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Brogli e cinismo ma il lieto fine è certo

di GUIA SONCINI

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È stata una settimana di brogli. Ovunque.

Sull'internet, dove le bacheche erano piene di ipotesi a Cinque stelle: "Io non conosco nessuno che voti Pd, quindi il risultato dev'essere falsato", ma anche: "Il Pd non può aver preso il 40 perché noi abbiamo preso il 21 e sommati farebbero più del 58 per cento, cioè l'affluenza".

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Alla tv popolare, dove Amici è stato vinto da una ragazza invece che dalla boy band che tutti si aspettavano venisse premiata dal televoto di femmine adolescenti. La vigile internet ancora una volta era pronta a smascherare i brogli. Perdipiù in platea c'erano moglie e figli di Renzi, e insomma è chiaro che è tutto un gigantesco complotto.

Alla tv di qualità, infine: la puntata di Gomorra raccontava la scheda ballerina alle comunali di Giugliano in Campania. La scheda bianca fatta uscire dal seggio con metodi antichi, quando per controllare il voto di scambio non erano ben più comode le foto coi cellulari.

Quindi, quando ieri, alla Direzione del Pd, Matteo Renzi ha detto che nella formazione della nuova classe dirigente bisognerà usare i telefilm americani, tutti abbiamo pensato a Scandal. Al collegio di Defiance in cui lo staff del futuro Presidente truccava le macchine per il voto elettronico, facendogli vincere per poche migliaia di voti le elezioni che stava per perdere.

Poi, però, abbiamo capito: tutto convergeva altrove. L'intervista in cui Maria Elena Boschi aveva detto che è difficile trovare un fidanzato, i weekend a Londra con le amiche, quel bicchiere di latte caldo da sola la sera. E infine, mercoledì, quelle foto con gli orfani, da cui si traspariva tutta la vocazione materna che un eroe di commedia romantica non può che cercare nella protagonista della sua storia.

Ieri Matteo Renzi non stava dicendo ai dirigenti del Pd di studiare il cinismo di House of Cards, la concretezza di The West Wing, le schede truccate di The Good Wife. Ieri Matteo Renzi stava dicendo a Maria Elena Boschi di non preoccuparsi: i risultati elettorali saranno pure opinabili, ma il lieto fine di Sex and the City è una certezza.
Twitter: @lasoncini