Caro Merlo, escludo che lei mi pubblichi perché fa comodo non entrare nel merito e non far capire al cittadino medio, come il medico Mario Dionisio che le ha scritto, che la separazione delle carriere è una riforma socialista/liberale pensata da Turati, Matteotti, Calamandrei, Vassalli, Pisapia, il Pds nel 1999 con Cesare Salvi, Cordero, Pannella. Vincerà il No perché dobbiamo dare la spallata a Meloni, ma io voterò Sì come l’ex sindaco Giuliano Pisapia e, come spero, molti altri di sinistra come me.
Sergio Giucastro — Milano
Il referendum è politico e chiunque vinca, tra i giudici e la destra, l’Italia sarà peggiore. E con la destra vincente anche il peggio sarà peggiore.
Caro Merlo, ma non fa ridere questa destra che si sforza di trovare in archivio dichiarazioni …
Caro Merlo, escludo che lei mi pubblichi perché fa comodo non entrare nel merito e non far capire al cittadino medio, come il medico Mario Dionisio che le ha scritto, che la separazione delle carriere è una riforma socialista/liberale pensata da Turati, Matteotti, Calamandrei, Vassalli, Pisapia, il Pds nel 1999 con Cesare Salvi, Cordero, Pannella. Vincerà il No perché dobbiamo dare la spallata a Meloni, ma io voterò Sì come l’ex sindaco Giuliano Pisapia e, come spero, molti altri di sinistra come me.
Sergio Giucastro — Milano
Il referendum è politico e chiunque vinca, tra i giudici e la destra, l’Italia sarà peggiore. E con la destra vincente anche il peggio sarà peggiore.
Caro Merlo, ma non fa ridere questa destra che si sforza di trovare in archivio dichiarazioni “di quando la sinistra era per la separazione delle carriere”? Significa che la destra di oggi cavalca la sinistra di ieri.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Sempre la sinistra di oggi è stata la destra di domani.
Caro Francesco non è che a sinistra è tornata in auge “mi si nota di più se voto sì o voto no? La risposta è scontata…
Donato Cosmai
Il referendum fa ragionare la sinistra che dunque si divide, mentre a destra si ubbidisce, La battuta di Moretti, che pure è stata spiritosa, è da molto tempo una delle più tristi e goffe frasi fatte dello sciocchezzaio italiano.
Carissimo Francesco, incuriosita dal pareggio agli Oscar, ho guardato anche “Two people exchanging saliva”. Freddo, cinico e distopico, una dura critica al controllo, giocato molto sugli sguardi che non hanno bisogno di parole, crea volutamente un disagio nello spettatore. Ciò nonostante, sono rimasta incollata fino in fondo e ho riflettuto su come nelle varie epoche storiche, forse anche in quella che stiamo vivendo, ci sia una certa prossimità a quelle immagini. Insomma, due cortometraggi agli antipodi, però di cuore ( e di anima) scelgo The Singers.
Sara Prando — Milano
Cara Sara, a me “Two people exchanging saliva” è parso noioso e pretenzioso, trentasei minuti di sbadigli, un corto lunghissimo. Forse il suo giudizio è più equilibrato, ma “distopico” glielo ghigliottino.
Caro Merlo, trovo inutile e dispendioso il tener aperto i seggi elettorali anche il lunedì mattina. Ho fatto per anni il presidente di seggio in un piccolo comune della Bergamasca e le assicuro che l’affluenza del lunedì era veramente irrisoria, per non dire nulla.
Amadio Todeschini
Lei ha ragione. I dati sull’affluenza non giustificano il lunedì elettorale, ma così esorcizzano il diavolo dell’astensionismo.
Caro Francesco, sta girando da un po’ di tempo questo aforisma: “Se non sei al tavolo, sei nel menù” Merita la ghigliottina ?
Mario Messina — Acicastello
Deve la sua popolarità al premier canadese Mark Carney che è molto migliore della sua battuta. Pronunziata con l’aria saputa, serve a darsi un tono… geopolitico. E difficile trovare una ghigliottina più meritata.