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Internazionali Roma, per le coppie azzurre c’è l’allegra bolgia del Pietrangeli

Andrea Vavassori
Andrea Vavassori (ansa)
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Gli Internazionali dei primati, nel senso di record di presenze, d'incassi eccetera, sono sempre di più gli Internazionali delle sorprese. L’ultima è la sconfitta di Daniil Medvedev, sulla carta il favorito del torneo dopo i forfait anticipati di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, ATP 2 e 3, e dopo la Caporetto di Novak Djokovic, capofila mondiale eliminato domenica da Alejandro Tabilo (un'altra sorpresa: oggi ha mandato a casa Karen Kachanov). Il numero 4 ATP è stato malmenato (6-1 6-4 in 74 minuti) dall’americano Tommy Paul, 27 anni tra tre giorni, curioso caso di americano che si dichiara tifoso della Lazio e si trova perfettamente a proprio agio sulla terra rossa. Daniil, che nei tre precedenti confronti aveva sempre vinto con un certo agio, ha sofferto il gioco dell’avversario, schematico e spettacolare solo se serve, che ha mostrato straordinaria lucidità nei momenti decisivi.

Paul non è un tipico prodotto del movimento tennistico americano degli ultimi decenni, che trae linfa vitale dai campionati universitari. Nato nel New Jersey e cresciuto nel North Carolina, ha iniziato a giocare quando aveva sette anni sui campi in terra battuta, non rari da quelle parti. Mentre mamma Jill MacMillan era stata una delle stelle del team della East Carolina University, Tommy ha seguito l’iter più “europeo” dei tornei ITF, vincendo nel 2015 il titolo junior dell'Open di Francia a spese del connazionale Taylor Fritz, con il quale all’epoca condivideva la stanza, i voli aerei e, s'intuisce guardandoli, le ragazze. Con pochi titoli e molti piazzamenti da professionista, tra i quali la semifinale a Melbourne nel 2023, ha scalato poco alla volta la classifica mondiale (è 15 ma è stato anche 12), per anni sempre alle spalle degli amici Frances Tiafoe, Reilly Opelka e Fritz, con i quali - ha detto alla rivista Town & Country – “sono felice d’aver percorso un lungo tratto di strada. Non hai nostalgia di casa quando hai con te alcune delle persone alle quali sei più legato”. Parlando con il New York Times ha aggiunto: “Se ci accade di vedere Taylor vincere un Masters 1000 siamo tutti felici per lui, oppure se Foe (Tiafoe ndr) arriva in semifinale agli Us Open pensiamo solo a cosa sarebbe successo se si fosse imposto in quella partita. È fantastico”.

Tommy Paul
Tommy Paul (afp)

Quanti saprebbero dire d’acchito i nomi dei vincitori dei singolari della scorsa edizione degli Internazionali BNL d'Italia? Furono Elena Rybakina e proprio Medvedev, entrambi moscoviti anche se con passaporti diversi (lei ha scelto anni fa di rappresentare il Kazakistan). Quest’anno la numero 4 WTA è uscita di scena per un’indisposizione di natura virale prima ancora di scendere in campo, mentre il russo pagherà in termini di classifica la sconfitta odierna negli ottavi di finale perché con questo risultato perde le residue chance di tornare in tempi brevi a guidare il ranking ATP. A trarne vantaggio potrebbe essere Jannik Sinner, teorico numero 1 ATP senza nemmeno scendere in campo al Roland Garros a fine mese: sono conti da ragioniere che è meglio non fare.

Il quadro dei quarti di finale romani, che si giocheranno domani e giovedì, è ora definito: Tabilo vs. Zhang e Zverev vs. Fritz nella parte alta del tabellone, Tsitsipas vs. Jarry e Hurkacz vs. Paul in quella bassa. Nel torneo femminile domani saranno in campo, sempre nei quarti, Victoria Azarenka contro Danielle Collins e Jelena Ostapenko contro Aryna Sabalenka.

La giornata del Foro Italico ha regalato qualche gioia anche all’entusiasta pubblico italiano. Sono approdate ai quarti di finale la coppia maschile Simone Bolelli-Andrea Vavassori detto Wave e alle semifinali quella femminile Sara Errani-Jasmine Paolini, che in comune hanno la caratteristica di vedere affiancati veterani e giovani (a 28 anni, che è l'età di Wave e Jasmine, si è addirittura giovanissimi nel mondo del doppio). Il bolognese e il torinese hanno sconfitto 6-2 6-4 il duo dal quale erano stati beffati in finale agli ultimi Australian Open, con l’indiano Rohan Bopanna e l’australiano Matthew Ebden. Le azzurre hanno avuto ragione 6-3 5-7 10-5 dell’ucraina Lyudmyla Kichenok e della lettone Jelena Ostapenko.

Le due conferenze stampa hanno toccato gli stessi temi e raccolto gli stessi racconti: il valore di giocare con una persona con la quale hai un feeling consolidato, l’affiatamento che cresce partita dopo partita, l’obiettivo condiviso di partecipare alle Olimpiadi e di essere convocati nelle nazionali, la voglia di qualificarsi per le Finals a chiusura di stagione. Tutt’e quattro hanno sottolineato il piacere quasi fisico di competere nell’allegra bolgia dello stadio Pietrangeli. Le due ragazze hanno anche ringraziato Tathiana Garbin, capitana della nazionale, reduce da una seria malattia: “Averla qui con noi è un aiuto in più”.

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