scritto: “È tempo di ammettere una tragica ovvietà: l’amministrazione Trump si sta muovendo come una gigantesca impresa criminale. Mente, ruba, estorce e uccide, sotto il mantello della solenne autorità dello Stato. La sua furia criminale fa impallidire Al Capone...”. E noi abbiamo mandato il ministro degli Esteri in una riunione organizzata, come diceva il titolo, dalla “più potente associazione a delinquere della storia”. Brava Meloni.
Letizia Cosentino — Urbino
Però Tajani, col binocolo a tracolla, osservava e nessuno si è si accorto di essere osservato perché Tajani passa sempre inosservato.