Caro Merlo, non “i fatti separati dalle opinioni” ma “trattare con leggerezza gli argomenti seri e con serietà gli argomenti leggeri” era lo spirito del giornalismo inglese che, da giovani cronisti, un bel po’ di anni fa, avevamo scelto come modello. Ho ritrovato questo British style in molti lettori della sua posta, quelli per esempio che recentemente si sono divertiti scrivendo sulla psico-banalisi e sull’ingombro dei libri accumulati negli scaffali di casa, e in generale nelle sue risposte giocose ma serie. Ai suoi lettori voglio dunque segnalare, come piccolo capolavoro di questo genere, una lettera pubblicata dal Times di Londra firmata Mike Flint (Dorset): «Sir, ho letto con interesse la lettera di David Scowcroft che avete pubblicato il primo aprile su quanto lui e sua moglie, entrambi ottantenni, ancora gioiscano del sesso. Anche mia moglie e io siamo ottantenni e quando recentemente lei mi ha chiesto se volessi raggiungerla al piano di sopra per fare sesso, io ho risposto che…
Caro Merlo, non “i fatti separati dalle opinioni” ma “trattare con leggerezza gli argomenti seri e con serietà gli argomenti leggeri” era lo spirito del giornalismo inglese che, da giovani cronisti, un bel po’ di anni fa, avevamo scelto come modello. Ho ritrovato questo British style in molti lettori della sua posta, quelli per esempio che recentemente si sono divertiti scrivendo sulla psico-banalisi e sull’ingombro dei libri accumulati negli scaffali di casa, e in generale nelle sue risposte giocose ma serie. Ai suoi lettori voglio dunque segnalare, come piccolo capolavoro di questo genere, una lettera pubblicata dal Times di Londra firmata Mike Flint (Dorset): «Sir, ho letto con interesse la lettera di David Scowcroft che avete pubblicato il primo aprile su quanto lui e sua moglie, entrambi ottantenni, ancora gioiscano del sesso. Anche mia moglie e io siamo ottantenni e quando recentemente lei mi ha chiesto se volessi raggiungerla al piano di sopra per fare sesso, io ho risposto che avrebbe dovuto scegliere l’una o l’altra cosa perché non sarei riuscito a farle entrambe».
Raffaele Leone, Milano
L’argomento è bellissimo, ma a forte rischio di psico-banalisi. So di ottantenni che salgono le scale correndo, quando ne vale pena.
Caro Merlo, non ho letto circa la metà dei numerosi libri della mia libreria, tuttavia non dispero di poterne leggere ancora qualcuno. Considerata la mia età (80 anni) non è un modo per allungarmi la vita?
Domenico Massafra, Taranto
Ipotizziamo che lei abbia mille libri. Gliene restano da leggere cinquecento. Se ne leggesse uno al mese arriverebbe, tra 41 anni, a 121. Non male.
Caro Merlo, seguendo le riflessioni sui libri mi è tornato alla mente “Gli ospiti di quel castello” di Ercole Patti dove il protagonista descrive la grande biblioteca del palazzo. Vorrei tanto averne una così.
Alessandro Cipriani, Fara in Sabina (Rieti)
Ercole Patti, che era un Brancati minore, più che per leggere Gordon Pym, andava in biblioteca per quella «ragazza snella con una minigonna a mezza coscia, che si sollevava sulle punte dei piedi per leggere i titoli più in alto, e poi si curvava a scrutare quelli in basso e in quel momento scopriva del tutto le gambe e un pochino di mutandine… ». La ragazza era un’estetista che leggeva, nientemeno, “E le stelle stanno a guardare”. Più che di libri questa di Patti è la biblioteca di un’ossessione, la solita, da Paolo il caldo a Piantedosi.
Caro Merlo, «comme si’ bella a cavallo a stu camello, cu ‘o binocolo a tracolla, cu ‘o turbante e ‘o narghilè... Allah Allah Allah, cca petroliu non c’è sta». A chi è dedicata?
Francesco Amatore
Poverina, cos’altro poteva fare se non scavare stu pertuso?
Caro Merlo, “al netto di” sta allagando le nostre giornate. Vogliamo dargli una bella ghigliottinata?
Sergio Soraci, Roma
Non c’è nessuna detrazione all’insignificanza: ghigliottina.