Era dagli anni Novanta che non succedeva. Da quando la bilancia di Bridget Jones divenne il più angosciante e comico degli espedienti narrativi. Ogni mattina si pesava ed era ingrassata o dimagrita senza logica, o meglio con la logica di una che dice "Non ho cenato" avendo mangiato una scatola di cioccolatini prima d'andare a letto.
Ogni mattina l'Italia si alza (sì, insomma, "l'Italia": quella parte d'Italia che ha energie mentali da dedicare al display della bilancia degli altri) e corre a controllare il peso di Floris. Quanto ha fatto? Lo share è calato o ingrassato? Siamo sempre in zona zero virgola? L'1,8 che segue l'1,4 può essere considerato segnale di crescita e fidelizzazione del pubblico? E se le ossessioni sentimentali di Bridget interessassero solo Bridget stessa?
Come ogni eroina di commedia romantica, Bridget presta smisurata attenzione a cose che nella vita la renderebbero una creatura insopportabile e in un romanzo la rendono un'ottima trovata comica. Persino quando si lamenta (anzi: specialmente quando si lamenta), si capisce che si piace moltissimo. Bisogna piacersi moltissimo, per insistere fino a ottenere una striscia di approfondimento quotidiano in un Paese che ha più strisce di approfondimento che sughi per la pasta.
L'indice di Parla con lei
Alle 19 e 40 Floris si mette lì, legge i suoi cartoncini con la visibile concentrazione di certe vallette sanremesi attente a non inciampare sul quindicesimo "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio", e ci offre il suo pensierino sul mondo. Il problema che il pensierino interessi solo chi lo formula non se lo pone mai nessuno: mica dovrà cominciare il povero Floris.
Ieri ha detto che ha ammirato molto i genitori di James Foley che hanno detto d'essere orgogliosi del figlio. L'avesse scritto su Twitter, come la più parte di quelli che hanno un pensierino sul mondo, qualcuno gli avrebbe risposto "E cos'altro avrebbero mai dovuto dire, di grazia?". Ma se ti piaci abbastanza da pretendere un programma televisivo, per dire il pensierino, e lo dici con la convinzione con cui Bridget saliva sulla bilancia, le regole del romanzo dicono che prima o poi avrai diritto a un lieto fine fatto di numeri giusti.
Twitter: @lasoncini
Ogni mattina l'Italia si alza (sì, insomma, "l'Italia": quella parte d'Italia che ha energie mentali da dedicare al display della bilancia degli altri) e corre a controllare il peso di Floris. Quanto ha fatto? Lo share è calato o ingrassato? Siamo sempre in zona zero virgola? L'1,8 che segue l'1,4 può essere considerato segnale di crescita e fidelizzazione del pubblico? E se le ossessioni sentimentali di Bridget interessassero solo Bridget stessa?
Come ogni eroina di commedia romantica, Bridget presta smisurata attenzione a cose che nella vita la renderebbero una creatura insopportabile e in un romanzo la rendono un'ottima trovata comica. Persino quando si lamenta (anzi: specialmente quando si lamenta), si capisce che si piace moltissimo. Bisogna piacersi moltissimo, per insistere fino a ottenere una striscia di approfondimento quotidiano in un Paese che ha più strisce di approfondimento che sughi per la pasta.
L'indice di Parla con lei
Alle 19 e 40 Floris si mette lì, legge i suoi cartoncini con la visibile concentrazione di certe vallette sanremesi attente a non inciampare sul quindicesimo "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio", e ci offre il suo pensierino sul mondo. Il problema che il pensierino interessi solo chi lo formula non se lo pone mai nessuno: mica dovrà cominciare il povero Floris.
Ieri ha detto che ha ammirato molto i genitori di James Foley che hanno detto d'essere orgogliosi del figlio. L'avesse scritto su Twitter, come la più parte di quelli che hanno un pensierino sul mondo, qualcuno gli avrebbe risposto "E cos'altro avrebbero mai dovuto dire, di grazia?". Ma se ti piaci abbastanza da pretendere un programma televisivo, per dire il pensierino, e lo dici con la convinzione con cui Bridget saliva sulla bilancia, le regole del romanzo dicono che prima o poi avrai diritto a un lieto fine fatto di numeri giusti.
Twitter: @lasoncini