Per Iga non esistono ostacoli
Claudio Giua
Intanto, segnatevi la pronuncia corretta: il cognome Swiatek deve suonare "?fj?nt?k", che si può trascrivere come "shfiontek". Stranezze del polacco, con le vocali che diventano consonanti. Poiché potrebbe capitarvi di nominarla spesso in futuro, meglio imparare in fretta. Iga per fortuna resta "iga" in bocca a chiunque nel mondo.
I dieci segni particolari di Iga a 19 anni e 4 mesi d'età: 1. è finalista del Roland Garros 2020; 2. ufficiosamente numero 24 WTA, non è la più giovane tra le Top 30 soltanto perché l'americana Amanda Anisimova, che è nata due mesi prima di lei, è giustappunto la numero 30; 3. nel 2017 ha vinto il torneo di singolo junior a Wimbledon; 4. suo padre Tomasz andò alle Olimpiadi di Seul nel 1988 come membro nella nazionale di canottaggio; 5. pertanto, il suo dichiarato obiettivo del 2020 era partecipare alle Olimpiadi di Tokyo in singolare e in doppio, ma …
I dieci segni particolari di Iga a 19 anni e 4 mesi d'età: 1. è finalista del Roland Garros 2020; 2. ufficiosamente numero 24 WTA, non è la più giovane tra le Top 30 soltanto perché l'americana Amanda Anisimova, che è nata due mesi prima di lei, è giustappunto la numero 30; 3. nel 2017 ha vinto il torneo di singolo junior a Wimbledon; 4. suo padre Tomasz andò alle Olimpiadi di Seul nel 1988 come membro nella nazionale di canottaggio; 5. pertanto, il suo dichiarato obiettivo del 2020 era partecipare alle Olimpiadi di Tokyo in singolare e in doppio, ma …
Intanto, segnatevi la pronuncia corretta: il cognome Swiatek deve suonare "?fj?nt?k", che si può trascrivere come "shfiontek". Stranezze del polacco, con le vocali che diventano consonanti. Poiché potrebbe capitarvi di nominarla spesso in futuro, meglio imparare in fretta. Iga per fortuna resta "iga" in bocca a chiunque nel mondo.
I dieci segni particolari di Iga a 19 anni e 4 mesi d'età: 1. è finalista del Roland Garros 2020; 2. ufficiosamente numero 24 WTA, non è la più giovane tra le Top 30 soltanto perché l'americana Amanda Anisimova, che è nata due mesi prima di lei, è giustappunto la numero 30; 3. nel 2017 ha vinto il torneo di singolo junior a Wimbledon; 4. suo padre Tomasz andò alle Olimpiadi di Seul nel 1988 come membro nella nazionale di canottaggio; 5. pertanto, il suo dichiarato obiettivo del 2020 era partecipare alle Olimpiadi di Tokyo in singolare e in doppio, ma poi è sopraggiunto il Covid e non se n'è fatto nulla; 6. è l'unica giocatrice tuttora in gara a Parigi sia nel singolare, dopo la netta vittoria di oggi su Nadia Podoroska, sia nel doppio in coppia con Nicole Melichar, avendo sconfitto ieri Asia Muhammad e Jessica Pegula per 6-3 6-4 nei quarti (domani la semifinale contro Alexa Guarachi e Desirae Krawczyk); 7. è da sempre una fan sfegatata di Rafa Nadal, come ha rivelato martedì dopo aver eliminato Martina Trevisan, tanto che lo spagnolo "era l'unico giocatore che guardavo anni fa. Mi piace davvero. Gli auguro solo il meglio e spero si prenda un altro Open di Francia"; 8. è una che solo qualche mese fa diceva di non avere ancora deciso se fare l'università o dedicarsi al tennis, ma credo che a questo punto sappia che direzione dare alla sua vita; 9. da un anno e mezzo ha una psicologa personale, Daria Abramowicz, che "mi ha insegnato a reggere la pressione"; 10. freddolosa, oggi veste leggings, cappellino e maglie a maniche lunghe in total white.
Poi c'è l'attività professionistica, che si racconta in fretta tant'è breve. Nella scorsa stagione, la prima ad alto livello, ha superato il primo turno a Melbourne, è arrivata in finale a Lugano ed è approdata al quarto turno a Parigi, mentre è uscita di scena all'esordio a Wimbledon e al secondo turno a New York. Quest'anno ha cominciato con quattro turni agli Australian Open e poi, dopo l'interruzione da lockdown, tre turni agli Us Open. Al momento, dunque, non ha nemmeno una coppa WTA sulla libreria di casa, a Raszyn. Diventasse tra meno di 48 ore campionessa del Roland Garros, il suo sarebbe un caso inaudito di una giocatrice con uno slam come primo torneo vinto.
Oggi Iga ha liquidato in settanta minuti (6-2 6-1) l'altra grande sorpresa del torneo, l'argentina di origine ucraina Podoroska, 23 anni, della quale ho già avuto modo di raccontare qui. La partita si è giocata a una porta, quindi non vi tedierò raccontandone qualche passaggio. Più interessante è domandarsi se la ragazza di Varsavia possa diventare una delle stelle del tennis femminile prossimo venturo, in stretta concorrenza con le pari età, anno in più, anno in meno, Amanda Anisimova, Cori Gauff, Marketa Vondrousova, Caty McNally e Bianca Andreescu. Credo di sì: e lo dico più per le qualità caratteriali di Iga che per quelle tecniche, che pure sono ragguardevoli: lo dimostrano i 23 game persi contro 72 vinti nei sei turni che l'hanno condotta, senza cedere un set, all'ultimo atto del Roland Garros. Tra le sue vittime, le teste di serie numero 15 Vondrousova e 1 Halep ed ex grandi come come Bouchard e Hsieh.
Il primo test per la polacca sarà sabato nella finale contro Sofia Kenin, 22 anni ancora da compiere, numero 6 WTA, oltre sei milioni di dollari di premi già incassati, dei quali più della metà grazie al successo agli Australian Open dell'inverno scorso dopo il 4-6 6-2 6-2 rifilato a Garbine Muguruza. Oggi l'americana nata a Mosca ha faticato un po' più del dovuto ad aver ragione di Petra Kvitova, 30 anni, 11 WTA, che ha tenuto a distanza nel primo set (6-4) e poi non è riuscita a matare alla prima occasione nel secondo, quando ha servito sul 5-4. La ceca, troppo fallosa, una volta raggiunta l'avversaria non ha tuttavia saputo sfruttare il proprio turno di servizio. Il match s'è risolto ai vantaggi: 7-5 per Kenin dopo un'ora e tre quarti. In caso di successo in finale, sarà lei la nuova numero 3 al mondo, scalzando Naomi Osaka, dietro Ashleigh Barty e Simona Halep.
I dieci segni particolari di Iga a 19 anni e 4 mesi d'età: 1. è finalista del Roland Garros 2020; 2. ufficiosamente numero 24 WTA, non è la più giovane tra le Top 30 soltanto perché l'americana Amanda Anisimova, che è nata due mesi prima di lei, è giustappunto la numero 30; 3. nel 2017 ha vinto il torneo di singolo junior a Wimbledon; 4. suo padre Tomasz andò alle Olimpiadi di Seul nel 1988 come membro nella nazionale di canottaggio; 5. pertanto, il suo dichiarato obiettivo del 2020 era partecipare alle Olimpiadi di Tokyo in singolare e in doppio, ma poi è sopraggiunto il Covid e non se n'è fatto nulla; 6. è l'unica giocatrice tuttora in gara a Parigi sia nel singolare, dopo la netta vittoria di oggi su Nadia Podoroska, sia nel doppio in coppia con Nicole Melichar, avendo sconfitto ieri Asia Muhammad e Jessica Pegula per 6-3 6-4 nei quarti (domani la semifinale contro Alexa Guarachi e Desirae Krawczyk); 7. è da sempre una fan sfegatata di Rafa Nadal, come ha rivelato martedì dopo aver eliminato Martina Trevisan, tanto che lo spagnolo "era l'unico giocatore che guardavo anni fa. Mi piace davvero. Gli auguro solo il meglio e spero si prenda un altro Open di Francia"; 8. è una che solo qualche mese fa diceva di non avere ancora deciso se fare l'università o dedicarsi al tennis, ma credo che a questo punto sappia che direzione dare alla sua vita; 9. da un anno e mezzo ha una psicologa personale, Daria Abramowicz, che "mi ha insegnato a reggere la pressione"; 10. freddolosa, oggi veste leggings, cappellino e maglie a maniche lunghe in total white.
Poi c'è l'attività professionistica, che si racconta in fretta tant'è breve. Nella scorsa stagione, la prima ad alto livello, ha superato il primo turno a Melbourne, è arrivata in finale a Lugano ed è approdata al quarto turno a Parigi, mentre è uscita di scena all'esordio a Wimbledon e al secondo turno a New York. Quest'anno ha cominciato con quattro turni agli Australian Open e poi, dopo l'interruzione da lockdown, tre turni agli Us Open. Al momento, dunque, non ha nemmeno una coppa WTA sulla libreria di casa, a Raszyn. Diventasse tra meno di 48 ore campionessa del Roland Garros, il suo sarebbe un caso inaudito di una giocatrice con uno slam come primo torneo vinto.
Oggi Iga ha liquidato in settanta minuti (6-2 6-1) l'altra grande sorpresa del torneo, l'argentina di origine ucraina Podoroska, 23 anni, della quale ho già avuto modo di raccontare qui. La partita si è giocata a una porta, quindi non vi tedierò raccontandone qualche passaggio. Più interessante è domandarsi se la ragazza di Varsavia possa diventare una delle stelle del tennis femminile prossimo venturo, in stretta concorrenza con le pari età, anno in più, anno in meno, Amanda Anisimova, Cori Gauff, Marketa Vondrousova, Caty McNally e Bianca Andreescu. Credo di sì: e lo dico più per le qualità caratteriali di Iga che per quelle tecniche, che pure sono ragguardevoli: lo dimostrano i 23 game persi contro 72 vinti nei sei turni che l'hanno condotta, senza cedere un set, all'ultimo atto del Roland Garros. Tra le sue vittime, le teste di serie numero 15 Vondrousova e 1 Halep ed ex grandi come come Bouchard e Hsieh.
Il primo test per la polacca sarà sabato nella finale contro Sofia Kenin, 22 anni ancora da compiere, numero 6 WTA, oltre sei milioni di dollari di premi già incassati, dei quali più della metà grazie al successo agli Australian Open dell'inverno scorso dopo il 4-6 6-2 6-2 rifilato a Garbine Muguruza. Oggi l'americana nata a Mosca ha faticato un po' più del dovuto ad aver ragione di Petra Kvitova, 30 anni, 11 WTA, che ha tenuto a distanza nel primo set (6-4) e poi non è riuscita a matare alla prima occasione nel secondo, quando ha servito sul 5-4. La ceca, troppo fallosa, una volta raggiunta l'avversaria non ha tuttavia saputo sfruttare il proprio turno di servizio. Il match s'è risolto ai vantaggi: 7-5 per Kenin dopo un'ora e tre quarti. In caso di successo in finale, sarà lei la nuova numero 3 al mondo, scalzando Naomi Osaka, dietro Ashleigh Barty e Simona Halep.