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Internazionali: da Sonego a Camilla-Angelica, si parla italiano

Lorenzo Sonego
Lorenzo Sonego (ansa)
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Un lettore mi ha mandato una mail per dirmi che in questi primi giorni degli Internazionali avrei trascurato gli italiani, soprattutto i maschi. Secondo lui sarei - testuale - "uno sciovinista al contrario, come peraltro molti di sinistra" e la prova sarebbe "il fatto che finora non ha mai nemmeno citato Sinner e Sonego". Rivolgendosi a me, il signor C.V. (così si firma) usa il lei, e la cosa non mi dispiace. Non capisco però perché tiri in ballo la sinistra, o la destra. Per il resto non posso dargli torto, ho raccontato poche vicende degli azzurri iscritti ai quattro tornei romani, ma accade talvolta che le storie che meritano spazio abbiano come protagonisti stranieri, come nel caso di Taylor Townsend.

Vediamo se si può recuperare un po' della stima di C.V. Anzitutto voglio segnalare la convincente prova di Lorenzo Sonego, opposto al coetaneo (classe 1995) Yoshihito Nishioka, mancino, testa di serie 25 del torneo. I due si erano affrontati un'unica volta quattro anni fa nelle qualificazione di Monte Carlo, e il torinese ebbe la meglio per 6-2 4-6 6-0. Giocatore solido, il giapponese ha all'attivo un paio di Masters 250, l'ultimo dei quali vinto a spese di Denis Shapovalov l'anno scorso a Seul. Oggi, contrariato, pare, per le non perfette condizioni della superficie del Centrale - ha piovigginato per l'intera giornata - a metà match ha vistosamente protestato fino a provocare la reazione rabbiosa del pubblico, già schierato in massa per Lorenzo.

Nel primo set il torinese ha badato a tenersi i turni di servizio senza correre rischi, anche se nel quinto game ha subito il controbreak che ha annullato il break ottenuto in apertura. Nel secondo set è andato tutto liscio dopo l'allungo che ha portato il numero 4 italiano sul 5-3. Il punteggio finale, 7-5 6-3, rispecchia fedelmente i valori in campo, anche se attualmente Sonego è posizionato a quota 43 della classifica mondiale in tempo reale, 11 gradini sotto Nishioka.

Domani verrà recuperato il derby italiano di secondo turno Lorenzo Musetti-Matteo Arnaldi, rinviato in serata per preservare i campi ormai zuppi, mentre il terzo turno vedrà protagonisti sia Fabio Fognini, sia Jannik Sinner. L'attesa è in particolare per il match del ligure che affronta Holger Rune, il più rude (nell'accezione inglese dell'aggettivo: maleducato) dei Giovani Turchi del tennis. Il danese ha già avuto modo di prevedere che l'atmosfera sarà "piuttosto selvaggia", come quando il mese scorso affrontò Sinner a Monte Carlo: "Ci sarà un clima caldissimo, di sicuro. Ma tutto ciò è fantastico perché questo è ciò di cui è fatto il nostro sport. Qui (al Foro Italico) il tifo è come a una partita di calcio ed è divertente perché porta il tennis a un altro livello. Sono super eccitato". Speriamo che Fabio non senta l'odore pungente di sangue, che gli piace almeno quanto piace a Holger.

Jannik se la batterà con Alexander Shevchenko, lucky loser dopo essere stato eliminato nelle qualificazioni dall'emergente francese Arthur Fils. Sulla carta è un impegno a basso rischio, ma il russo, 22 anni, 82 ATP, sta crescendo con regolarità grazie alle cure assidue e dolorose del coach austriaco Gunter Bresnik, già mentore di Dominic Thiem.

Per non dimenticare proprio nessuno, menzione speciale per la coppia  azzurra Camilla Rosatello-Angelica Moratelli che hanno eliminato al super tie break (6-4 3-6 10-7) la prestigiosa coppia Sofia Kenin-Aljaksandra Sasnovic, formata da un'americana nata a Mosca e da una bielorussa nata a Minsk: alla faccia della NATO e dell'Ucraina, viene da dire.

Accontentato C.V., rassicuro quanti temevano che Monday's Net stesse diventando il bollettino personale quotidiano di Taylor Townsend. La mia giocatrice preferita non passa il turno perché, impegnata sul nuovo e ottimo campo 12, fa due errori imperdonabili. Il primo, che le è costato il set d'apertura, è accettare il confronto nella condizione più gradita da Xiyu Wang - cinese di Taixing, 22 anni, numero 72 del live ranking WTA e mancina come lei - che è lo scambio potente da fondo. Nella seconda frazione impone invece le proprie variazioni di ritmo, favorita dalle condizioni sempre più pesanti della superficie inzuppata di pioggia. L'altro errore è aver pensato di potersi limitare, nel terzo set, a mantenere il controllo del match dopo aver strappato il break: quando va a servire per chiudere i conti sul 4-5, subisce l'aggressività dell'avversaria, si fa riagguantare e poi cede di schianto (6-2 0-6 7-5). Il percorso romano di Tay si ferma qui, visto che non partecipa al torneo di doppio perché la sua compagna, Leylah Fernandez, è tornata in patria dopo la sconfitta subita al primo turno del singolare. Dovrò farmene una ragione.