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Shapo e Stefanos, dalla Russia con vigore

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Sentite cosa dice Denis Shapovalov dopo aver incassato oggi sul campo numero 1 l'eliminazione dal Roland Garros (5-7 7-6 7-5 6-4) per mano del mancino tedesco Maximilian Marterer, 23 anni da compiere tra due settimane: "Ovviamente sono deluso per la sconfitta, ma ho solo 19 anni e so che non posso ogni settimana raggiungere la semifinale di un grande torneo. Ci sono e ci saranno alti e bassi, devo solo continuare a godermela". 

Stefanos Tsitsipas, che i 19 anni li compirà solo in agosto, è altrettanto equilibrato: "Giocare qui è stata un'esperienza eccezionale. È il mio primo Slam sulla terra rossa: raggiungere il secondo turno e poi costringere Dominic Thiem al quarto set (6-2 2-6 6-4 6-4 ndr) servirà a farmi crescere". Nel ranking ATP in tempo reale, da oggi il canadese è numero 22, il greco 34.

Da dove arrivano questi teenager così saggi e determinati, oltre che vigorosi? Una risposta c'è: hanno ricevuto - come Alexander Zverev, classe 1997, che li ha preceduti di un paio d'anni sul grande palcoscenico del tennis (sia Denis che Stefanos sono entrati per la prima volta nel main draw di uno Slam nel 2017) - un'educazione familiare e sportiva di marca russa. Meglio: sovietica. I genitori di Shapo e Sascha sono emigrati in Canada e Germania. La madre di Stefanos, Julia Salnikova, è stata la più forte tennista junior al mondo agli inizi degli anni Ottanta. Figlia di Sergei Salnikov, attaccante della nazionale di calcio che vinse le Olimpiadi del 1956, è cresciuta a Mosca ma, per gli insondabili casi della vita, ha sposato un coach greco di tennis, Apostolos Tsitsipas, e preso casa ad Atene. Racconta Stefanos: "La mamma mi ha insegnato ad affrontare lo sport con grande disciplina. Credetemi, è quanto mi ha aiutato di più finora: la disciplina. Che è qualcosa, come dire?, di non molto comune nella cultura greca".

Nelle analisi dei loro match i due ragazzi - come fa sempre Zverev, peraltro - non cercano scuse. Dice Denis: "Faccio ancora fatica sulla terra rossa. Gli europei sanno esattamente come muoversi su questa superficie, mentre io all'inizio mi sono quasi perso durante gli scambi. Via via tutto è diventato più facile e ho trovato la sicurezza. Sono convinto che in futuro giocherò bene qui a Parigi". Stefanos: "Avevo già sconfitto Dominic (a Barcellona il mese scorso nei quarti di finale: 6-3 6-2 ndr), però combattere al meglio dei cinque set è un'altra faccenda". Entrambe le partite sono state combattute e incerte nonostante non abbiano avuto bisogno del quinto set. A frenare il canadese, seguito dal tifo sempre più caldo dei coetanei (soprattutto femmine), è stata la difficoltà a trovare contromisure ai colpi in top di Marterer. Per il greco, che in genere fatica a carburare e dunque ha patito l'interruzione di ieri sera per oscurità, si sono rivelate ingestibili le perfette geometrie di Thiem nei 32 minuti serviti oggi per chiudere il match. 

La prova del terraiolo di Wiener-Neustadt, ATP 10, è stata seguita e analizzata da Matteo Berrettini, ATP 81, e dal suo coach Vincenzo Santopadre in preparazione del sedicesimo di finale di domani. L'azzurro, di tre anni più anziano di Denis e Stefanos ma di altrettanta stupefacente maturità, dovrà inventarsi il modo di impedire e, nel caso, contrastare le accelerazioni di Thiem, che avrà come oggi nell'angolo una speciale assistente coach, la fidanzata francese Kiki Mladenovic, già uscita dal tabellone femminile. Forse il team romano ha chiesto lumi a Fabio Fognini, che due settimane fa ha sconfitto Thiem a Roma (6-4 1-6 6-3). Il ligure oggi ha confermato il buono stato di forma sconfiggendo il giovane svedese Elias Ymer in tre set (6-4 6-1 6-2) e s'appresta ora ad affrontare l'inglese Kyle Edmund, che lo precede di una sola posizione nella classifica in tempo reale (17 contro 18). Impegno ad alto rischio. Non ha invece passato il turno Thomas Fabbiano, che non ha sfigurato al confronto con un altro dei più esperti Next Gen, il croato Borna Coric (4-6 6-2 6-1 6-1). Ma possiamo accontentarci: da anni quattro italiani (Cecchinato, Berrettini, Fognini e Giorgi) non arrivavano al terzo turno dello Slam parigino.

Twitter @claudiogiua