Il quarto giorno alzo bandiera bianca. Anche oggi - come ieri, come l’altroieri, come lunedì - il team di Craig Tiley, direttore degli Australian Open, programma i cinque match con italiani in campo nella fascia tra la mattinata e il primo pomeriggio. Un ingorgo che gli intermittenti scrosci di pioggia aggravano perché dall’ora di pranzo si gioca soltanto nei tre stadi principali, che hanno i tetti mobili e dove le cose vanno per le lunghe con Alexander Zverev che rischia forte (7-5 3-6 4-6 7-6 7-6) contro il carneade slovacco Lukas Klein, qualificato e mai sceso sotto quota 130 nel ranking ATP, e con la testa di serie numero 1 Iga Swiatek che patisce le bordate di Danielle Collins (6-4 3-6 6-4) prima di prodursi in una stupefacente rimonta.
Insomma, dovendo per forza scegliere, mi dedico a Giulio Zeppieri, che nella 1573 Arena affronta Cameron Norrie, e poi a Lorenzo Sonego, opposto nientepopodimeno che a Carlos Alcaraz, ovviamente sul campo centrale del Melbourne Park, la Rod Laver Arena. I risultati mi daranno torto, lo spettacolo no. (Per Jasmine Paolini e Martina Trevisan mi riferisco ai racconti dei colleghi, mentre ho avuto modo di seguire parte dell’impegno di Elisabetta Cocciaretto).
Avesse eliminato - e poteva riuscirci! - il numero 1 britannico e 22 al mondo, il mancino di Latina classe 2001 che il padre voleva al proprio fianco nello “Studio Associato avv. Giorgio Zeppieri e avv. Leone Zeppieri” sarebbe ora il quinto italiano nato nel nuovo millennio ad approdare tra i Top 100 dopo Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi e Fabio Cobolli. Per capirci, la Francia può al momento contare su tre Generazione Z nei primi cento classificati ATP, che sono Fils, von Assche e Gaston, ai quali si aggiungerà a breve Cazaux; gli Stati Uniti su altrettanti (Shelton, Korda e Michelsen); su due la Repubblica Ceca (Lehecka e Machac) e l’Argentina (Baez e Diaz Acosta) mentre la Spagna ne ha uno solo (Carlitos) come la Danimarca (Rune), il Canada (Auger Aliassime), la Gran Bretagna (Draper), la Russia (Shevchenko), l’Australia (Hijikata), il Brasile (Seyboth Wild) e la Svizzera (Stricker).
Lorenzo Sonego, 28 anni
Nel corso del match interrotto tre volte dalla pioggia, a Giulio viene via via meno la fiducia nei propri mezzi dopo il terzo set: è forse su questa perdurante debolezza caratteriale che insisteranno a lavorare Max Sartori e gli altri tecnici dell’accademia vicentina. Poi ci sono i colpi, la forma fisica e l’acume strategico, tutti di qualità maggiore rispetto a quanto lo storico compagno di doppio di Musetti facesse intuire ai tempi del circuito junior: decisamente in palla dopo le quattro partite vinte in dieci giorni su queste superfici, nei primi due set Zeppieri sfoggia un servizio micidiale (29 i suoi ace) e un drittone che il sudafricano naturalizzato britannico guarda spesso sconsolato passargli a qualche metro, irraggiungibile. Le ripetute soste restituiscono però a Norrie l’energia e la sicurezza che gli servono per tentare e completare la rimonta: 3-6 6-7 6-2 6-4 6-4.
Nella sua duecentesima partita a livello ATP Carlos Alcaraz prevale su Lorenzo Sonego per 6-4 6-7 6-3 7-6 attingendo a ogni risorsa nella sua bisaccia da numero 2 al mondo. Il torinese gioca infatti uno splendido tennis che fa sperare in un’ottima stagione. Il quarto set può essere preso come paradigmatico dell’intero confronto: il murciano ottiene il break in apertura ma il torinese torna subito a farsi sotto e, al servizio, mette a segno kick dall’imprevedibile rimbalzo e discese a rete efficacissime, chiuse un paio di volte con millimetriche volée di rovescio. Entrambi mantengono il turno di servizio ma è Sonny a dare la sensazione d’essere in controllo degli scambi. Alcaraz insiste con il pressing sul rovescio dell’avversario, in effetti il suo punto debole. Si va al tie break, che Carlitos gestisce meglio (7-3). Più tardi, in sala stampa, sarà prodigo di elogi per il numero 4 azzurro.
Jasmine Paolini, 28 anni
(afp)Delle tre italiane in campo oggi passa il turno la sola Paolini, che non concede chance alla veterana tedesca Tatjana Maria (6-2 6-2). Trevisan prova senza successo a contenere la francese Oceane Dodin (6-4 6-4). Appassionante il confronto tra Cocciaretto e l’ereditiera americana e testa di serie 27 Emma Navarro. La marchigiana appare appena meno determinata della pari età (2001) nipote di un popolare giocatore e allenatore di football e figlia di un finanziere miliardario. Nel secondo e terzo set due brevi distrazioni decidono il match. Un peccato.
È sera tardi quando nella Margaret Court Arena uno dei favoriti del torneo, il ventenne danese Holger Rune, 8 ATP, va in crisi contro il già citato Arthur Cazaux, di otto mesi più anziano, al quale la lungimirante Tennis Australia ha concesso una wild card. Il francese è un giocatore di qualità, dotato di fondamentali solidi (impressionano i rovesci lungolinea estremi) e, soprattutto, di una tenuta nervosa impermeabile alle intemperanze del danese. Chiude il match (7-6 6-4 4-6 6-3) con uno dei colpi più belli visti finora a Melbourne, un potente passante incrociato che attraversa il campo da angolo ad angolo. Sentiremo parlare parecchio di questo ragazzo arrivato da profondo sud d’oltralpe.