Fino a tre giorni fa Brandon Nakashima e Jiri Lehecka non si erano mai affrontati. Entrambi classe 2001, di fatto giocano frequentano da un paio d'anni il circuito professionistico maggiore. Inseriti nello stesso girone, quello verde, del round robin delle Next Gen ATP Finals, mercoledì scorso l'americano aveva battuto il ceco in poco più di un'ora per 4-1 4-3 4-2. Dopo un primo set di sofferenza e confusione, Lehecka era riuscito all'ultimo tuffo a riconquistare il servizio perso nella seconda frazione. Il tie break era stato tuttavia controllato in sicurezza dal suo avversario. Nel terzo set, pur in vantaggio 0-2 0-30, non era riuscito a evitare l'accelerazione e il sorpasso da parte di Nakashima.
Ogni match fa storia a sé, ovviamente. E Lehecka è uno che impara dai propri errori. Nelle fasi iniziali del primo set della finale di oggi è lui a imporre il proprio gioco armonico e potente. E' sul versante mentale che deve ancora lavorare parecchio: secondo Marek Wollner, giornalista televisivo d'inchiesta di Praga che è anche un eccellente tennista senior, "il mio paese sta aspettando un nuovo talento, e Jiri potrebbe essere quello giusto. Però è presto per dirlo". Al contrario, Nakashima fa già parte a pieno titolo dell'ampia categoria dei tennisti che vincono senza strafare, sfruttando ogni debolezza dell'avversario. Recuperato il break iniziale, il californiano prende il largo nel tie break e, nonostante un ultimo guizzo del ceco, va a chiudere sul 7-5.
Nel secondo parziale il punteggio ha una progressione diversa, eppure alla fine s'arriva sempre lì, al tie break, che Brandon si prende in rimonta dopo aver annullato due set point (8-6). Mazzate così taglierebbero il respiro a molti. Jiri non sembra uno che si demoralizza. Il fatto è che dall'altra parte del campo il ragazzo di San Diego, padre giapponese e madre vietnamita (non coreana come mi è capitato di scrivere), è molto più sicuro dei propri mezzi rispetto a un anno fa, quando qui perse in semifinale contro il connazionale Sebastian Korda, figlio di Petr, uno dei più significativi giocatori cechi del secondo dopoguerra. Date le premesse, anche il terzo set sembra destinato al tie break, ma l'allievo di Eduardo Infantino non ha voglia di rischiare: concentrato, chiude il match dopo 80 minuti sul 4-3 4-3 4-2. Secondo Carlo Annovazzi, che ha visto la partita insieme a me, "la prossima stagione Nakashima si avvicinerà ai Top 20". Sottoscrivo.
Con la finale di oggi si chiude il ciclo delle Next Gen ATP Finals a Milano. Il contratto tra FIT e ATP è durato cinque anni con altrettante edizioni (non è stata organizzata quella del 2020 a causa della pandemia). Sull'albo d'oro sono incisi nomi di Hyeon Chung, Stefanos Tsitsipas, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, più quello, aggiunto oggi, di Brandon Nakashima, Il torneo è cresciuto in termini di efficienza dal primo evento ospitato nell'enorme struttura di Rho FieraMilano, trovando nell'Allianz Cloud l'equilibrio che di solito si raggiunge in tempi assai più lunghi.
Milano e la Lombardia hanno davvero adottato le Finals degli Under 21, comprendendone il valore in termini sia sportivi sia promozionali. Per esempio, degli otto "maestri" in campo da domani nelle ATP Finals maggiori di Torino (un evento che comunque ha ridotto, per motivi geografici, il bacino dei potenziali spettatori delle Next Gen) soltanto Novak Djokovic e Rafael Nadal non hanno avuto a Milano, essendo nati negli anni Ottanta, il proprio battesimo in termini di visibilità globale. Le dirette tv in centinaia di paesi sono state un veicolo del quale le strutture di marketing cittadina e regionale conoscono l'importanza. È impensabile che questo patrimonio vada perso. È necessario che già dal prossimo anno Milano ottenga l'assegnazione di un torneo di prima fascia.