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Le donne precipitate nel medioevo dell'Is

di FRANCESCA CAFERRI

1 minuti di lettura
Un articolo apparso nei giorni scorsi sul settimanale americano The Atlantic ha acceso i riflettori come mai prima d'ora sull'ideologia che sta dietro alle azioni dell'Is.

Graeme Wood, autore del pezzo che ha ricevuto centinaia di commenti sul sito della rivista ed è stato ripreso da tutti i maggiori media Usa, sostiene che dietro alle azioni dei seguaci di al Baghdadi ci sia una forma estrema di conservatorismo religioso, che si richiama, spesso in maniera letterale, ad alcune delle parole del Corano e della Sunnah, la tradizione musulmana. Non è barbarie dunque quella che ci ritroviamo ad affrontare in questi giorni, ma piuttosto medioevo religioso, un progetto solido di ritorno indietro ben più conservatore e chiuso di quello di Al Qaeda.

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La teoria di Wood è sposata in pieno da Mia Bloom, forse la maggiore esperta al mondo di terrorismo femminile. Di fronte al proliferare di immagini femminili legate a Is, Bloom avverte: "Le donne dell'Is stanno facendo un passo indietro rispetto ad Al Qaeda. Nel gruppo fondato da Osama Bin Laden avevano trovato un ruolo, anche se drammatico: sotto la guida di al Zarqawi in Iraq erano diventate membri attivi dell'organizzazione, responsabili di terribili azioni terroristiche. Nell'Is questo non accade: le donne sono usate come figurine nella propaganda contro gli occidentali. Ma nella vita reale il loro ruolo è quello di fungere da "esca" e da elemento di stabilizzazione per i combattenti, soprattutto stranieri: vengono date in sposa a chi arriva dall'estero, così da incentivarlo a rimanere nel califfato e a creare una famiglia che poi servirà agli interessi della causa. Questa è la loro funzione, molti passi indietro rispetto a quella degli uomini. Sottomissione è la parola chiave". Medioevale, come tutto il resto.
Twitter: @francescacaferr