Thinking in the rain. La pioggia favorisce le riflessioni. Eccone una: l'uggiosa giornata di Church Road sembra sospesa tra l'incertezza meteorologica e l'attesa messianica di Roger Federer, protagonista del secondo evento nella Centre Court insieme ad Adrian Mannarino. Il rapporto tra lo slam sull'erba e il giocatore svizzero andrebbe vivisezionato da una squadra di strizzacervelli tant'è carico di significati espliciti e reconditi. Mi chiedo se i londinesi accorrano a omaggiare l'otto volte campione a Wimbledon perché sperano in un nono titolo o perché temono che, se uscisse oggi di scena, non ci sarebbe un'altra occasione di tributargli una standing ovation.
Seconda riflessione: i pochi giornalisti della carta stampata e dei siti web che hanno avuto accesso ai Championships devono sottoporsi a rigide, e comprensibili, misure di sicurezza anti-Covid come, per esempio, eseguire un test ogni 48 ore con relativa comunicazione scritta del risultato (lo deve esibire anche chi ha completato il ciclo di vaccinazioni) e tenere la mascherina in occasione di qualsiasi rapporto con il personale dell'All England Tennis and Croquet Club. Se invece il cronista, una volta ottenuto il via libera dell'organizzazione, va a vedere una partita dal vivo, beh, allora - cito - "la copertura del viso non sarà obbligatoria". Lo stesso vale per il pubblico, che infatti sta affollando all'inverosimile le tribune di tutti i campi senza alcun distanziamento sociale né protezione meccanica. Da anglofilo inveterato, apprezzo il pragmatismo pur non individuando la logica sottostante.
A parte lo stadio centrale e la Court 1, dotate di coperture mobili, su tutti gli altri campi l'ordine dei match viene stravolto dalla pioggia che nel primo pomeriggio comincia a scendere fina ma continua e diventa torrenziale verso le 16.30. Per quanto ci riguarda, prima delle sospensioni c'è giusto il tempo di seguire sul campo 18 il terzo set della partita di Fabio Fognini contro Albert Ramos-Vinolas, sospesa ieri per il buio. Il ligure conferma il buon momento con un rapido 6-4 senza problemi, che va ad aggiungersi ai 7-6 6-2 gia acquisiti. Lo spagnolo, 33 anni, una carriera in crescendo che lo colloca al posto 39 del ranking ATP, non riesce a contrastare i cambi di ritmo del nostro numero 4 (e 31 ATP) che funzionano alla grande sull'erba. L'altra "italiana" a schivare, anticipandola, la pioggia è Liudmila Samsonova, tennisticamente formata tra Valle d'Aosta, Riviera di Ponente e Basso Lazio, che sta facendo un gran lavoro con Daniele Silvestre, Umberto Ferrara, Danilo Pizzorno e Alessandro Dumitrache. La ragazza di nazionalità russa, nata nell'estremo nord e arrivata in fasce in Italia, ha avuto ragione in due set di una espertissima collega, l'estone Kaia Kanepi, sul prestigioso campo 14. Punteggio esplicito, 6-2 6-4, e statistiche in linea con quelle recenti di Liuda, che dieci giorni fa è andata a prendersi sull'erba di Berlino il più importante titolo in carriera (1-6 6-1 6-3 alla svizzera Belinda Bencic).
Poi viene il momento Federer. Con poche partite nelle gambe e nella testa a causa della lunga sosta dovuta alla pandemia e agli interventi chirurgici, l'attuale numero 8 ATP parte bene piazzando un break al decimo game nel primo set (6-4), tiene il ritmo del francese numero 41 ma s'impantana nel tie break del secondo set (6-7) e non ce la fa a reagire dopo aver perso un turno di servizio in apertura del terzo parziale (3-6). Inventa soluzioni "alla Roger" e ripropone appena può gli attacchi a rete sia quando serve sia quando risponde, ma è incostante, alterna ottimi colpi a errori inattesi. Nella quarta frazione trova la misura adatta al gioco sincopato di Mannarino, caratterizzato da ottimi servizi spesso a uscire o rientrare (è mancino) e da colpi con apertura ridotta al minimi termini. Sul 4-2 15 pari, il trentatreenne parigino inciampa e crolla a terra con il ginocchio destro dolorante. Non si ritira ma rimedia l'inevitabile 6-2. Visibilmente menomato, prova a continuare ma non ce la fa. Federer passa il turno, ma senza alcuna gloria.
Lorenzo Musetti, che secondo il mio amico Giovanni è "il Federer del futuro", sta giocando il secondo set quando dalla Centre Court, che è divisa dal campo 14 da uno stretto camminamento, arrivano gli applausi allo svizzero, intervistato a fine partita. Avendo incassato il break quando serviva sul 5-4, il carrarino ha già perso il primo set contro Hubert Hurkacz, noto a tutti noi per aver sconfitto Jannik Sinner nella finale di Miami a inizio primavera. Il polacco è molto efficiente sull'erba, che è invece superficie quasi sconosciuta per il numero 5 italiano, all'esordio nel tabellone principale. Nel secondo set Lorenzo mette a punto la propria strategia: tiene lunghi i colpi nell'attesa di scendere a rete, prova a usare con maggiore frequenza i drop shot, fa pesare i lungolinea di rovescio. Nel tie break, tuttavia, la potenza di Hurkacz fa la differenza, seppure sotto forma di un unico mini break: 7-5. Il terzo set accentua gli effetti della maggiore dimestichezza con l'erba da parte del numero 18 ATP, che prende rapidamente il largo e va a chiudere sul 6-1.
Per nostra parziale consolazione, fa meglio l'altro italiano esordiente nel main draw londinese, Gianluca Mager, 26 anni, ATP 75, opposto al terraiolo argentino Juan Ignacio Londero, 27 anni, attualmente ben oltre quota 100 nella classifica mondiale. La partita viene sospesa per buio incipiente quando il sanremese è avanti per due set a uno (7-6 6-0 4-6). Sospeso anche il match di Salvatore Caruso (sotto di un set, 7-6, contro Marin Cilic).
Non passano le due azzurre. Martina Trevisan viene eliminata (7-5 6-1) dalla russa di Lvov Elena Vesnina, vicina ai 35 anni d'età, semifinalista qui nel 2016, ammessa nel tabellone principale grazie al ranking protetto ottenuto in virtù del combinato disposto maternità-pandemia. Il finale di partita è condizionato dal buio, ma gli organizzatori volevano chiudere il maggior numero di pratiche possibile. Nel pomeriggio la piccola Jasmine Paolini, classe 1996, WTA 89, e la statuaria tedesca di origine serba Andrea Petkovic, 1987, WTA 130, al loro primo testa-a-testa danno vita sul campo 16 a un match in due tempi, con un lungo intervallo dovuto alla pioggia che non sposta l'equilibrio dei valori. La garfagnanina, all'esordio nei Championships, si deve accontentare di sommare sette game: 6-4 6-3. Nel giorno di Federer, l'Italia è in chiaroscuro.