Quest'anno alcuni scrittori e scrittrici si sono rifiutati di partecipare al Gala di uno dei più importanti premi per la narrativa, il Pen/Faulkner, perché per la categoria libertà di espressione era stato scelto Charlie Hebdo, ritenuto da questi scrittori e scrittrici un giornale intollerante e islamofobo e quindi non degno di essere premiato. All'inizio i dissidenti erano solo sei (Peter Carey, Michael Ondaatje, Francine Prose, Teju Cole, Rachel Kushner e Taiye Selasi) adesso sono circa 200.
Dal momento che la loro posizione mi sembrava evidentemente insostenibile, vigliacca e persino pericolosa, ho pensato che forse non avevo capito bene. Così ho provato a ragionare in maniera diversa.
L'indice di Parla con lei su RSera
Io ho difficoltà con il reato di vilipendio alla religione. Quale religione? Tutte? O solo le più importanti? E fino a quale, la quarta, la settima per numero di praticanti? Ogni divinità ai miei occhi miopi è ugualmente incredibile, e quindi rispettabile e quindi, più semplicemente, affrancabile da una tutela che la distingua dalla mamma, la patria, il capo ufficio.
Per dire: fatico molto a capire per quale ragioni qualcuno dovrebbe trovare intollerabile una vignetta su Maometto, o su Gesù.
Così ho sostituito il soggetto. Ho pensato: una rivista satirica che si accanisse contro le donne e il femminismo, in maniera volgare e maschilista, mi farebbe arrabbiare? Moltissimo!
Se qualcuno entrasse nella sede di questo giornale e uccidesse dodici di quei luridi maschilisti, io scenderei in piazza per manifestare, il giorno dopo? E soprattutto: darei ai superstiti un premio per la loro libertà di espressione che mi fa schifo?
Mille volte sì.
Perché questo è l'Occidente, laico impuro e imperfetto nel quale sono cresciuta, che amo e che voglio difendere proprio perché imperfetto, impuro e, faticosamente, laico.
Twitter: @elenastanka
Dal momento che la loro posizione mi sembrava evidentemente insostenibile, vigliacca e persino pericolosa, ho pensato che forse non avevo capito bene. Così ho provato a ragionare in maniera diversa.
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Io ho difficoltà con il reato di vilipendio alla religione. Quale religione? Tutte? O solo le più importanti? E fino a quale, la quarta, la settima per numero di praticanti? Ogni divinità ai miei occhi miopi è ugualmente incredibile, e quindi rispettabile e quindi, più semplicemente, affrancabile da una tutela che la distingua dalla mamma, la patria, il capo ufficio.
Per dire: fatico molto a capire per quale ragioni qualcuno dovrebbe trovare intollerabile una vignetta su Maometto, o su Gesù.
Così ho sostituito il soggetto. Ho pensato: una rivista satirica che si accanisse contro le donne e il femminismo, in maniera volgare e maschilista, mi farebbe arrabbiare? Moltissimo!
Se qualcuno entrasse nella sede di questo giornale e uccidesse dodici di quei luridi maschilisti, io scenderei in piazza per manifestare, il giorno dopo? E soprattutto: darei ai superstiti un premio per la loro libertà di espressione che mi fa schifo?
Mille volte sì.
Perché questo è l'Occidente, laico impuro e imperfetto nel quale sono cresciuta, che amo e che voglio difendere proprio perché imperfetto, impuro e, faticosamente, laico.
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