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Bossi, la morte e il razzismo. Le 5 forchette di Delmastro

Milano, 20 marzo: un momento di ricordo di Umberto Bossi 

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Posta e risposta di sabato 21 marzo 2026
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Caro Merlo, domenica (22 marzo) voterò No e se il No prevalesse spero nella sobrietà. L’esultanza smodata, oltre che inopportuna, sarebbe disturbante e fuori luogo. Non ci sarà nulla da festeggiare.

Claudio Cividino

È inevitabile, invece, che si faccia festa, anche se — lei ha ragione — non ci sarà nulla da festeggiare: chiunque vinca, l’Italia ne uscirà peggiore.

Caro Merlo, il buon Troisi si domandava come mai morissero solo i buoni visto che nessuno parlava male dei morti. Accade anche per Bossi che in vita ha predicato la secessione della Padania ed è stato razzista. Un sincero democratico? Mi sembra un’affermazione improvvida.

Giovanni Venditto, Napoli

La morte, come già la malattia, consente elogi funerari impropri, ma non assolve e non redime il razzismo che Bossi per primo ha rianimato nel Paese e ha rimesso in circolo nelle istituzioni, con una durata, come stiamo vedendo, molto più lunga della sua vita.

Caro Merlo, nel caso Delmastro il nome della società “cinque fo…

Caro Merlo, domenica (22 marzo) voterò No e se il No prevalesse spero nella sobrietà. L’esultanza smodata, oltre che inopportuna, sarebbe disturbante e fuori luogo. Non ci sarà nulla da festeggiare.

Claudio Cividino

È inevitabile, invece, che si faccia festa, anche se — lei ha ragione — non ci sarà nulla da festeggiare: chiunque vinca, l’Italia ne uscirà peggiore.

Caro Merlo, il buon Troisi si domandava come mai morissero solo i buoni visto che nessuno parlava male dei morti. Accade anche per Bossi che in vita ha predicato la secessione della Padania ed è stato razzista. Un sincero democratico? Mi sembra un’affermazione improvvida.

Giovanni Venditto, Napoli

La morte, come già la malattia, consente elogi funerari impropri, ma non assolve e non redime il razzismo che Bossi per primo ha rianimato nel Paese e ha rimesso in circolo nelle istituzioni, con una durata, come stiamo vedendo, molto più lunga della sua vita.

Caro Merlo, nel caso Delmastro il nome della società “cinque forchette srl” mi ha riportato alla mente che “forchettoni” erano gli esponenti della Dc.

Francesco Amatore

Si chiamava “Amici del vento” il gruppo musicale neofascista che trionfava nei campi Hobbit degli anni settanta. La loro canzone più nota si intitolava Forchette nazionali e se la prendeva con i socialisti. Non so se la sospetta bisteccheria di Delmastro possa essere considerata una nemesi. Ecco qualche strofa: “Per fare soldoni, lirette e dollaroni / per vincere il gran premio dell’arraffa-milioni/ rubacchia a diritta, rubacchia a mancina / e ai contribuenti svuoti anche la cantina. /Partito, partito, partito socialista / la meglio garanzia del mondo antifascista./ Forchette, forchette, forchette nazionali / per guadagnar miliardi senza pene fiscali”.

Caro Merlo, Delmastro ha detto che quando ha capito chi fosse la sua socia ne ha preso le distanze. Si ignora cos’ha pensato lei quando ha capito chi fosse Delmastro.

Franco Artese, Piacenza

Chi si somiglia si piglia pure pàpete.

Caro Merlo, Tajani ha precisato che la dichiarazione dei paesi Ue sull’aiuto a Trump è politica e non militare. Non capisco il senso.

Giovanni Di Bella, Palermo

Hanno scritto un compitino democristiano. Con un linguaggio impaurito, che usa molte parole per non dire niente, hanno cercano di placare Trump, il quale ha tutti i difetti del mondo, ma non è democristiano. E infatti Trump li ha chiamati «codardi». È bello che gli alleati non abbiano seguito Trump nella sua guerra sbagliata e perdente, ma sarebbe stato meglio affrontarlo a viso aperto.

Caro Merlo, cito con timore Nanni Moretti: «Perché dici cagare? Cagare è milanese, tu sei forse milanese? Si dice cacare». Lei mette cagasotto tra virgolette ma un catanese come lei o un napoletano come me non lo pronuncerebbero mai con la g.

Corrado Mastrorilli, Napoli

La capisco, ma mi pare troppo terroncellofilo. Con la g, quale che sia l’origine, ha più significati ed è meno volgare. Non so cosa direbbe il suo Nanni Moretti, ma io per esempio apprezzo “pirla” quasi più di “minchia”.


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