Outlook
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Outlook | La crisi degli uffici cambia l'abbigliamento femminile

L'Europa ha deciso di perdere la gara dei vaccini, per troppa cautela? È l'allarme lanciato dal Financial Times, confrontando i tempi di approvazione dei due vaccini in pole position, quelli della Pfizer e della Moderna. Fulminea l'approvazione del primo da parte delle autorità inglesi, è già avviata in una corsia veloce quella americana, mentre la European Medicines Agency ha deciso di non pronunciarsi prima del 29 dicembre, dopodiché toccherà alle autorità nazionali. Se la ripresa dipende dalle vaccinazioni di massa, la lentezza europea rischia di accentuare il ritardo già evidente sul fronte economico. Infatti le previsioni Ocse per la fine del 2020 e il 2021 confermano che siamo in un mondo a tre velocità: la crescita è ripresa alla grande e continua ad accelerare in Estremo Oriente e in tutta l'area trainata dalla Cina; a metà strada c'è l'America; in coda c'è l'Europa. Di questo passo l'anno prossimo un terzo di tutta la crescita mondiale avverrà nella sola Cina. Fra le tre grandi economie dell'Unione europea, l'Italia si conferma la più debole; anche Germania e Francia però chiuderanno il 2021 in rosso, cioè senza aver recuperato le perdite del biennio, secondo l'Ocse. Incrociando questo scenario con i dati del Fondo monetario internazionale sulla spesa pubblica, si scopre che i Paesi dove la ripresa è più dinamica non sono necessariamente i più spendaccioni. In Occidente la manovra di spesa pubblica più energica è quella del Canada (16% del Pil) e tuttavia la ripresa canadese non è robusta come quella degli Stati Uniti. Inghilterra e Italia hanno una spesa pubblica superiore a Germania e Francia in percentuale sul Pil, ma crescono meno.

STATI UNITI
 
La crisi degli uffici cambia l'abbigliamento femminile. Ecco un dato recente sullo spopolamento dei luoghi di lavoro nei centri urbani. Nelle dieci maggiori metropoli americane solo il 25% della manodopera è tornata in ufficio, e questo segna un peggioramento rispetto a ottobre quando era tornata a lavorare in azienda il 27%. Tra le conseguenze, il settore moda-abbigliamento sta cercando di adattarsi velocemente al nuovo stile casual dei consumi femminili. Anche le donne che in smartworking cercano di non trascurare troppo il proprio aspetto, evitando cioè di stare in pigiama o tuta da jogging, hanno tuttavia abbandonato i tacchi alti e altre divise da ufficio in città. Gli stilisti Usa stanno riesaminando tutta la gamma dei prodotti che offrono, in chiave smartworking.

Più drammatica è la questione della riqualificazione per la forza lavoro nei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Un'inchiesta del New York Times segnala iniziative come quelle del sindacato dello spettacolo che offre ai tecnici del cinema e del teatro corsi professionali per elettricisti. L'addestramento tecnico non è mai stato abbastanza sviluppato negli Stati Uniti eppure è proprio quello di cui oggi c'è un acuto bisogno. Intere categorie professionali sono in disarmo, dai tassisti agli addetti del vasto settore turismo-alberghi-ristorazione; mentre c'è sempre un deficit di idraulici, falegnami, per non parlare degli infermieri.

Le ultime previsioni sul turismo d'affari citate dal Wall Street Journal indicano che la pandemia potrebbe ridimensionarlo di un terzo, praticamente per sempre: fino al 36% dei viaggi per business non torneranno più neanche dopo la fine della pandemia, perché sostituiti dalla routine delle videoconferenze che avremo tutti imparato a rendere più produttive, oltre che più economiche. L'aeroporto JFK di New York non prevede un ritorno alla normalità prima del 2024, e congela i progetti di ristrutturazione-ammodernamento.Per la prima volta nella storia la pubblicità digitale supera il totale di tutte le altre forme di pubblicità. GroupM, filiale di Wpp che gestisce investimenti pubblicitari per le aziende, calcola che negli Stati Uniti il totale del mercato pubblicitario a fine anno raggiungerà i 215 miliardi di dollari, di cui 110 miliardi di dollari saranno pubblicità digitale: quest'ultima sorpasserà per la prima volta la soglia del 50%. L'anno prossimo dovrebbe raggiungere il 54% del totale. Ancora tre anni fa la pubblicità digitale era solo un terzo del totale. Questo significa che Google e Facebook faranno sempre di più la parte del leone sul mercato pubblicitario, a scapito di tv e giornali.

ASIA
 
Le agenzie di rating cinesi resistono alle pressioni del loro stesso governo, che vorrebbe dei downgrading sui rating delle aziende pubbliche troppo indebitate. Le aziende cinesi – pubbliche e private – siedono su una montagna di debiti dell’ordine di 4.000 miliardi di dollari. Di recente ci sono stati default di importanti enti di Stato, che hanno creato allarme ai vertici del governo. E tuttavia le agenzie locali di rating continuano a confermare la tripla A anche per gruppi di dubbia solvibilità, confermando che la qualità della governance aziendale e la trasparenza dei bilanci hanno ancora dei progressi da fare. Accade molto lontano da noi, ma non dovremmo sottovalutare il braccio di ferro che oppone la Cina e l’Australia. L’economia australiana è strettamente integrata con quella cinese e dalla crescita asiatica ha ricavato grandi vantaggi. Di recente però il governo australiano non ha esitato a prendere posizioni dure verso Pechino: sul fronte dei diritti umani, di Hong Kong, nonché vietando a Huawei il mercato della telefonia 5G. La vendetta di Pechino è implacabile, tra gli altri prodotti australiani colpiti con superdazi c’è il vino che aveva proprio in Cina il suo sbocco più importante. Pechino sta usando l’Australia come una cavia per capire se le tattiche d’intimidazione funzionano per zittire le critiche.

Cosa cambierà nella relazione bilaterale più importante di tutte, cioè quella fra gli Stati Uniti e la Cina? I primi segnali che vengono dalla squadra Biden confermano che la guerra fredda continuerà, però con toni e metodi diversi. Il primo test, non appena Biden s’insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio, sarà l’atteggiamento verso la tregua commerciale che Trump firmò nel gennaio 2019: Biden vorrà confermarla o meno? La sua segretaria al Tesoro designata, Janet Yellen, in passato fu molto critica verso la Cina e al tempo stesso scettica sull’utilità dei dazi. La Yellen sostiene che l’effetto dei dazi di Trump sulla competitività del made in China è stato cancellato in passato dalla svalutazione del renminbi. Da ex presidente della Federal Reserve, la Yellen potrebbe spostare l’accento nei negoziati con la Cina, insistendo sulla dimensione monetaria: meno dazi, se Pechino pilota il renminbi al rialzo. Un gesto molto atteso dagli europei, è la fine della guerra dei dazi su acciaio e alluminio made in UE. Occhio alla poltrona ancora vacante nella squadra economica di Biden, quella del negoziatore per il commercio estero. Intanto il Congresso di Washington preme già su Biden con proposte bipartisan in favore di barriere più efficaci contro gli investimenti cinesi, e in favore della promozione di standard tecnologici made in Usa nel 5G. La gara a chi impone i propri standard a livello mondiale è sempre stata una misura della leadership. Non a caso i cinesi stanno aumentando la propria influenza nelle sedi internazionali dove si decidono gli standard.

New York, 2 dicembre 2020

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/outlook/2020/12/02/audio/outlook__la_crisi_degli_uffici_cambia_labbigliamento_femminile-423006699/

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