✕

Pannella, targhe e condomini. Torna la retorica sui giovani

Marco Pannella (1930-2016) 

Ascolta l'audio

Posta e risposta di domenica 17 maggio 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo, finalmente la Capitale renderà omaggio a Marco Pannella con una piazza davanti al carcere di Rebibbia e una targa a palazzo Braschi, luogo delle storiche sue battaglie. Ma per tagliare il traguardo c’è voluta la raccolta di 600 firme illustri. Peraltro la “guerra delle targhe” è di lunga data. A Roma, nel 2024, il condominio della casa dove abitò Giacomo Matteotti “bocciò” la piastra non gradita per via del riferimento alla «mano fascista» nel suo assassinio. Non si voleva nemmeno la placca per Carlo Azeglio Ciampi, su cui alla fine il nome uscì storpiato in Azelio. Pure Mario Pannunzio, il grande intellettuale liberale, direttore del “Mondo”, a cui venne intitolata una strada, suscitò conflitti per un’insegna a via Campo Marzio, dove vi era la redazione della rivista. Come mai gli italiani sono così poco riconoscenti verso i personaggi illustri? Perché ogni proposta di porre una targa fa riemergere la litigiosità? Siamo la patria delle sfide tra contrade e campanili, dell…

Caro Merlo, finalmente la Capitale renderà omaggio a Marco Pannella con una piazza davanti al carcere di Rebibbia e una targa a palazzo Braschi, luogo delle storiche sue battaglie. Ma per tagliare il traguardo c’è voluta la raccolta di 600 firme illustri. Peraltro la “guerra delle targhe” è di lunga data. A Roma, nel 2024, il condominio della casa dove abitò Giacomo Matteotti “bocciò” la piastra non gradita per via del riferimento alla «mano fascista» nel suo assassinio. Non si voleva nemmeno la placca per Carlo Azeglio Ciampi, su cui alla fine il nome uscì storpiato in Azelio. Pure Mario Pannunzio, il grande intellettuale liberale, direttore del “Mondo”, a cui venne intitolata una strada, suscitò conflitti per un’insegna a via Campo Marzio, dove vi era la redazione della rivista. Come mai gli italiani sono così poco riconoscenti verso i personaggi illustri? Perché ogni proposta di porre una targa fa riemergere la litigiosità? Siamo la patria delle sfide tra contrade e campanili, della “Secchia rapita” che provoca una guerra, del tifo sportivo che degenera, di un’incessante natalità di partiti, per non parlare dei litigi condominiali che in un paio di casi (Erba e Fidene) sono sfociati in stragi. Se dovessimo mettere sulle facciate tante targhe quante sono le opinioni dei condomini non basterebbero gli intonaci.

Mirella Serri

Il condominio italiano, che è il dominio comune, racconta il malessere dello stare insieme, ma i contrasti che accompagnano le targhe rendono indimenticabile il dimenticabile: «ma come, non vogliono la targa di Pannella?», «ah questa è la targa a Matteotti che non volevano mettere?». Il più fortunato fu Ciampi. Senza l’errore — Azelio al posto di Azeglio — nessuno si sarebbe accorto che quel tratto di Lungotevere si chiama Ciampi. Pensi all’allegra sorpresa durante la noiosissima cerimonia dell’inaugurazione, agli autorevoli sbadigli che diventano sorrisi. Ottenuta la targa, proponiamo ora un bel refuso per Marco Pagella.

Caro Merlo, Alessandro Baricco ha lanciato una provocazione lucida: il mondo gira troppo veloce e la sua generazione (72 anni) ha in mano solo «domande scadute». Le risposte vere spettano ai trentenni. Non è questa la scossa che serve a Elly Schlein? La segretaria del Pd rischia di restare impantanata nell’ortodossia di partito e nei «pensieri impacchettati» della vecchia sinistra. La vera eresia sarebbe applicare Baricco alla lettera e affidare ai giovani la cabina di regia.

Armando Zaccone, Tarcento (Udine)

Giovinezza giovinezza. L’ho già sentita.

Caro Merlo, come l’avvocato Iacovini sono indignata per i crimini d’odio, che ritengo i più esecrabili insieme a quelli contro i bambini e le donne. Non evoco però la pena di morte — siamo pur sempre gli eredi di Beccaria — ma condanne esemplari e la certezza che vengano scontate. Peccato — dico per dire — che non esistano più le galere, intese come navi, altrimenti la pena si potrebbe far scontare ai remi.

Donatella Lumini, Firenze

Capisco il turbamento, ma non credo alla deterrenza.


Leggi i commenti