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L'insalata di Jannik non è indigesta per Carlito

Il saluto a fine match tra Sinner e Alcaraz
Il saluto a fine match tra Sinner e Alcaraz (afp)
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Lattuga, valeriana, rucola, pomodori, peperoni, finocchi, sedano, e poi sale, olio, aceto, pepe. Di quanti ingredienti ha bisogno l'insalata di Jannik Sinner? La domanda, apparentemente insensata, non stupisce chi conosce la sua predisposizione a sfornare curiose metafore culinarie: se Pierluigi Bersani, di origini contadine, parlava delle mucche nel corridoio e di sconosciuti scavatori di pozzi, lui s'ispira a papà Johann, cuoco del rifugio Talschlusshutte. Lo fa da anni. Andrew Eichenholz, che scrive per il sito ufficiale di atptour.com, ricorda che nel 2020 il ragazzo della Val Fiscalina diceva di sentirsi "ancora fuori dalla cucina" pur aspirando a diventare uno chef stellato. Un anno dopo stava però già "sbucciando le verdure" (parole sue). Adesso, dice,  "preparo le insalate" con il mix migliore da mettere nella ciotola. "So che posso aggiungere sempre qualcosa (all'insalata tennistica ndr). A volte è difficile, perché devo scegliere tra molti ingredienti. Ma penso che la cosa che conta è che l'insalata diventi più gustosa". A fornire alla cucina di Jannik di erbe fresche e spezie speciali sono da qualche mese i verdurai-coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill.

La sua insalata sembra a tutti buonissima in luglio a Wimbledon nei match vittoriosi con John Isner e Carlos Alcaraz e in quello perso con Novak Djokovic e poi a Umago, quando in finale sconfigge di nuovo Alcaraz. Altrettanto buona finora anche agli Us Open con quattro successi non facili su Daniel Altmaier, Chris Eubanks, Brandon Nakashima e Ilya Ivashka. Tuttavia le soluzioni diverse dai consueti colpi potenti e precisi da fondo campo sono da dosare meglio, a conferma che, a 21 anni compiuti in agosto, Jannik ha ancora parecchio da imparare. Cosa che non gli dispiace, perché "conosco il mio potenziale e cerco di sfruttarlo. Ma devo restare umile perché, alla fin fine, non ho vinto fondamentalmente nulla di importante": che poi non è tanto vero dato che ha trionfato alle Next Gen ATP Finals 2019, giocato nelle ATP Finals maggiori a Torino 2021 (in sostituzione dell'infortunato Berrettini), alzato sei trofei a livello di tour, battuto alcuni Top 10.

Oggi Sinner il cuoco e Alcaraz il ginnasta (è snodato come nemmeno Juri Chechi alle Olimpiadi di Atlanta) si affrontano per la quarta volta in carriera sul rettangolo dell'Arthur Ashe Stadium, con il bilancio in parità e in palio la semifinale. Se non avete visto il match, cercate su YouTube gli highlights del dodicesimo game del secondo set e capirete cosa vi siete persi. In una manciata di minuti viene espresso il tennis migliore della stagione, con una rimonta strepitosa dell'italiano (al servizio sotto 5-6, annulla quattro set point) e un punto ottenuto dallo spagnolo con un colpo da dietro la schiena che ha dell'incredibile. Nel successivo tie break è l'azzurro a prevalere di misura (7-9): così recupera il primo parziale, lasciato un'ora prima al diciannovenne allenato da Juan Carlos Ferrero, aggressivo protagonista di un'accelerazione devastante sul 3 pari.

Anche il settimo gioco del terzo set è da antologia. Sotto di un break (4-3), Jannik dimostra che nei turni alla risposta potrebbe diventare forte quanto Djokovic. Confina Carlito sulla linea di fondo e lo sposta da destra a sinistra per poi trafiggerlo. La situazione si ripete nell'undicesimo game, con scambi che infiammano il pubblico, consapevole di godere di un privilegio che vale la fatica di fare notte fonda. La sensazione, peraltro non nuova, è che per molti anni questi due daranno vita a sfide di formidabile livello. All'esplosività murciana si oppone la geometrica potenza sudtirolese, e dallo scontro può derivare qualsiasi meraviglia. Com'è giusto, si va di nuovo al tie break, che Sinner domina (0-7).

All'una, mentre in Italia la giornata è già cominciata, comincia il quarto set, che vede Sinner in costante vantaggio. Il nostro numero 1 mette a segno sul 3 pari il controbreak che potrebbe spianargli la strada verso la semifinale. Al servizio sul 4-5, ha un match point che non sfrutta perché paga l'eccesso di doppi falli e di seconde di servizio aggredibili (a proposito di fondamentali sui quali Vagnozzi e Cahill dovranno lavorare). Alcaraz ne approfitta e, ritrovata la fiducia, si guadagna il quinto set. Nel quale non saltano gli schemi come invece spesso accade in partite come questa. Quando si hanno a malapena quarant'anni in due, la fatica pesa ancora poco, e poi entrambi hanno la testa per non mollare. Carlito, come suggerito a gran voce da Ferrero, decide di alzare il tasso di rischio avanzando di mezzo metro mentre Jannik continua a produrre il suo tennis sfiancante. Forse dovrebbe cambiare qualcosa anche se fa suo il primo break nel quinto game, 2-3. Il secondo è di marca spagnola: 3 pari. E anche il terzo: 5-3. Alcaraz serve per il match e sbaglia poco. Finisce qui a suo favore, in rimonta, 6-3 6-7 6-7 7-5 6-3 in cinque ore e un quarto di tennis memorabile regalato al pubblico dai due più accreditati eredi di Federer, Nadal, Djokovic e Murray.

Dall'archivio dei Word del mio Mac risulta che dal 2016 ho scritto di Frances Tiafoe sessantuno volte su Monday's Net. So anche perché: la sua storia di afroamericano di prima generazione, figlio di immigrati dalla Sierra Leone in Maryland, è per me assai "inspiring", come dicono gli americani; è un ragazzo estroverso e simpatico; il suo tennis fisico e brillante diverte; piú volte è stato a un passo dall'ingresso dell'esclusivo club dei Top 20, e stavolta ce la fa. Infatti, smentendo i bookmaker che lo davano (di poco) sfavorito rispetto all'avversario Andrey Rublev, Frances supera il turno grazie a un rendimento senza cali nel corso dei tre set e alla lucidità mostrata in occasione dei tie break dei primi due set. Nel terzo, Tiafoe, classe 1989, difende fino all'ultimo il break ottenuto in apertura. Il 7-6 7-6 6-4, che arriva dopo due ore e 36 minuti, condanna il russo, comprensibilmente allibito. Venerdì l'americano affronterà Alcaraz. Venghino venghino, siore e siori, divertimento per tutti!