Monday's Net

Quei bravi ragazzi italiani

Matteo Berrettini (afp)
3 minuti di lettura

La finale di Wimbledon del 2017 consegnò alle cronache le lacrime di Marin Cilic, che si trascinò fino al termine del match nonostante l'infortunio al piede, e l'ottavo titolo sull'erba londinese - un record - di Roger Federer. Il secondo turno di oggi sulla terra parigina vale meno in termini simbolici ed economici, ma per il croato, 32 anni acciaccati, e lo svizzero, quasi 40 ben portati, conta comunque parecchio. I due condividono un recente passato trascorso lontano dai riflettori e vogliono dimostrare che il loro tempo non è finito. Per tutti questi motivi quando alle 16 Roger - con Marin - entra nel Court Philippe Chatrier è come se calasse la nebbia sugli altri impianti del Bois de Boulogne. Giocano a memoria il tennis che conosciamo e divertono il pubblico. Nel primo set Roger fa quel che vuole (6-2), nel secondo Marin lo ripaga della stessa moneta (2-6). Il terzo set viene aggiudicato al tie break, durante il quale l'ex numero 1 gestisce con sapienza il doppio minibreak (7-4). L'ultima frazione è l'apoteosi di Federer (6-2), che ringiovanisce ogni volta che colpisce la palla.
 
Per il resto, è "le super jeudi" degli italiani. Mai, a mia memoria, nel secondo turno di uno slam erano stati impegnati otto azzurri nella stessa giornata. Quasi a voler rendere più ardua la scelta dei nostri connazionali accorsi oggi allo Stade Roland Garros, più scomoda l'esperienza dei tele-web-spettatori e più complicato il lavoro dei cronisti, quattro dei loro match sono calendarizzati in contemporanea. Così, verso le 13.30 si stanno giocando le partite Camila Giorgi vs. Varvara Gracheva sul campo 10, Lorenzo Musetti vs. Yoshihito Nishioka sul campo 12, Andreas Seppi vs. Soonwoo Kwon sul campo 13  e Jannik Sinner vs. Gianluca Mager nello stadio Simonne Mathieu. Su quest'ultimo rettangolo rosso mattone, Matteo Berrettini s'è da poco sbarazzato (6-3 6-3 6-2 in un'ora e 58 minuti) dell'argentino Federico Coria, 29 anni, ATP 94, fratello minore di quel Guillermo che nel 2004 perse qui la finale contro il connazionale Gaston Gaudio: l'anno dopo cominciò l'era Nadal. Mezz'ora più tardi sul campo 13 Jasmine Paolini, opposta alla greca Maria Sakkari, prende il posto di Seppi, regolato in tre set, seppure di misura (6-4 7-5 7-5), dal sorprendente coreano Soonwoo Kwon, 23 anni, ATP 91. Dunque, la somma non cambia: cinque italiani lottano nello stesso momento per passare il turno.
 
Attenzione, non è proprio il caso di lamentarsi dell'abbondanza. Vorremmo viverne tante di giornate così, che alla fine promuovono quattro italiani (vanno ad aggiungersi a Fabio Fognini, approdato ieri al terzo turno grazie al successo in tre set su Marton Fucsovics). Purtroppo, però, nei sedicesimi non ci sarà nemmeno un'azzurra: Camila cede in tre set (7-5 1-6 6-2) alla russa Varvara Gracheva, 20 anni, WTA 88, dopo aver servito per chiudere a proprio favore il primo set; Jasmine oppone soltanto qualche buona giocata alla strapotenza della greca Sakkari, 25 anni come lei e WTA 18 (la toscana è numero 100 nel ranking in tempo reale), che sbriga la pratica in poco più di un'ora con l'eloquente 6-2 6-3.
 
Nel dubbio su cosa fare, seguo per un'ora la partita di Musetti e poi il terzo e il quarto set del derby tra Sinner e Mager, che è anche una stracittadina della Riviera di Ponente tra Bordighera, dove s'allena il sudtirolese con il team di Riccardo Piatti, e Sanremo, dov'è nato e si prepara Gianluca.
 
Il carrarino mette a posto i conti personali con Nishioka, 25 anni, numero 56 del ranking live, in tre set (7-5 6-3 6-2) ma di fatto risolve la faccenda nel primo, quando insegue l'avversario dopo aver subito un break, l'aggancia e lo supera di slancio. Mentre il suo avversario perde fiducia, Lorenzo appare sempre più sicuro: merito dell'esperienza negativa maturata nell'ATP 250 di Parma, una settimana fa, quando il giapponese prevalse agevolmente per 6-3 6-2.
 
La consapevolezza nei propri mezzi e l'attitudine a imparare sono i tratti comuni della nouvelle vague del nostro tennis, a prescindere dall'età. Berrettini, che ha scavallato i 25 anni, lo ha dimostrato più volte in passato e s'è ripetuto stamattina contro Coria. Sinner, che ha otto mesi più di Musetti, convince, in questo senso, più oggi di quanto non abbia fatto lunedì nella tormentata partita contro Pierre-Hugues Herbert. Il quasi ventenne cresciuto in Val Fiscalina affronta infatti con umiltà il match che l'oppone a Mager, 26 anni, ATP 81. I due si conoscono bene, ovviamente, anche se non hanno precedenti in tornei ufficiali. Il sanremese all'inizio non riesce a contenere l'avversario, ma nel secondo parziale trova potenza e misura fino a conquistare due set point che però non trasforma. Non si ripete nel terzo set, guadagnandosi un break che non restituisce. L'ultimo set è invece una prova di forza di Jannik, che non si concede alcuna pausa. Dopo 2 ore e 21 minuti il punteggio finale a suo favore è 6-1 7-5 3-6 6-3.
 
Non ha concorrenza mediatica - se non quella di Federer, che è transnazionale - Marco Cecchinato, che nel pomeriggio gioca sul campo 6 contro Alex de Minaur, 22 d'età e 22 di classifica. Il palermitano è in stato di grazia, come presto l'australiano deve ammettere a se stesso. Efficace con il servizio, strepitoso con il rovescio, non dà tregua all'avversario. I primi due set volano via, nel terzo Marco riprende il fiato, nell'ultimo rimette a posto la scala dei valori con de Minaur sulla terra rossa. Il 6-2 6-4 3-6 6-1 di oggi serve a ricordarci, semmai ce lo fossimo dimenticati, che poco più di due anni fa era numero 16 al mondo, livello ancora non raggiunto dal ragazzo di Sydney cresciuto in Spagna.
 
Nei sedicesimi, dunque, nuovo derby italiano tra Cecchinato e Musetti. Sinner trova Mikael Ymer, che ha eliminato Gael Monfils: nel caso superasse anche l'ostacolo dello svedese, è probabile che il numero 2 d'Italia debba poi affrontare Rafael Nadal, come a Roma il mese scorso. Berrettini, invece, ha tutto il favore dei pronostici nel match con Soonwoo Kwon: per sicurezza, qualche consiglio da Seppi potrebbe tornargli utile. Fognini se la vede già domani mattina con l'argentino Federico Delbonis.