Monday's Net

Sabalenka-Zheng la finale femminile degli Australian Open. Nemmeno le magie fermano Bolelli e Vavassori

Aryna Sabalenka
Aryna Sabalenka (afp)
3 minuti di lettura

Vincono i nostri, ma correttezza vuole che vi racconti anzitutto quanto d’incredibile fa Yannick Hanfmann sul primo match point a proprio sfavore, nel terzo set: a ridosso della rete, lui, destrorso, rimette di là una palla che gli sta passando sulla sinistra colpendola con la racchetta da dietro. Andrea Vavassori, che è lì di fronte, è velocissimo a ribattere, ma Dominik Koepfer, mancino, è altrettanto pronto a piazzare un incrociato strettissimo da destra a sinistra. Pari. Simone Bolelli quasi non ci crede, guarda costernato il compagno, che ricambia. Dopo cinque minuti si va al super tie break, che per fortuna gli italiani dominano (10-5), altrimenti il pezzo di bravura di Hanfmann (e di Koepfer) sarebbe diventato una costante dei loro incubi futuri.

Sono belli Simone e Andrea Vavassori, i completi Mizuno nero-grigio-rosso sono identici, portano perfino il berretto allo stesso modo, con la visiera all’indietro. Soprattutto sanno soffrire. I due tedeschi, ottimi singolaristi, un comune passato nel campionato universitario americano, danno parecchio filo da torcere soprattutto nel secondo set, quando si prendono un break e non si fanno raggiungere più. La differenza la farà, da quel momento, Bolelli, che gli Australian Open li ha già vinti nove anni fa in coppia con Fognini. Classe 1985, da anni il bolognese frequenta soltanto i tornei di doppio. Vavassori, che è del 1995, continua a coltivare il sogno di poter fare bene anche come singolarista: vorrebbe, quest’anno, entrare tra i top 100 (è ora 146, è stato 128). Considerato un bimbo dal Gotha dei doppisti, fa bene a provarci. Infatti, il più giovane dei primi venti della classifica mondiale di categoria in tempo reale è il numero 6 Joe Salisbury, britannico, che è del 1992. Il più anziano, 43 anni e 10 mesi, è Rohan Bopanna, indiano, che sabato cercherà di battere i due azzurri e prendersi il suo primo slam in carriera (da aggiungere al titolo in misto conquistato a Parigi nel 2017 in coppia con la canadese Gabriela Dobrowski) e lunedì sarà ufficialmente per la prima volta il numero 1 del ranking Atp di specialità. Gli altri diciotto più forti al mondo sono per lo più over 35, come l’australiano Matthew Ebden, 36 anni (è il compagno di gioco di Bopanna in questo major), il croato Ivan Dodig, 39, l’americano Rajeev Ram, 39, lo spagnolo Marcel Granollers, 37, lo scozzese Jamie Murray, 37 anche lui. I top 20 ultraquarantenni sono, oltre a Bopanna, il messicano Santiago Gonzalez, 40, l’argentino Maximo Gonzalez, 40, e i francesi Edouard Roger-Vasselin e Jean-Julien Royer, 42. Insomma, il doppio s’addice ai non-più-giovani, come può confermare chiunque frequenti un circolo del tennis.

Bolelli e Vavassori
Bolelli e Vavassori 

Torniamo al match nella Rod Laver Arena. Il primo e il secondo parziali sono a specchio: prevale chi fa il break (non conto gli ininfluenti break e controbreak del set d’apertura). Tutt’e quattro servono bene, sono efficaci negli scambi sotto rete, sfruttano puntualmente gli spazi che si aprono al centro o nei corridoi. L’equilibrio non rischia di interrompersi nel terzo set, con l’eccezione della già descritta magìa di Hanfmann che consente ai tedeschi di approdare al tie break. Il punteggio finale, 6-3 3-6 7-6, è lo stesso della semifinale vinta da Bopanna ed Ebden su Tomas Machac e Zhizhen Zhang. Simone e Andrea si divideranno 247mila o 450mila euro, che aiuteranno a convincerli a non separarsi nel corso della stagione. Per difendere la Davis, serve una coppia così.

Sabalenka batte Gauff e vola in finale agli Australian Open

Nella semifinale femminile Gauff vs. Sabalenka - lo stesso duello che ha chiuso gli ultimi Us Open, vinti da Coco - è la bielorussa a picchiare con maggiore violenza su ogni palla che le arriva a tiro: nulla di nuovo, se non fosse che Aryna sbaglia assai meno del solito (28 i suoi errori non forzati contro i 20 dell’americana) e mantiene ampia prevalenza nei vincenti (33 contro 22). Non ho mai la sensazione che l’allieva di Brad Gilbert possa farcela su questa superficie, sulla quale Sabalenka ha trionfato un anno fa. Dopo tante delusioni, la strapotenza della venticinquenne di Minsk comincia a fruttare titoli e premi con regolarità ed effetti significativi: vincesse sabato, s’installerebbe subito dietro Iga Swiatek nel ranking Wta, con la prospettiva di sostituirla prima della stagione sulla terra rossa.

Coco Gauff, sconfitta da Sabalenka in semifinale
Coco Gauff, sconfitta da Sabalenka in semifinale (afp)

Zheng in finale: Yastremska fermata da un problema fisico

L’altro match che dà l’accesso alla semifinale è tra due underdog, per dirla alla Meloni. L’ucraina Dayana Yastremska, 23 anni, proveniente dalle qualificazioni, affronta la cinese Quinwen Zheng, 21 anni, testa di serie numero 12 del torneo. La ragazza di Odessa se la batte ad armi pari fino a meta del primo set, quando è costretta a sottoporsi alle cure del medico, negli spogliatoi, per un problema agli addominali. Rientra coraggiosamente in campo, riesce comunque a tener testa alla capofila del tennis cinese pur non recuperando il break subito prima dell’interruzione.

Nel secondo set Dayana riesce a rimettersi in pari dopo aver ceduto il servizio in apertura. Troppi tuttavia i suoi errori gratuiti. Anche appare a tratti incerta e contratta, pur mostrando maggiori varietà di soluzioni e costanza di rendimento. Il break decisivo si concretizza, a zero, nel settimo game e manda in fuga la cinese che si allena a Barcellona con Pere Riba. Il 6-4 6-4 la spedisce in finale, ma contro Sabalenka sarà tutta un’altra faccenda. Per Yastremska resta la soddisfazione di un percorso a Melbourne che non precedenti in anni recenti, che la colloca a ridosso delle Top 20 e regala qualche sorriso ai suoi connazionali aggrediti da Putin.

Zheng Qinwen
Zheng Qinwen (afp)

I commenti dei lettori