Visto dall’angolo di Alcaraz, presidiato da Juan Carlos Ferrero: considerato che Carlito ha annullato cinque palle di break a sfavore in due game, sarebbe stato grave se poi non fosse riuscito a fare suo il primo set. Visto dall’angolo di Korda, dove manca papà Petr ma c’è il coach Theodor Devoty: com’è che Sebi prende sempre il largo quand’è alla risposta e poi viene regolarmente riagguantato e, alla fine, superato?
Comincia così, con lo spagnolo che insegue e l’americano che si fa raggiungere, la finale delle Next Gen 2021. Comincia e, in un certo senso, finisce così, perché la palla scagliata dal diciottenne di El Palmar, distretto di Murcia, diventa via via più pesante e precisa, tanto che l’altissimo (196 centimetri) erede maschio della dinastia ceca di sportivi di prima fascia traslocata in Florida perde fiducia nella possibilità di scovare adeguate contromisure.
I primi due set si chiudono in poco più di un’ora con il numero 4 iberico in vantaggio per 4-3 4-2. Quando all’avvio del terzo set Alcaraz, al servizio, annulla la sesta palla di break, il pubblico del vecchio Palalido riportato a nuovo si rende conto che il divario tra i due finalisti è al momento talmente significativo da non lasciare spazio a recuperi. Nonostante il sussulto d’orgoglio di Korda che riesce a evitare la trappola di un primo Championships point a sfavore, il verdetto è solo rinviato di qualche minuto, fino al 4-2 che consegna il titolo di Piccolo Maestro a Carlito. Con pieno merito, tanto che da oggi tutti i Grandi Maestri, a cominciare da Djokovic, dovranno temerlo davvero.
Cosa ci lasciano in eredità le Next Gen 2021? Lo verificheremo solo tra due o tre anni. Ci sono però evidenze che forniscono indicazioni inequivocabili. La prima è che i trampolini del 2017, del 2018 e del 2019 sono stati ben sfruttati dalla maggioranza di quanti hanno potuto usarli. Cinque degli otto top player da domani in campo a Torino per le Finals maggiori avevano partecipato a uno o due dei tre supertornei ATP milanesi riservati ai migliori under 21. Sono, in ordine di classifica, Daniil Medvedev (classe 1996, oggi ATP 2), Stefanos Tsitsipas (1998, ATP 4), Andrey Rublev (1997, ATP 5), Casper Ruud (1998, ATP 8) e Hubert Hurkakz (1997, ATP 9). Gli unici approdati alle Finals torinese 2021 a non essere scesi in campo alla Fiera di Rho o all’Allianz Cloud di piazza Stuparich sono Novak Djokovic (1987, ATP 1), che all’epoca delle prime Next Gen Finals aveva già trent’anni, Alexander Zverev (1997, ATP 3), che nel 2017 rinunciò a Milano per partecipare all’evento maggiore allora ospitato a Londra, e Matteo Berrettini (1996, ATP 7), che quello stesso anno mancò la vittoria nel minitorneo all Italian che assicurava al vincitore l’accesso ai gironi (fu quella l’ultima occasione per Gianluigi Quinzi di fare il passaggio da speranza a solida realtà del tennis azzurro).
Sono ragionevolmente sicuro che entro il 2023 il Pala Alpitour avrà come protagonista Carlos Alcaraz (2003, ATP 32). Ho dubbi che ce la faccia altrettanto rapidamente Sebastian Korda (2000, ATP 41) e spero abbia più di una chance di riuscirci Lorenzo Musetti (2002, ATP 59). A Brandon Nakashima (2001, ATP 62) e Sebastian Baez (2000, ATP 111) sarà necessario concedere tempo. Nel prossimo futuro il ricambio sarà assai più lento di quello dell’ultimo triennio, perché degli attuali migliori undici del ranking ATP nove sono nati dal 1996 in poi, dunque faranno da potente argine alla generazione post 2000. Il regime dei nuovi top player s’è già insediato, e s’impegnerà a tenere lontani le avanguardie dei barbari del terzo millennio, da Felix Auger Aliassime (2000, ATP 10) e Jannik Sinner (2001, ATP 11) ad Alcaraz, ovviamente.
La seconda indicazione di queste Next Gen Finals (non diversamente dalle precedenti) è che consentire ai più giovani, nel corso della stagione, di avere un proprio obiettivo esclusivo li rende più competitivi. Pertanto, i più attrezzati ed esperti, a prescindere dall’età, sono anche quelli che fanno più strada nel torneo di chiusura dell’anno. I numeri dicono che, dietro Sinner e Aliassime, assenti per propria scelta dalle Next Gen Finals dopo esserne stati protagonisti in passato, i due più forti del 2021 sono risultati Alcaraz e Korda. Che infatti hanno onorato il proprio ruolo di favoriti.