Caro Merlo, nessuno si è accorto delle polemiche suscitate dal concorso per il nuovo stadio Maksimir di Zagabria, vinto a sorpresa da un giovane studio Vg13 (i trentenni Tommaso Fantini e Alberto Rossi) che ha sede a Milano. La giuria che comprendeva anche Zvonimir Boban, presidente della Dinamo, oltre a ministri e autorità varie ha votato all’unanimità per il progetto italiano, vincitore su altri ottanta partecipanti da mezzo mondo. Ebbene dopo una violenta campagna denigratoria su Instagram iniziata da alcuni architetti locali esclusi, è montata una protesta sovranista che è degenerata fino al punto che il governo di Andrej Plenković ha fatto ricorso dopo soli pochi giorni, davvero poco serio, quasi peggio di Malagò, o no?
Manuel Orazi
Il governo, che fa ricorso contro il vincitore votato dal… governo (e dall’intera giuria), sembrerebbe effettivamente una stravaganza all’italiana. E invece, il più “italianizzato” (via Milan) dei giurati, Zvonimir Boban, presidente della Dinamo Zagab…
Caro Merlo, nessuno si è accorto delle polemiche suscitate dal concorso per il nuovo stadio Maksimir di Zagabria, vinto a sorpresa da un giovane studio Vg13 (i trentenni Tommaso Fantini e Alberto Rossi) che ha sede a Milano. La giuria che comprendeva anche Zvonimir Boban, presidente della Dinamo, oltre a ministri e autorità varie ha votato all’unanimità per il progetto italiano, vincitore su altri ottanta partecipanti da mezzo mondo. Ebbene dopo una violenta campagna denigratoria su Instagram iniziata da alcuni architetti locali esclusi, è montata una protesta sovranista che è degenerata fino al punto che il governo di Andrej Plenković ha fatto ricorso dopo soli pochi giorni, davvero poco serio, quasi peggio di Malagò, o no?
Manuel Orazi
Il governo, che fa ricorso contro il vincitore votato dal… governo (e dall’intera giuria), sembrerebbe effettivamente una stravaganza all’italiana. E invece, il più “italianizzato” (via Milan) dei giurati, Zvonimir Boban, presidente della Dinamo Zagabria, difende con forza il progetto vincente. La giuria era internazionale. Sei sono architetti: Toma Pleić (presidente), Vesna Perović (vice), Françoise Chas, Vjera Bakić, Mia Roth-Čerina e Nenad Fabijanić. Ci sono poi Tomislav Tomašević, sindaco di Zagabria e Tonči Glavina, ministro del Turismo e dello Sport. E infine il “nostro” Boban che è una specie di “eroe nazionale”. È stata tutta croata la rumorosa sceneggiata su Instagram, corporativa, sovranista, nazionalista, che ha determinato la marcia indietro, ovviamente politica del governo. Con una gratuita, ipocrita, critica, il primo ministro Andrej Plenković, incompetente e fuori luogo, ha persino contestato il progetto sul piano tecnico ed estetico, lui che è un avvocato e un diplomatico. Altro che Malagò.
Caro Merlo, a chi paventa un terribile futuro nel quale saremo governati da macchine possedute da aziende private si può obiettare che è già così, tutti chini sul proprio smartphone, gli adulti più dei giovani. E questo non per la cattiveria o il delirio di potenza delle aziende, ma perché noi stessi, volontariamente, senza costrizioni, ci siamo collocati in posizione di schiavitù, abbiamo conferito i nostri cervelli all’ammasso. Il terribile futuro è già oggi, senza spargimento di sangue la dinastia degli umani ha abdicato.
Bernardo Coccoli, Roma
Vedo, caro Coccoli, che anche lei si è fatto prendere dalla diffusa indignazione contro i telefoni che sono gioielli del progresso, spesso salvano vite, e sono sempre innocenti. Se in treno qualcuno sputa per terra la colpa non è del treno. Il suo è un umore nero, una furia da Fahrenheit contro la modernità. Manca solo la tirata sui social.
Caro Merlo, mi sembra che ormai la premessa «tanto so che non mi pubblicherà» sia il viatico migliore per essere… pubblicati. Quindi proporrei questa espressione stra-abusata per la ghigliottina. Anche se so che non mi pubblicherà.
Alberto Santi, Piove di Sacco (Padova)
Mi creda, sono molti di più i «tanto so che non mi pubblicherà» che non vengono pubblicati. Ghigliottina negata.