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Serena, un lungo e dolce addio

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I "se" e i "ma" abbondano, come sempre. Stavolta moltiplicati dagli strettissimi rapporti familiari. Per esempio: se Venus avesse trasformato il match point avuto negli ottavi di finale, Karolina non sarebbe arrivata fino alla semifinale degli UsOpen contro Serena. Ma allora avremmo forse rivisto in campo, l'una contro l'altra schierate, le sorelle più forti della storia del tennis: una sofferenza, più che un piacere. E soprattutto: se Kristyna non avesse a suo tempo fatto un passo indietro per lasciar sfruttare alla gemella omozigote ogni opportunità di diventare una top player, saremmo qui oggi a raccontare la storia sua e di Karolina?

Venus e Serena, Karolina e Kristyna. Delle prime sappiamo tutto. Delle altre meno. Almeno io. Mi sono informato, dunque. Ceche, 24 anni, alte un metro e 85, le gemelle Pliskova fino a qualche tempo fa erano inseparabili. Fuori dal campo erano e restano anche indistinguibili. Quando giocano no, perché Kristina è mancina. A lungo non si sarebbe potuto dire chi delle due fosse la più forte: nel 2010, per dire, Karolina vinse il torneo giovanile dell'Australian Open mentre la gemella trionfò a Wimbledon. Nel 2013 arrivarono in coppia in finale a Palermo (che peccato non venga più organizzato quel torneo!), dove furono sconfitte da Kristina Mladenovic e Katarzyna Piter. Poi Karolina ha preso il volo, mentre Kristyna staziona intorno a quota 100 del ranking mondiale: quest'anno a Flushing Meadows s'è fermata al secondo turno delle qualificazioni,

Non sono rari i casi di gemelli entrambi tennisti di qualità. I Bryan, Bob e Mike, hanno vinto come nessun'altra coppia negli ultimi quindici anni. Aljaz Bedene, sloveno, di recente naturalizzato britannico, ha un gemello di nome Andraz, numero 840 ATP qualche anno fa, poi scomparso dal circuito professionistico. Eugenie Bouchard, 22 anni, canadese di enormi potenzialità che s'è smarrita nelle ultime stagioni (è 39 WTA), ha una gemella, Beatrice, che ha preferito fare altro nella vita pur essendo stata una eccellente junior: a suo tempo, giocarono insieme contro le Pliskova.

Credo, ma non ho la conferma, che Kristyna fosse in tribuna nell'Arthur Ashe Stadium a vedere la sorella impegnata nella partita più importante della carriera contro il monumento giocante Serena Williams. Il match è stato sempre saldamente nelle mani di Karolina, mai arrivata tanto avanti in uno Slam (terzo turno Melbourne 2013 e 2016, secondo turno a Parigi, Wimbledon e New York prima di ieri). Per tutto il primo set, finito 6-2, e per buona parte del secondo, 7-6 (7/5), la ceca ha servito e colpito con forza e sicurezza, mettendo in netta difficoltà la numero 1 del mondo (da lunedì sarà però ufficialmente superata da Angelique Kerber, che ha sconfitto Caroline Wozniacki per 6-4 6-3 nell'altra semifinale). Serena invece ha faticato da fondo campo, ha cocciutamente insistito nel cercare il vincente, che ha ottenuto con qualche continuità solo nel secondo set. Troppi i suoi errori dovuti al timore di essere costretta a rendere anzitempo le armi come le accadde l'anno scorso con Roberta Vinci, senza avere la possibilità di dare il tutto per tutto in finale davanti al pubblico che più l'adora. Invece, è andata proprio così. Concludere il match con un doppio fallo è stato, per Serena, qualcosa che le somiglia per niente.

Ho la sensazione che con questa sconfitta e con la perdita del primato nella classifica mondiale termini lo straordinario ciclo agonistico di Serena, che per quasi vent'anni ha dominato il tennis femminile e ridefinito il rapporto tra l'obbligo di essere protagonista dello showbiz e la volontà di mantenersi comunque libera e indipendente. Serena - come Venus, peraltro - è una donna a tutto tondo, che ha dato il massimo alla professione che s'è scelta, ha superato momenti difficilissimi come la malattia di qualche anno fa, è stata altrettanto trasparente nei giorni dei trionfi e in quelli delle sconfitte. Il suo pubblico percepisce questa umanità profonda, che si accompagna a un'educazione e uno stile che hanno pochi paragoni. Non annuncerà a breve l'addio. La sua sarà un'uscita di scena lunga e dolce, spero.
Twitter @claudiogiua