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Delmastro, un oste solo per machi. L’Italia e il “bombarolo che sbaglia”

Andrea Delmastro (in piedi) e Giusi Bartolozzi (a sinistra) alla Bisteccheria d'Italia 

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Posta e risposta di domenica 22 marzo 2026
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Caro Merlo, un tempo per i politici (di sinistra) c’erano le tristi terrazze romane dove si consumava qualche stuzzichino. Adesso i politici (di destra), come Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro, preferiscono il succulento menù della Bisteccheria d’Italia, ristorante gestito dal prestanome dei Senese, Mauro Caroccia, ora in carcere, che mette in tavola il toro di Pamplona e la tagliata di angus all’aceto balsamico. Vuoi mettere con la polenta concia di Biella, città feudo di Delmastro? Per assicurarsi quelle sanguigne carni il sottosegretario è giunto persino ad acquistare una quota del locale. Non crede che si debba avere comprensione per il peccatuccio di gola del politico di FdI, una «leggerezza» a detta di Giorgia Meloni? Oppure, da giustizialisti, dobbiamo augurarci che la tartare di toro irlandese gli vada di traverso? Propongo che la golosità sia perdonata. Purché Delmastro al referendum voti un bel No.

Mirella Serri

La foto con il boccone in bocca è apprezzatissima nel Cafon…

Caro Merlo, un tempo per i politici (di sinistra) c’erano le tristi terrazze romane dove si consumava qualche stuzzichino. Adesso i politici (di destra), come Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro, preferiscono il succulento menù della Bisteccheria d’Italia, ristorante gestito dal prestanome dei Senese, Mauro Caroccia, ora in carcere, che mette in tavola il toro di Pamplona e la tagliata di angus all’aceto balsamico. Vuoi mettere con la polenta concia di Biella, città feudo di Delmastro? Per assicurarsi quelle sanguigne carni il sottosegretario è giunto persino ad acquistare una quota del locale. Non crede che si debba avere comprensione per il peccatuccio di gola del politico di FdI, una «leggerezza» a detta di Giorgia Meloni? Oppure, da giustizialisti, dobbiamo augurarci che la tartare di toro irlandese gli vada di traverso? Propongo che la golosità sia perdonata. Purché Delmastro al referendum voti un bel No.

Mirella Serri

La foto con il boccone in bocca è apprezzatissima nel Cafonal di Dagospia, ma il rapporto tra la politica e il cibo non è quello di una volta. Nessun giornale pubblica più le mappe delle trattorie romane che erano addirittura divise in correnti. I cuochi si sono emancipati, e Vissani, che cucinava per D’Alema, ha perso anche l’ultima stella. Ormai la simbologia di «è tutto un magna magna», della casta di pasta, funziona solo se “il cibo è illustrato”, anche se è troppo vista la masticazione con la bocca aperta del ministro Lollobrigida che si spaccia per esperto di saperi e sapori italiani. Giorgia Meloni fa sapere che mangia il pesce ad Anzio da “Romolo al porto” ma non fa notizia e i gastrocronisti non hanno ancora beccato Gratteri al ristorante. La foto di Delmastro e Bartolozzi nella “bisteccheria d’Italia” è interessante solo perché c’è di mezzo la mafia e perché incuriosisce come progetto di futuro. Il duro che vuole “soffocare” i detenuti sogna di fare il ristoratore, ma solo per uomini veri, carne cruda e lusso, cibo per machi, sangue e arena, tori, angus e asado contro gli smidollati della sinistra, vegetariani, vegani e sushiaroli. Viva il duce e la Mora romagnola.

Caro Merlo, “anarchici”: Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone che genere di terroristi erano? Almeno gli islamisti hanno le vergini del paradiso che li aspettano.

Elena Paci, Prato

Erano due scellerati che per fortuna hanno fallito, ma fanno pena. E bisogna chiedersi perché gli anarchici sono i campioni degli attentati falliti. Forse perché sono indisciplinati e senza regole? In generale, il bombarolo che sbaglia è un’antropologia politica che in Italia ha un santo protettore: Feltrinelli.

Caro Merlo, nella sua tenzone tra pirla e minchia la prego di non ignorare il nostro belin.

Maurizio Passani, Genova

Allora meglio mona, che è bisex.

Caro Merlo, nell’Italia che santifica i morti forse la simpatia di Cirino Pomicino meritava un elogio in vita.

Marta Variali, Napoli

Era il più simpatico di tutti e nella politica italiana il simpatico è sempre borderline con il mascalzone.


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