Parla con lei

Mandela, l'uomo che amava le donne

di FRANCESCA CAFERRI

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Nella retorica che ha circondato la morte di Nelson Mandela c'è una cosa che pochissimi hanno scritto, forse temendo di offuscare l'aureola di santità che circondava il grande leader sudafricano e che nell'ultima settimana è diventata enorme. Nelson Mandela amava le donne: moltissimo. Amava circondarsene, amava vedere l'adorazione nei loro occhi, amava metterle in imbarazzo con i suoi complimenti a viso aperto.

L'unica volta che lo incontrai di persona la cosa mi fu subito evidente, anche se io, come tutti gli altri che erano lì, ero troppo presa dalla statura del mito che avevo davanti per dargli peso. A Robben Island, alla conferenza stampa di presentazione del suo primo grande concerto di raccolta fondi per la campagna anti-Aids, era accorso il mondo: Bono Vox e gli U2, Peter Gabriel, Youssun'Dour, Annie Lennox fra gli artisti. E naturalmente giornalisti da tutti i continenti: ma lui, il grande vecchio che noi tutti guardavamo con ammirazione, non aveva occhi che per una giovanissima, splendente, emozionatissima Beyoncè. La volle accanto a sé in tutti gli scatti, lei felice come una bambina.

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Nella galleria di ricordi che gli hanno dedicato i giornalisti del New York Times che hanno coperto negli anni la sede di Johannesburg, Suzanne Daley, direttrice dell'ufficio in Sudafrica fra il 1995 e il '99 ha detto: "Riusciva a parlare con le donne ovunque andasse. Giovani o anziane. Le adorava, tutte: e, certo, i suoi occhi si illuminavano quando nella folla c'era una ragazza carina". Il suo collega, Donald McNeil, ha aggiunto: "Una volta feci una fila di mezz'ora solo per stringergli la mano. Arrivato il mio turno, ero felicissimo: ma lui letteralmente mi saltò. Mi girai, e alla mia destra c'era una bionda alta e bellissima, e lui non aveva visto che lei: rimasi con la mano a mezz'aria, e persi per sempre l'occasione di stringere la mano a Nelson Mandela".

Il suo grande amico, l'arcivescovo Desmond Tutu, in più di una occasione ha ricordato come Winnie fosse stata il grande amore della sua vita: quando uscì dal carcere e venne a sapere che lei aveva avuto un'amante, ne fu devastato. Non poteva crederci. Per lui era un amore totale, assoluto: il motivo per cui non si schierò mai apertamente contro di lei nonostante le tante nefandezze commesse. Poi, negli anni della maturità, arrivò Graça Machel: decisa, indipendente, coraggiosa, intelligente. La donna che ne avrebbe difeso la fragilità degli ultimi anni, costruendogli intorno uno schermo protettivo.

Racconto tutto questo non per voyeurismo, ma per dare il mio piccolo contributo al ricordo dell'uomo Nelson Mandela: una persona che amava la vita, tantissimo, e ha tentato di goderne ogni cosa bella. I sorrisi, la bellezza, la luce, la passione, i sentimenti: era un uomo, Mandela, un grandissimo uomo. Non ricordiamolo solo come un santino immobile.  
Twitter: @francescacaferr
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