Outlook
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Outlook | Un mondo a tre velocità

C’è chi cresce troppo poco, e chi cresce troppo. In Cina molte grandi fabbriche stanno offrendo premi salariali speciali alla manodopera perché accetti di rinunciare alle vacanze del Capodanno Lunare. Il boom dell’export è tale che grandi stabilimenti come quelli della Foxconn, Pegatron e Luxshare che assemblano prodotti Apple non riescono a star dietro agli ordinativi. Accelerano i tempi della nuova manovra anti-crisi a Washington, forse sarà varata stasera stessa. È la prima manovra di bilancio dell’era Biden. Vale 1.900 miliardi di dollari e interviene su tre fronti principali: aiuti diretti ai cittadini, nuovi fondi alla campagna vaccinazioni e trasferimenti dal Tesoro federale nelle casse degli Stati che hanno sopportato spese-extra e caduta di gettito fiscale. La svolta è venuta con la decisione di non cercare consensi repubblicani e usare il voto di Kamala Harris per avere la maggioranza al Senato. Questo consente di varare la manovra di spesa pubblica nella sua dimensione più elevata. La Camera potrebbe votare l'approvazione definitiva sul testo approvato stamattina al Senato. L’accelerazione giunge insieme a un dato sul mercato del lavoro: creati solo 49.000 nuovi posti (assunzioni aggiuntive al netto dei licenziamenti) nel mese di gennaio: la ripresa si conferma ma resta ancora troppo lenta rispetto alle necessità, rallentata dai lockdown che paralizzano tante attività di servizio. Nella manovra Biden il pezzo forte è un nuovo trasferimento diretto sul modello di quelli effettuati nel 2020 e ancora all’inizio del 2021 (manovra di Natale): tutti gli americani sotto i 50.000 dollari di reddito annuo riceveranno un altro bonifico bancario o assegno da 1.400 dollari, ovvero 2.800 dollari per le coppie sotto i centomila di reddito annuo. Al di sopra di quelle soglie di reddito ci saranno aiuti decrescenti fino a scomparire. Si stima che il 70% degli americani riceverà questo sussidio pieno e il 17% lo riceverà in misura ridotta.

E tre. La Johnson&Johnson vuole seguire il percorso-turbo che ha già consentito a Pfizer e Moderna di offrire il vaccino in tempi record. La terza multinazionale americana che è pronta a tagliare il traguardo chiede lo stesso trattamento: la “procedura di emergenza”, cioè la corsia superveloce per l’esame finale e l’approvazione da parte dell’authority americana dei farmaci, la Food and Drugs Administration (Fda). Se l’operazione scorciatoia si ripete per la terza volta, la Johnson&Johnson è già pronta ad avviare la produzione industriale su larga scala. Sarebbe un risultato prezioso per l’Amministrazione Biden: dalle due fabbriche situate a Baltimora e in Olanda, la J&J potrebbe fornire 30 milioni di dosi già ad aprile e 100 milioni entro la fine di giugno. Poiché il vaccino J&J è mono-dose, ai fini della popolazione da inoculare “vale il doppio” rispetto ai quantitativi dei vaccini Pfizer e Moderna, che richiedono due dosi. Il prodotto J&J inoltre facilita la distribuzione perché non richiede la conservazione a temperature così basse come i due concorrenti che lo hanno preceduto. È meno efficace, però: nei test risulta efficace al 72% sui pazienti statunitensi (contro un'efficacia leggermente superiore al 90% per Pfizer e Moderna), e solo al 57% per la variante sudafricana del Covid. L’avvicinarsi del terzo vaccino giunge in una fase in cui la campagna delle immunizzazioni accelera negli Stati Uniti. Gli americani che hanno già ricevuto almeno una dose sono 36,7 milioni, pari all’8,7% della popolazione. L’America continua ad allargare il divario rispetto all’Europa, la sua percentuale di popolazione inoculata è più del triplo di quella europea. Il ritmo delle vaccinazioni Usa ormai supera 1,3 milioni al giorno e quindi si sta avvicinando all’obiettivo fissato da Biden che è 1,5 milioni. Al tempo stesso si accentua la competizione geo-sanitaria fra quattro superpotenze: Cina, Russia e India continuano ad allargare l’offerta dei loro vaccini ad altri paesi. La Cina e l’India avanzano in Asia Africa e Sudamerica; la Russia ha fatto breccia anche in Europa dopo la disponibilità della Germania ad acquistare il suo vaccino Sputnik. Il ritardo dell’Europa si riflette pesantemente nelle performance economiche: il Fondo monetario internazionale vede nel 2021 un mondo a tre velocità, con la Cina che guida la ripresa più vigorosa trainando alcuni paesi asiatici, in un secondo gruppo c’è l’America, mentre ultima arriva l’Eurozona che sta rischiando di scivolare verso una seconda recessione.
New York, 5 febbraio 2021

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/outlook/2021/02/05/audio/outlook__un_mondo_a_tre_velocita-423006347/

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