Qualche settimana fa certi miei amici hanno dato un "party berbero"; non ho potuto presenziare, quindi di ciò che concerne i party berberi so solo quanto a suo tempo mi aveva scritto Beppe Varaldo:
MAR DI MARMARA
Nel bar barbaro,
la star tartara
dal ber berbero
d'amor mormora.
Sono passati più di vent'anni da quando Varaldo mi ha mandato questa strofetta, ma ricordo ancor oggi di avere pensato subito due cose: 1. che Varaldo è un genio (cosa che continuo a pensare); 2. che la mia rubrica di giochi incominciava a funzionare davvero (cosa che continuo a sperare).
Da solo un paio d'anni, infatti, tenevo per Tuttolibri la rubrica di giochi con i lettori che era stata inaugurata da Giampaolo Dossena nel 1980. Nel 1987 Dossena lasciò la Stampa e Tuttolibri proprio per inaugurare una rubrica giochi nel nuovo magazine di Repubblica: il Venerdì. Io gli subentrai immediatamente sulla Stampa e poi, dal 2000, anche sul Venerdì (sebbene la seconda volta ci fu un intervallo di diversi anni in cui il magazine non pubblicò giochi).
Le rubriche di giochi con i lettori dei giornali erano cominciate addirittura nel Settecento - assieme ai giornali stessi. Una, non firmata, sembra che l'abbia tenuta Edgar Allan Poe; un'altra, Charles Lutwidge Dodgson ovvero Lewis Carroll. Nel Novecento è famosa la rubrica dello Scientific American, firmata per lunghi decenni da Martin Gardner a cui si alternò e poi successe, per un paio d'anni, Douglas Hofstadter. Per l'Italia è stata leggendaria la rubrica dei Wutki su Linus, in cui lo stesso Dossena mosse i primi passi prima come corrispondente e poi come collaboratore diretto del curatore, Sergio Morando.
Il Duemila, almeno per quel che mi riguarda, incomincia con Lessico e Nuvole: la novità era Internet e le e.mail; come passare da una partita a scacchi per corrispondenza a una partita di ping-pong.