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Quel bravo ragazzo di Oslo

Casper Ruud
Casper Ruud (ansa)
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La sorpresa delle Nitto Atp Finals è Casper Ruud, un ragazzo del quale un tempo si sarebbe detto che "piace alle mamme", ma non nel senso di milf: l'avrebbero voluto piuttosto come genero. Peccato sia fidanzatissimo con la coetanea Maria Galligani, di Oslo come lui nonostante la sua famiglia sia italiana d'origine, una dinastia di  commercianti di casalinghi di pregio. Bella faccia, beneducato, sgobbone, perfezionista, Casper ha un padre famoso in patria, Christian, il più forte tennista norvegese prima di lui: numero 39 al mondo nel 1995, un quarto turno agli Australian Open e due terzi al Roland Garros negli anni novanta. È anche il suo coach. È a lui che deve i miglioramenti del servizio (oggi 14 ace) e il magistrale diritto, tanto potente quanto spesso imprevedibile. 

Casper era considerato un terraiolo perché in Norvegia si gioca soprattutto sulla terra rossa e lì sopra ha ottenuto i propri successi più importanti. Quest'anno, tra maggio e ottobre ha vinto cinque Masters 250 - Ginevra, Bastad, Gstaad, Kitzbuhel e San Diego - dei quali uno, l'ultimo, sul cemento: in finale ha rifilato un eloquente 6-0 6-2 a Cameron Norrie, che è uno specialista del sintetico. Non casualmente oggi pomeriggio sul veloce tappeto in Greenset di via Filadelfia ha confermato di essere ormai competitivo su ogni superficie, smentendo i molti convinti che sarebbe stato un facile boccone per Andrey Rublev. 

Il match ha avuto un andamento analogo a quello di ieri sera tra Sinner e Medvedev, con un finale diverso però: primo set incerto e confuso (2-6 per il russo), secondo di concentrazione e riscossa (7-5), terzo coraggioso ed equilibrato (7-6). Il moscovita l'ha presa male ma ha avuto parole di stima per l'avversario: "Dopo il break all'inizio del secondo set, ho capito che non avevo più il controllo del gioco e dovevo ricominciare da capo. Nel terzo set sono stato sfortunato. Casper ha un ottimo diritto, uno dei migliori del circuito, colpisce la palla in modo eccezionale". Di fatto, un'indicazione chiara a Medvedev su cosa aspettarsi nella semifinale di domani. 

In serata, il giá citato Norrie ha dato il proprio contributo a rifinire la preparazione di Novak Djokovic alla vigilia del match con Alexander Zverev, sottraendogli tre game in 66 minuti (6-2 6-1). Il serbo, che appare in forma smagliante, è intenzionato a chiudere la propria eccezionale stagione prendendosi le seste Finals (le precedenti furono nel 2008, nel 2012, nel 2013, nel 2014 e nel 2015) ai danni di Zverev, che l'ha fermato in semifinale alle Olimpiadi di Tokio, e magari poi Medvedev (Ruud permettendo), che a Flushing Meadows gli ha impedito di affiancare Rod Laver come titolare del Grande Slam. La vendetta si consuma fredda, com'è Torino quando scende la sera.

Mentre lentamente si ritrae l'onda di passione sollevata dalla forzata uscita di scena di Matteo Berrettini e dalle due emozionanti prove di Jannik Sinner nelle ATP Finals, già s'alza quella della Coppa Davis che tra una settimana vedrà schierata l'Italia di Filippo Volandri contro gli Stati Uniti e la Colombia nello stesso Pala Alpitour che sta ospitando la grande festa dell'ATP. È la risacca del tennis italiano, mai così vincente dal 1971: sette titoli in undici mesi (quattro Sinner, due Berrettini, uno Sonego), una finale di slam (Berrettini), soprattutto due giocatori (ovviamente Berrettini e Sinner)  contemporaneamente top ten nell'ultimo ranking  del 2021, che è quello che conta più di tutti. Il romano è inoltre il terzo più efficace giocatore a livello major: 2100 punti conquistati tra Melbourne, Parigi, Londra e New York, meno dei 7200 di Djokovic e dei 3740 di Medvedev ma più dei 1980 di Zverev e dei 2020 di Tsitsipas. 

Matteo, che chiude la stagione  con quarantuno vittorie e dodici sconfitte, non farà parte del team di Davis, come ha annunciato via Instagram. Il numero 1 sarà dunque Jannik, che dovrebbe affrontare Taylor Fritz e  Daniel Elahi Galan, l'americano e il colombiano meglio piazzati nel ranking ATP. Il numero due azzurri sarà con tutta probabilità il torinese  Lorenzo Sonego, opposto a John Isner e Nicolas Mejia.