Outlook
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Outlook / New York, prove di ripartenza

Il mio volo di rientro negli Stati Uniti (Bruxelles-New York con scalo a Chicago) mi ha ridato un assaggio ravvicinato della crisi del trasporto aereo. Il volo transatlantico della United era semi-vuoto e mi chiedo che cosa glielo faccia fare di continuare a operare su rotte che sono state desertificate dai divieti reciproci. L'aeroporto di Chicago O'Hare era affollato solo per la parte domestica. United - di cui mi sono occupato la scorsa settimana perché insieme ad American Airlines ha annunciato oltre 50.000 licenziamenti complessivi - sta mostrando quanto è disperata di ritrovare viaggiatori: ha deciso di cancellare sine die le penali su chi cambia prenotazioni. Su un altro versante ecco il dato da London Heathrow, uno degli aeroporti più trafficati del mondo: sta operando al 15% del traffico pre-pandemia. E non bisogna credere che a perdere siano solo le compagnie aeree. Un aeroporto come Heathrow generava, prima della pandemia, più di 80 miliardi di dollari all'anno di vendite nei negozi, duty-free e non.

Ritrovo una New York più animata di quando la lasciai ma anormale per l'alto numero di assenze, e l'ampiezza delle attività ancora bloccate o condotte in remoto. In prima pagina sul New York Times oggi c'è un'inchiesta sul boom dei prezzi delle case nei sobborghi lontani, tipo contea di Westchester, cioè a Nord lungo la valle del fiume Hudson. Altro segnale aneddotico di una fuga dalla città che molti temono stia diventando un fenomeno permanente.

STATI UNITI
In vista del Labor Day (7 settembre) che qui segna la ripresa dopo le vacanze, si aggrava il problema dei test diagnostici sul coronavirus. Le grandi aziende vorrebbero affrontare il ritorno dei dipendenti con una massiccia capacità di effettuare test e tamponi, e con una velocità-record nel conoscere i risultati. Purtroppo è molto difficile vincere questa sfida. Si sono mobilitate le più grandi aziende produttrici di test, come Sonora Quest Laboratories e Abbott Laboratories, con nuove apparecchiature che dovrebbero decuplicare la capacità di effettuare e la velocità nell'ottenere risultati. Ma la corsa è ancora in salita. Tant'è, a New York una fascia di top manager sta scegliendo soluzioni private, ad alto costo, che garantiscono i risultati in giornata. Per gli altri, l'attesa dei risultati può variare da tre giorni a due settimane.

Le banche americane sono inondate di cash e non sanno cosa farsene. Una delle conseguenze della crisi è questa: i depositanti hanno aumentato le loro riserve di liquidità, un po' per paura e a scopo precauzionale, un po' perché avevano scarse occasioni di spendere. Il boom dei depositi amministrati non è una buona notizia, però, perché le banche non trovano occasioni di usare quelle risorse aumentando i prestiti alle imprese. I margini continuano a scendere, e c'è anche qualche problema di sicurezza: quando aumentano i depositi deve crescere anche l'accantonamento per l'assicurazione in caso di bancarotta. La Federal Deposit Insurance sta arrancando per adeguarsi.

Il Congresso di Washington ha trovato un accordo bipartisan per un massiccio intervento pubblico a favore dell'industria dei microchip (semiconduttori), settore altamente strategico nella guerra tecnologica con la Cina (tra l'altro è al centro dell'embargo contro Huawei che sta strangolando il numero uno delle telecom cinesi). È la prima volta da decenni che i repubblicani si convertono a una politica industriale attiva, finanziata coi soldi del contribuente, per sostenere e dirigere l'iniziativa privata. In un certo senso è l'America che adotta metodi cinesi per battere Pechino.

Brusco stop alla vendita di TikTok agli americani. Per la app di proprietà cinese, popolare tra gli adolescenti, si avvicina la scadenza dell'ultimatum lanciato da Trump: o cambia proprietà oppure se l'azionista rimane cinese TikTok sarà vietata entro due settimane. Si erano fatti avanti Microsoft, Walmart e Oracle, tra i candidati acquirenti. Avevano fatto i conti senza Xi Jinping. È Pechino a intralciare l'ultima mossa americana nello scambio di ostilità: TikTok finisce sotto la mannaia di una nuova misura cinese, che impone severe restrizioni alle vendite di aziende operanti nel settore dell'intelligenza artificiale.

Né conosce tregua la guerra delle spie. Ora è un ricercatore cinese presso la University of California-Los Angeles (UCLA) ad essere arrestato dall'Fbi. Si chiama Guan Lei, ha 29 anni, lavora nel Dipartimento di matematica dell'università dove si occupa di "machine learning", cioè la nuova generazione di computer capaci di imparare da soli. È sospettato di aver "trasferito software e dati tecnici sensibili alle forze armate cinesi", secondo l'Fbi.

ASIA
Huawei per sopravvivere alle micidiali sanzioni Usa sta rafforzando la sua attività nel cloud computing, dove è terza in Cina dopo Alibaba e Tencent. Il governo cinese per aiutare Huawei in difficoltà sarebbe pronto a darle generose commesse pubbliche nel cloud computing, una ciambella di salvataggio.

Il gruppo petrolifero cinese Sinopec, numero uno nella raffinazione, ha subito la prima perdita semestrale della sua storia, in conseguenza della caduta dei consumi e dei prezzi dei carburanti.

Un'approfondita inchiesta del Washington Post sul miracolo giapponese nel contenere la pandemia, dovrebbe essere lettura obbligata per chi ancora è convinto dell'esistenza di un miracolo italiano. Il Giappone subì il contagio molto prima dell'Italia, e ha una popolazione due volte superiore. Inoltre ha una struttura demografica più anziana: 28% di ultra-65enni contro il 23% dell'Italia. Eppure il Giappone ha avuto solo 1.225 morti per coronavirus. Una delle ragioni è l'eccezionale attenzione all'igiene e alla prevenzione nelle case di riposo per anziani. Cultura confuciana, rispetto per i capelli bianchi, c'entrano qualcosa.

Taiwan aumenta del 10% le spese militari, preoccupata per i segnali aggressivi che vengono da Pechino. Di recente un giornale legato al partito comunista cinese ha affermato con orgoglio che l'Esercito Popolare di Liberazione è in grado di "attaccare e conquistare Taiwan in poche ore, senza che gli americani possano reagire".

In Pakistan l'esercito assume il diritto di controllare i 62 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture legati alla Belt and Road Inittiative (Nuove Vie della Seta). L'obiettivo ufficiale è accelerare i lavori concordati con Pechino.
Dopo il disgelo diplomatico, da oggi sono avviate anche le relazioni commerciali fra gli Emirati Arabi Uniti e Israele. A sottolineare che è un successo della diplomazia americana, c'era il genero di Trump Jared Kushner sul primo volo El Al ad Abu Dhabi.

EUROPA
Il Pil dell'Eurozona crescerà dell'8,6% nel terzo trimestre secondo Oxford Economics, la crescita più robusta dal 1965. È tuttavia insufficiente a recuperare i danni subiti nel primo e secondo trimestre quando l'Eurozona ha avuto una perdita di Pil pari al 3,6% e al 12,1% rispettivamente. Inoltre la ripresa autunnale è minacciata dalla recrudescenza di contagi e dai rischi di nuovi lockdown. Extra-Ue, l'Economist sottolinea che il pesante calo del Pil turco (meno 9,9% nel secondo trimestre) impone un reality check alle ambizioni espansionistiche di Erdogan.

Un lungo articolo del Financial Times viene dedicato all'indotto del lusso italiano. Il reportage sottolinea che dietro i grandi nomi come Gucci Valentino Versace c'è una vasta rete di terzisti, artigiani di eccellenza, soprattutto piccole aziende a conduzione familiare, che danno lavoro ad oltre 400.000 dipendenti. Per la manodopera occupata questo indotto è superiore a quello che c'è in Romania, Polonia, e ogni altro paese europeo. Subisce un calo di ordinativi del 40% e rischia un'ecatombe di fallimenti.

OUTLOOK
In Svezia riesplodono proteste contro il dilagare della criminalità legata all'immigrazione. In Germania ci sono state nuove manifestazioni contro i lockdown. Gli ingredienti del trumpismo sono vivi e vegeti, ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Ascolta
  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/outlook/2020/08/31/audio/outlook__new_york_prove_di_ripartenza-423006487/

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