Il sofferto casting che va avanti da anni potrebbe essere arrivato a una svolta, proponendo Iga Swiatek e Ons Jabeur come credibili dominatrici del tennis femminile del prossimo futuro. Poco importa che la polacca, 21 anni, già due slam (parigini) in carriera, abbia alzato oggi la piccola coppa consegnata alla vincitrice degli Us Open (incassando peraltro un assegno di 2,6 milioni di dollari e aggiungendo 2000 punti al proprio ranking WTA), mentre la tunisina classe 1994 si sia dovuta accontentare del grande vassoio (più 1,3 milioni di dollari e 1300 punti). Conta che entrambe nel corso del torneo e della stagione siano risultate concrete e continue in misura maggiore rispetto a tutte le potenziali concorrenti. Molto diverse tecnicamente, condividono l'atteggiamento in campo, che non prevede cedimenti senza possibilità di riscatto. Swiatek dispone del materiale tecnico, fisico e mentale e del tempo per costruire una carriera di straordinario successo. Jabeur, frutto di un fine tuning non ancora concluso, ha davanti almeno un quinquennio durante il quale crescere ancora e prendersi finalmente uno slam.
La finale è risultata più equilibrata di quanto il punteggio (6-2 7-6) suggerisca. In particolare, il secondo set ha vissuto il coraggioso tentativo di rimonta da parte di Ons, in precedenza trafitta, per oltre mezz'ora, dai passanti di Iga. Non trasformate nell'ottavo game tre ghiotte occasioni per riuscire nell'impresa del sorpasso, la tunisina ha dovuto alla lunga arrendersi ai colpi ad alto potenziale della numero 1 WTA, caricati dal rapidissimo movimento del braccio e del polso sia di diritto sia di rovescio. Il sostegno alla tunisina da parte del pubblico dell'Arthur Ashe Stadium e l'incitamento anche visivo del suo team ("Jalla jalla, habibi", "vai vai, mia cara", era stato stampato sulle t-shirt del coach Issam Jellali, del preparatore atletico, del marito Karim Kamoun) l'hanno aiutata, seppure non abbastanza per cambiare l'esito del tie break decisivo, perso 7-5.
Anno dopo anno, Swiatek vs. Jabeur sta diventando un classico. Prima di oggi le ragazze si erano affrontate quattro volte, con due successi a testa. Sull'hard, Ons aveva avuto la meglio un anno fa a Cincinnati, Iga nel 2019 a Washington. Al momento ciascuno delle due può sì incappare in una giocatrice in momentaneo stato di grazia e finire fuori tabellone: tuttavia, nel lungo periodo le finaliste di oggi sono tra le poche a garantire ottimi risultati non casuali.
Sono molti i record da aggiornare. Di Iga, anzitutto. Dal 2014 ogni testa di serie numero 1 del torneo femminile aveva mancato la finale a Flushing Meadows: allora era stata Serena a farcela. L'allieva di Tomasz Wiktorowski, che a New York ha lasciato alle avversarie due set in sette partite, nella stagione in corso s'è imposta in sette tornei: sulla terra rossa dello slam parigino, sul cemento in DecoTurf di Flushing Meadows e in altri cinque eventi, a Doha, Indian Wells, Miami, Stoccarda e Roma. In primavera ha ottenuto una striscia di 37 vittorie consecutive prima di cedere ad Alizé Cornet nel terzo turno dei Championships.
Non è da meno Jabeur, 28 anni, ormai saldamento numero 2 della classifica mondiale. Dopo i trionfi primaverili di Berlino e Madrid, la sua stagione è decollata con la prima finale major a Wimbledon, in luglio, quando ha perso in tre set contro Elena Rybakina, russa con cittadinanza kazaka. L'exploit di questi giorni sui campi dell'USTA Billie Jean King National Tennis Center è stato travolgente, con l'unico passo falso del set concesso all'americana Shelby Rogers nel match del terzo turno. E se pochi la davano per favorita contro Caroline Garcia, approdata alla semifinale dopo una serie di 13 vittorie consecutive, Ons li ha ringraziati ridicolizzando la francese per 6-1 6-3.
Domani verranno assegnati i titoli del singolare maschile (Casper Ruud vs. Carlos Alcaraz) e del doppio femminile. Questo secondo match sarà una resa dei conti tra Stati Uniti e Repubblica Ceca, con la coppia Caty McNally-Taylor Townsend, nemmeno testa di serie, che sfiderà le titolatissime Barbora Krejcikova e Katerina Siniakova. Le americane avranno il vantaggio di giocare in casa. Personalmente, mi dà gioia il ritorno a tutto tondo di Townsend tra le giocatrici in grado di ottenere risultati di rilievo. La ragazza, 26 anni, ha passato le sue ed è diventata madre, ma non ha mai smesso di lavorare per risalire ai piani alti del tennis mondiale. Ecco fatto.