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Fabian Marozsan, alla scoperta del tennista che ha battuto Alcaraz agli Internazionali di Roma

Fabian Marozsan
Fabian Marozsan (fotogramma)
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Essendo Fabian Marozsan un perfetto sconosciuto, a fine match tutti in sala stampa corrono a cercare informazioni in rete. "Gli piace il gulasch", comunica qualcuno ad alta voce. "Il suo torneo preferito è il Challenger di Bergamo", gli fa eco un altro. Più pigro e lento, io faccio l'esperimento di chiedere alla funzione ChatGPT del motore di ricerca Bing di scrivermi cosa sa della sorpresa assoluta degli Internazionali d'Italia. Ecco, testuale, la risposta scodellata dall'intelligenza artificiale alle ore 16.28: "Fabian Marozsan è un tennista ungherese. Sta giocando a Roma il suo primo torneo ATP Masters 1000 in carriera e ha raggiunto il quarto round sconfiggendo il numero 2 del mondo Carlos Alcaraz in due set (6-3 7-6). In precedenza  ha eliminato Corentin Moutet e Jiri Lehecka. È il numero 135 al mondo e ha vinto due titoli Challenger, a Banja Luka nel 2022 e ad Antalya  nel 2023. È il numero 3 di Ungheria dietro a Marton Fucsovics e Attila Balazs. Nel prossimo turno affronterà Borna Coric, testa di serie numero 15 e vincitore del Cincinnati Masters nel 2022. Marozsan ha un servizio potente e un solido gioco da fondo campo, e gli piace giocare sui campi in terra battuta".

Beh, le informazioni di base ci sono. Magari scarne, a dire il vero. Andando a sfruculiare più a fondo l'applicazione di A.I. non salta fuori nulla che il sito dell'ATP non riporti: "Ha 22 anni (8 ottobre 1999), di recente s'è guadagnato il miglior ranking in singolare con quota 128 ma da oggi è virtualmente 114. Nei turni precedenti del Masters 1000 romano era avanzato nel torneo di qualificazione battendo il kazako Timofej Skatov e il brasiliano Felipe Meligeni Alves. Nel tabellone principale aveva poi eliminato il Corentin Moutet (ATP 67) e Jiri Lehecka (39)". Esperimento fallito, o no?

Chi è Fabian Marozsan

Così, mezz'ora più tardi ci sono anch'io tra i trenta giornalisti che partecipano alla prima conferenza stampa a livello ATP di Fabian Maroqualcosa, come fino a tre ore prima tutti chiamavamo il corrispettivo tennistico di Gaetano Bresci. Nemmeno Novak Djokovic ne raduna così tanti quand'è lui il protagonista dei botta-e-risposta. Evidentemente intimidito, Marozsan prende coraggio mentre risponde alla prima domanda che è "...chi sei?": "Gioco da quando avevo cinque anni. Ho imparato tutto da mio padre. È stato il mio primo allenatore. Quando fai quel che devi e vinci i tornei, vai avanti e cerchi di essere il migliore. Ora per lo più partecipo ai Challenger. Questo è il mio primo torneo ATP Masters. L'obiettivo per me era vincere una partita delle qualificazioni. Ne ho vinte cinque ed è la prima volta che batto uno dei primi 100 al mondo. Anzi, il numero 1 Alcaraz". Poi entra nel vivo del match: "Sto giocando allo stesso modo di sempre. Il dropshot lo uso sempre contro tutti, non solo oggi perché Alcaraz stava dietro la linea di fondo". Conosce un po' l'Italia, qui ha fatto parecchi Challenger, gli ultimi due a Roma e Cagliari, in ottobre a Ortisei, in agosto a San Marino, in luglio a San Benedetto del Tronto, in giugno a Milano. Chiosa: "Pochi giorni fa ero a Cagliari (al Sardegna Open ndr). Ho perso al secondo turno contro Ben Shelton ma è stata stata una gran bella partita. Prima (di venire a Cagliari ndr) avevo qualche problema con il mio tennis. Uscivo di scena al primo o al secondo turno. Sono tornato in Ungheria, ho iniziato a lavorare con qualcun altro, forse cambierò ancora un po' il mio team. Poi a Cagliari ho fatto davvero bene".

La carriera di Fabian Marozsan

È stato per periodi più lunghi a Firenze perché faceva parte della squadra di Serie A2 con il circolo Match Ball di Bagno a Ripoli, lo stesso che in questi giorni ospita il WTA 125 Firenze Ladies Open (a proposito: Taylor Townsend ha passato il primo turno). Il presidente Leo Casamonti adesso è preoccupato. "Fabian è un bravissimo ragazzo. Molto timido. Si era offerto personalmente di entrare nella nostra formazione venendo a trovarci con un suo compagno. Abbiamo creduto in lui e ora spero che si sia sentito a casa perché vorrei ci rappresentasse anche quest'anno, visto che siamo stati promossi in Serie A1. Sono certo che il suo successo non farà venir meno l'impegno nei nostri confronti".

Di solito Fabian raggiunge i tornei con Miklos "Miki" Palagyi, un coach che "risolve i problemi" compreso quello di trovare un campo sul quale allenarsi. Oppure lo segue Mark Pataki, che è il coach in seconda e gestisce anche i dipartimento di tennis del suo circolo sportivo. "Se Miki non viene, vede le partite in tv. Mark lo tiene informato in diretta, poi insieme decidiamo come affrontare il turno o il torneo successivo", ha raccontato a un impronunciabile sito magiaro. Vita dura, perché i soldi non bastano mai. Aver battuto Carlos Alcaraz apre adesso molte porte, probabilmente è in arrivo una wild card per il Roland Garros. Lì il primo turno vale molte decine di migliaia di euro. Si cambia, il 15 maggio 2023 sarà cerchiato di rosso sul calendario di casa Marozsan.

Marozsan batte Alcaraz

Della partita clamorosamente persa da Alcaraz non racconterò alcunché: trovate tutti i particolari in cronaca. Mi limito a sottolineare come Fabian abbia strameritato la vittoria sia per il gioco espresso, variato e divertente, sia per l'intelligenza tattica, sia per l'attitudine mentale, soprattutto nel tie break che l'ha visto e superare l'avversario. Lo spagnolo e il suo team analizzeranno a fondo le ragioni della débâcle.

Sonego e Musetti, partite rinviate per pioggia

Il caso Marozsan stravolge le priorità giornalistiche della giornata, la pioggia quelle sportive. Marco Cecchinato delude per l'opaca e nervosa prova di oggi (il tedesco Yannick Hanfmann passa con un punteggio, 6-4 4-6 6-3, che è meno esplicito della differenza di valori vista in campo) rispetto a quella scintillante e sicura di domenica contro Roberto Bautista Agut. I match degli altri due italiani ancora in tabellone, Lorenzo Musetti (contro Frances Tiafoe) e Lorenzo Sonego (contro Stefanos Tsitsipas) avranno i propri epiloghi martedì, perché la pioggia li interrompe dopo le 20, con il livornese se che se la batte alla pari (avanti 5-7 6-4 2-1) e il torinese che ha appena ceduto il primo set (6-3).