È il momento delle Jasmine d’Italia. Va forte Jasmine Trinca, protagonista in tv della vedutissima serie “La Storia” tratta dal romanzo di Elsa Morante che parla di guerra, di politica, di forza delle donne. Lo sport può contare su Jasmine Paolini, che oggi ha chiuso negli ottavi di finale la sua bella avventura australiana. La sconfitta (6-4 6-2) patita per mano di Anna Kalinskaya non cambia il valore della grande impresa compiuta dalla piccola lucchese. Rispetto alle tre precedenti partite, tutte vinte in due set, l’allieva di Renzo Furlan non riesce a imporre il proprio gioco ricco di variazioni e di invenzioni, rintuzzato dai colpi potenti e piatti e dalla costanza di rendimento della russa, 25 anni, da oggi numero 37 WTA.
Ce la mette tutta, Jasmine, tenta di spostare e mandare fuori tempo l’avversaria: niente da fare, la glaciale moscovita arriva imperterrita su ogni palla e replica con un numero di errori irrisorio (13 contro 33). La numero 1 azzurra dirà più tardi: “Speravo di fare di più, ho qualche rammarico perché sono stata poco lucida e ho puntato sulla velocità. È stata la partita che lei voleva, non quella che avrei voluto io”.
Però è felice. Jasmine lascia infatti Melbourne con il premio più alto guadagnato in carriera, 226 mila euro, con il miglior piazzamento, probabilmente 25 da lunedì prossimo, mai avuto nella classifica mondiale e con alcune conferme. Anzitutto, è consapevole di poter competere con qualsiasi avversaria escluse, forse, le quattro o cinque che guidano il ranking. Poi può programmare il calendario 2024 con serenità, puntando a restare tra le teste di serie anche nei prossimi slam. Infine, sta scoprendo, a soli 28 anni, di essere una fonte di ispirazione per ragazze junior che vogliono fare presto il salto tra le professioniste. L’ha detto esplicitamente in conferenza stampa: “Sono stata felice di vedere alcune di loro, qui a Melbourne, fare il tifo per me a bordo campo”.
La forza delle donne, la guerra, la politica. E il tennis. Poiché dopo lo scoppio della crisi innescata dal terrorismo di Hamas, scrive oggi Ilvio Diamanti su Repubblica con il suo tipico ritmo sincopato, “le paure si sovrappongono e riproducono. Con effetti reciproci. In quanto una paura ridimensiona, relativamente, le altre”, gli italiani sono adesso meno favorevoli, secondo i sondaggisti di Demos, a inviare aiuti militari in Ucraina. Lo stesso fenomeno si sta registrando in altri paesi europei. Un effetto denunciato dal presidente Volodymyr Zelensky e del quale sono preoccupati portavoce gli atleti e le atlete ucraini che in giro per il mondo fanno il possibile per tenere viva l’attenzione sul proprio paese attaccato dai russi di Putin con la collaborazione dei bielorussi di Lukashenko. L’orgoglio e talvolta la disperazione sono il loro doping.
A Melbourne, hanno passato il turno due delle tre ragazze ucraine che avevano raggiunto gli ottavi di finale. Sono Dayana Yastremska, che partiva dalle qualificazioni e oggi ha battuto 7-6 6-4 la bielorussa Vika Azarenka, due volte campionessa degli AO, e Marta Kostyuk, che ieri ha eliminato con un netto 6-2 6-1 la russa Maria Timofeeva (ora le tocca Coco Gauff). Non ce l’ha fatta Elina Svitolina, fermata oggi da un problema alla schiena nel terzo game del match con la ceca Linda Noskova, reduce dal successo sulla numero 1 WTA Iga Swiatek. La moglie di Gael Monfils, pur dispiaciuta di essere uscita dal torneo, assicura di essere soddisfatta di vedere due connazionali che “vanno avanti nel nome dell’Ucraina”. Yastremska si rende conto che “che la gente (di altre nazionalità ndr) si sta dimenticando di quello che succede da noi. Anche per questo motivo il fatto di dover vincere per il mio paese mi aggiunge pressione”.
Nessuna sorpresa è venuta dalla seconda giornata degli ottavi di finale maschili. Passano, in ordine di ranking ufficiale ATP, Carlos Alcaraz (2), Danil Medvedev (3), Alexander Zverev (6) e Hubert Hurkakz (9) che vanno ad aggiungersi ai già qualificati Novak Djokovic (1), Jannik Sinner (4), Andrey Rublev (5) e Taylor Fritz (12). L’unico a penare, oggi, è stato il tedesco Zverev: opposto a Cameron Norrie, per ottenere il pass per i quarti s’è ridotto al super tie break del quinto set (7-5 3-6 6-3 4-6 7-6). Ha passeggiato Carlitos contro Miomir Kecmanovic (6-4 6-4 6-0), mentre hanno speso qualche fatica in più Medvedev contro Nuno Borges (6-3 7-6 5-7 6-1) e Hurkakz contro la sorpresa francese Arthur Cazaux (7-6 7-6 6-4).