La rivoluzione si fa senza dichiararla, e trasversalmente. I primi due assalti alla lagnosità nazionale sono andati in onda sabato della settimana scorsa, alla semifinale di Amici, e l'altroieri, in quello specchio che si frammenta e riverbera autisticamente che è Internet.
Ha cominciato Roberto Saviano, raccontando di una ragazzina, un'orfana della Sierra Leone che ha realizzato la sua ambizione: fare la ballerina. Non dico "ha realizzato il suo sogno" perché un'altra donna nera che ha realizzato un'ambizione impossibile - quella di diventare l'autrice televisiva di maggior successo al mondo - mi ha insegnato che non bisogna sognare: bisogna fare, ha spiegato in mille occasioni Shonda Rhimes, che da Grey's Anatomy in poi ha ridefinito il concetto di romanzo d'appendice e qualcosina sul realizzare il proprio talento la saprà pure.
L'indice di Parla con lei su RSera
Saviano racconta la commoventissima storia della ballerina, e poi conclude nel modo più asciutto e sovversivo: invitando il pubblico a non fare la lagna. A puntare sul proprio talento, ammesso che ci sia, invece che sulla confortevole convinzione che il mondo sia ingiusto, gli altri siano tutti raccomandati, e tanto valga lamentarsi.
Qualche giorno dopo, a un incontro con gli universitari a Firenze, Lorenzo Jovanotti applica lo stesso principio. Dice che negli Stati Uniti ha visto tanti ragazzini lavorare ai festival musicali senza compenso, per fare esperienza; che anche lui da piccolo l'ha fatto; e che, in sostanza, la vita è fatta in bassissima percentuale di ciò che ti accade, e moltissimo di come prendi ciò che ti accade. Che è meglio se, da esperienze di formazione quali sono i primi goffi tentativi di imparare a fare qualcosa e diventare abbastanza bravi da farci poi pagare per farlo, si trae forza e non lagna.
Era solo il video di un incontro all'università, e ha fatto più scandalo dello stesso concetto esposto in una puntata del varietà più visto dell'anno. È bello pensare che sia perché il diritto costituzionale alla lagna viene praticato sui social degli adulti, e non tra i tredicenni che guardano Amici. È bello pensare che, se Saviano può dire "Non si lasci vincere il lamento, ma invece lasciamo vincere il talento" senza prendersi migliaia di che-ne-sai-tu-che-sei-ricco, è perché i tredicenni sono meno scemi di noi, e per la rivoluzione c'è una qualche speranza.
Twitter: @lasoncini
Ha cominciato Roberto Saviano, raccontando di una ragazzina, un'orfana della Sierra Leone che ha realizzato la sua ambizione: fare la ballerina. Non dico "ha realizzato il suo sogno" perché un'altra donna nera che ha realizzato un'ambizione impossibile - quella di diventare l'autrice televisiva di maggior successo al mondo - mi ha insegnato che non bisogna sognare: bisogna fare, ha spiegato in mille occasioni Shonda Rhimes, che da Grey's Anatomy in poi ha ridefinito il concetto di romanzo d'appendice e qualcosina sul realizzare il proprio talento la saprà pure.
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Saviano racconta la commoventissima storia della ballerina, e poi conclude nel modo più asciutto e sovversivo: invitando il pubblico a non fare la lagna. A puntare sul proprio talento, ammesso che ci sia, invece che sulla confortevole convinzione che il mondo sia ingiusto, gli altri siano tutti raccomandati, e tanto valga lamentarsi.
Qualche giorno dopo, a un incontro con gli universitari a Firenze, Lorenzo Jovanotti applica lo stesso principio. Dice che negli Stati Uniti ha visto tanti ragazzini lavorare ai festival musicali senza compenso, per fare esperienza; che anche lui da piccolo l'ha fatto; e che, in sostanza, la vita è fatta in bassissima percentuale di ciò che ti accade, e moltissimo di come prendi ciò che ti accade. Che è meglio se, da esperienze di formazione quali sono i primi goffi tentativi di imparare a fare qualcosa e diventare abbastanza bravi da farci poi pagare per farlo, si trae forza e non lagna.
Era solo il video di un incontro all'università, e ha fatto più scandalo dello stesso concetto esposto in una puntata del varietà più visto dell'anno. È bello pensare che sia perché il diritto costituzionale alla lagna viene praticato sui social degli adulti, e non tra i tredicenni che guardano Amici. È bello pensare che, se Saviano può dire "Non si lasci vincere il lamento, ma invece lasciamo vincere il talento" senza prendersi migliaia di che-ne-sai-tu-che-sei-ricco, è perché i tredicenni sono meno scemi di noi, e per la rivoluzione c'è una qualche speranza.
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