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Ambizioni e trucchi di Conte. Giuli nazi-azteco a New York

Giuseppe Conte con Elly Schlein (ansa)

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Posta e risposta del 25 marzo 2026
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Caro Merlo, perché Giuseppi Conte vuole le primarie? Davvero è convinto che il popolo di sinistra sceglierebbe lui che è stato di destra, di centro e di sinistra? Lei non crede che il centrosinistra rischi, inseguendo Conte, di gettare via la vittoria al referendum?

Laura Traverso — Genova

Sì. A me pare che il rischio del magnifico fallimento sia molto alto. Conte non può vincere, ma sa che le primarie sarebbero per il centrosinistra una cavalleria rusticana che indebolirebbe anche Elly Schlein. Penso, dunque, che Conte, sempre rilanciando il suo astruso linguaggio, cercherà di dividere il Pd e negoziare un accordo da avvocato del popolo, un accrocco di mediazione, una spartizione politichese, uno di quei tanti trucchi con i quali ha via via fatto fuori tutti i rivali e gli alleati, compreso Grillo, al quale assegnò un lauto stipendio. Ecco le sue ambizioni: nel 2027 Elly Schlein presidente del Consiglio e Conte presidente del Senato; nel 2029, tambu-bum-bum, Conte presidente della Re…

Caro Merlo, perché Giuseppi Conte vuole le primarie? Davvero è convinto che il popolo di sinistra sceglierebbe lui che è stato di destra, di centro e di sinistra? Lei non crede che il centrosinistra rischi, inseguendo Conte, di gettare via la vittoria al referendum?

Laura Traverso — Genova

Sì. A me pare che il rischio del magnifico fallimento sia molto alto. Conte non può vincere, ma sa che le primarie sarebbero per il centrosinistra una cavalleria rusticana che indebolirebbe anche Elly Schlein. Penso, dunque, che Conte, sempre rilanciando il suo astruso linguaggio, cercherà di dividere il Pd e negoziare un accordo da avvocato del popolo, un accrocco di mediazione, una spartizione politichese, uno di quei tanti trucchi con i quali ha via via fatto fuori tutti i rivali e gli alleati, compreso Grillo, al quale assegnò un lauto stipendio. Ecco le sue ambizioni: nel 2027 Elly Schlein presidente del Consiglio e Conte presidente del Senato; nel 2029, tambu-bum-bum, Conte presidente della Repubblica. Penso che con il Pd non gli riuscirà.

Caro Merlo, ho appena visto il video e le foto del vostro ministro della Cultura Alessandro Giuli mentre offriva la corona alla statua di Colombo e non so perché mi sono sentita in imbarazzo per lui, per me, per voi italiani. Ma voi ve ne accorgete?

Eloise Durand — New York

Ha ragione, forse ci stiamo abituando al genere strampalato. L’omaggio di Giuli alla statua di Cristoforo Colombo aveva qualcosa di funereo black humor per gli abiti, i guanti nella mano, la postura, gli scarponi militari, la barberia da toletta, il balbettio retorico sui due popoli amici, le facce che lo circondavano. Con il suo guardaroba nazi-azteco e il bavero alzato del cappotto in pelle alla Greg Bovino, Giuli deve avere spaventato il povero Colombo, che pure a San Salvador ne aveva viste tante.

Caro Merlo, sono sempre stata molto vicina alla cultura e alla politica dei radicali, ma ho votato no perché mi sarebbe stato impossibile dire sì a questo governo così di destra, di cui non condivido quasi nulla e che, tra le altre cose, sta attentando alla vita della mia amata Radio Radicale, persino peggio di quanto fecero i cinque stelle. Mi capitava spesso in passato di essere convinta da Pannella, di votare “come Pannella”, e mi sono domandata cosa avrebbe detto Pannella e cosa avrei fatto io. Spero che lei capisca la mia crisi: sono contenta della sconfitta di Giorgia Meloni ma mi dispiace della sconfitta di Gian Domenico Caiazza.

Elena Ricci — Pescara

Nelle alleanze c’è sempre il rischio dell’eterogenesi dei fini, mai però come nel fronte del sì ciascuno ha giocato la sua partita. Quella dei radicali “per la giustizia giusta” non somigliava a quella di Giorgia Meloni contro i giudici che “non ci fanno governare”. Pannella, che certo si sarebbe schierato con il sì, avrebbe, però, capito che l’aumento quantitativo di una delle componenti, — quella della Meloni — ha provocato un cambiamento qualitativo di tutto il paesaggio del sì, rendendolo irriconoscibile e perdente.

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