Ha tre poltrone (Comitato italiano paralimpico, assessore allo sport e agli stili di vita del Comune di Roma, neopresidente del settore giovanile e scolastico della Figc). Ma Luca Pancalli non ne trascura nessuna. Come? Lavorando dal mattino sino a tarda sera. L'ultima nomina, come detto, è stata quella del settore giovanile, settore-chiave per il mondo del calcio. Ottima scelta, quella di Abete. Pancalli ha preso il posto di Gianni Rivera, il Mito, che si è trasferito a Coverciano dove adesso si occupa del settore tecnico di cui si era occupato poco (per tanti motivi) un altro Mito del nostro calcio, Robi Baggio.
Presidente Pancalli, soddisfatto dei suoi primi giorni di lavoro con i ragazzi?
"Mi è piaciuto molto il clima con cui sono stato accolto. I sentimenti per fortuna contano ancora. Sono tante le buone cose che si fanno nel territorio e non si conoscono molto. Ad esempio l'iniziativa partita dal Piemonte con i ragazzini che si arbitrano da soli. E' bellissima, fortemente educativa".
Cosa la preoccupa di più?
"L'abbandono scolastico di tanti baby-calciatori: illusi dal sogno del guadagno, dalle pressioni della faniglia, lasciano gli studi dopo i 14-15 anni. Negli altri sport non succede. Ma ho in mente qualcosa".
Cosa?
"Visto che esistono le università telematiche, e posso dire che funzionano bene anche se io all'inizio ero scettico, perché non pensiamo anche ai licei telematici? In questo modo i ragazzi potrebbero studiare in ritiro, al college, e non abbonderebbero gli studi. D'altronde, soli i grandi club possono permettersi certe organizzazioni. Ho già preso contatto col ministero e con alcuni presidenti".
E i genitori? A volte sono loro il problema.
"E' vero, vanno coinvolti di più. Spiegando loro che non solo 1 su mille ce la fa, ma forse su un milione. Ma i genitori con cui ho parlato, ritengono che i loro figli siano dei campioni. Il ruolo del settore giovanile è strategico: abbiamo una responsabilità civile e sociale. Penso quindi ad alleanze con le famiglie. Per questo vorrei anche che ci siano anche scuole calcio col bollino blu, dove si va in assoluta tranquillità".
Come si risolve il problema del razzismo?
"Le norme, pur sacrosante, non bastano. E nemmeno, come in Inghilterra, possiamo pensare ad arresti allo stadio e processi il giorno dopo. L'unica soluzione? Che i tifosi civili prendano le distanze con questa gente che crea danni, e ingenti, anche a loro. Basta pensare a chi ha fatto l'abbonamento. Un applauso coprirebbe i cori razzisti. E' successo con l'Ucraina: gli idioti che fischiavano l'inno ucraino, sono stati sommersi dagli applausi. E di loro non si è accorto più nessuno".
Una buona notizia: riapre il Sant'Elia
Una buona notizia: riapre il Sant'Elia. Il Cagliari potrà finalmente giocare in casa. Finito il calvario a Trieste. I calciatori avevano minacciato lo sciopero. Per ora il Sant'Elia avrà una capienza ridotta, 5000 posti. Meglio di niente, i tifosi sardi finalmente potranno vedere dal vivo, e non in tv, la loro squadra. E i soldi buttati via per Is Arenas?
Una brutta notizia: Giampaolo si è pentito
Una brutta notizia: Giampaolo si pente e fa retromarcia. Davanti alla Digos, sostiene che lui non si è dimesso dal Brescia per colpa dei tifosi violenti, ma ci sono stati altri motivi. Strano, aveva detto e fatto capire il contrario. Era diventato quasi un eroe. Ora è un pentito, forse per paura. D'altronde, un indizio c'era: pur avendo fama di uomo tutto d'un pezzo Giampaolo si era guardato bene dal dimettersi quando il suo vice, Gallo, aveva dovuto rinunciare ad andare a Brescia per minacce (quelle vere) dei tifosi che gli rimproverano un passato atalantino (la famosa discriminazione territoriale). Nel frattempo, la Digos bresciana che ha fatto? Niente.
Sci alpino, i campioni Fiamme Gialle puntano a Sochi 2014
Il Centro Sportivo della Guardia di Finanza ha presentato a Montegrotto la stagione agonistica invernale 2013-2014 che vedrà come protagonisti gli atleti in forza al Gruppo Sciatori Fiamme Gialle. All'appuntamento erano presenti numerose autorità del mondo sportivo, tra cui il presidente della FISI Flavio Roda, il presidente della FISG Giancarlo Bolognini e la presidente della FISIP Tiziana Nasi. A rappresentare i colori gialloverdi, insieme al Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, Gen. B. Domenico Campione, c'era la gran parte degli atleti di spicco degli sport invernali che hanno già iniziato o che si accingono a prendere parte ai numerosi ed impegnativi appuntamenti nel programma agonistico invernale 2013/2014 dello sci alpino, dello sci di fondo, del biathlon, della combinata nordica, del salto con gli sci e del pattinaggio sul ghiaccio. L'attività agonistica invernale, come è noto, conoscerà il proprio apice nei mesi di febbraio e marzo 2014 durante i XXII Giochi Olimpici e gli XI Giochi Paralimpici Invernali in Russia, a Sochi.
La Lega Pro ad Abodi:"Perché non fa la riforma della B?"
Lega di serie B e Lega Pro sul piede di guerra (ballano 55 milioni circa di diritti tv). Ecco la replica del direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, al presidente della B, Abodi (vedi Spy Calcio del 15 ottobre): "Non comprendo cosa voglia dire Andrea Abodi quando afferma che la Lega Pro non sa stare insieme agli altri. Comunque chieda intorno e scoprirà che tutti dialogano con noi in Italia e nel mondo ed è vero così tanto che spesso scopriamo che veniamo ' copiatì in molte iniziative e proposte (lo diciamo senza supponenza e felici che avvenga questo). I nostri amici Beretta e Lotito sono dirigenti di grande valore , teniamo molto al loro giudizio. A me non risulta quanto riferito. Anche se , riferito così, è come cercare una validazione delle cose che si pensano in proprio e si tema che non abbiano peso sufficiente se non avallate da qualcun altro!". E così continua:" Per quanto riguarda la riforma dei campionati, la Lega Pro l'ha realizzata dopo una lunghissima querelle da anni portata avanti dal presidente Mario Macalli e se fosse stato seguito il calcio starebbe meglio. La Lega Pro la riforma l'ha realizzata perché la crisi obbligava a farlo e non si poteva più stare ad aspettare chi troppo declama e poco fa. La serie B vuol fare la riforma? Bene, ma sia chiaro una cosa, se si pensa di far pagare la riduzione da 22 a 20 alla Lega Pro, quel qualcuno ha sbagliato e non si appresti a scaricare le proprie contraddizioni su di noi. Spero di sbagliarmi. Infine la questione Melandri, si è vero che vorremmo di più , e quale sarebbe la colpa o il delitto? Se Macalli avesse accettato i consigli di chi reputava la Lega Pro un soggetto che non considera ' il sistema calcio', la Lega Pro avrebbe avuto nel 2012 per i suoi club lo 0,5% dei proventi tv sul 10% totale . Tutti debbono capire che i nostri diritti vogliamo farli rispettare. Tutti o molti dicevano che eravamo pazzi o distruttori e invece abbiamo avuto ragione. Ultima chiosa, a febbraio 2013 abbiamo scritto al presidente Abodi per un tavolo di trattativa e il presidente si è degnato di risponderci a luglio 2013 , a tempo scaduto e per questo abbiamo intrapreso la strada del Tnas". Finirà così, in tribunale: peccato non abbiano voluto Abete come mediatore.
Presidente Pancalli, soddisfatto dei suoi primi giorni di lavoro con i ragazzi?
"Mi è piaciuto molto il clima con cui sono stato accolto. I sentimenti per fortuna contano ancora. Sono tante le buone cose che si fanno nel territorio e non si conoscono molto. Ad esempio l'iniziativa partita dal Piemonte con i ragazzini che si arbitrano da soli. E' bellissima, fortemente educativa".
Cosa la preoccupa di più?
"L'abbandono scolastico di tanti baby-calciatori: illusi dal sogno del guadagno, dalle pressioni della faniglia, lasciano gli studi dopo i 14-15 anni. Negli altri sport non succede. Ma ho in mente qualcosa".
Cosa?
"Visto che esistono le università telematiche, e posso dire che funzionano bene anche se io all'inizio ero scettico, perché non pensiamo anche ai licei telematici? In questo modo i ragazzi potrebbero studiare in ritiro, al college, e non abbonderebbero gli studi. D'altronde, soli i grandi club possono permettersi certe organizzazioni. Ho già preso contatto col ministero e con alcuni presidenti".
E i genitori? A volte sono loro il problema.
"E' vero, vanno coinvolti di più. Spiegando loro che non solo 1 su mille ce la fa, ma forse su un milione. Ma i genitori con cui ho parlato, ritengono che i loro figli siano dei campioni. Il ruolo del settore giovanile è strategico: abbiamo una responsabilità civile e sociale. Penso quindi ad alleanze con le famiglie. Per questo vorrei anche che ci siano anche scuole calcio col bollino blu, dove si va in assoluta tranquillità".
Come si risolve il problema del razzismo?
"Le norme, pur sacrosante, non bastano. E nemmeno, come in Inghilterra, possiamo pensare ad arresti allo stadio e processi il giorno dopo. L'unica soluzione? Che i tifosi civili prendano le distanze con questa gente che crea danni, e ingenti, anche a loro. Basta pensare a chi ha fatto l'abbonamento. Un applauso coprirebbe i cori razzisti. E' successo con l'Ucraina: gli idioti che fischiavano l'inno ucraino, sono stati sommersi dagli applausi. E di loro non si è accorto più nessuno".
Una buona notizia: riapre il Sant'Elia
Una buona notizia: riapre il Sant'Elia. Il Cagliari potrà finalmente giocare in casa. Finito il calvario a Trieste. I calciatori avevano minacciato lo sciopero. Per ora il Sant'Elia avrà una capienza ridotta, 5000 posti. Meglio di niente, i tifosi sardi finalmente potranno vedere dal vivo, e non in tv, la loro squadra. E i soldi buttati via per Is Arenas?
Una brutta notizia: Giampaolo si è pentito
Una brutta notizia: Giampaolo si pente e fa retromarcia. Davanti alla Digos, sostiene che lui non si è dimesso dal Brescia per colpa dei tifosi violenti, ma ci sono stati altri motivi. Strano, aveva detto e fatto capire il contrario. Era diventato quasi un eroe. Ora è un pentito, forse per paura. D'altronde, un indizio c'era: pur avendo fama di uomo tutto d'un pezzo Giampaolo si era guardato bene dal dimettersi quando il suo vice, Gallo, aveva dovuto rinunciare ad andare a Brescia per minacce (quelle vere) dei tifosi che gli rimproverano un passato atalantino (la famosa discriminazione territoriale). Nel frattempo, la Digos bresciana che ha fatto? Niente.
Sci alpino, i campioni Fiamme Gialle puntano a Sochi 2014
Il Centro Sportivo della Guardia di Finanza ha presentato a Montegrotto la stagione agonistica invernale 2013-2014 che vedrà come protagonisti gli atleti in forza al Gruppo Sciatori Fiamme Gialle. All'appuntamento erano presenti numerose autorità del mondo sportivo, tra cui il presidente della FISI Flavio Roda, il presidente della FISG Giancarlo Bolognini e la presidente della FISIP Tiziana Nasi. A rappresentare i colori gialloverdi, insieme al Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, Gen. B. Domenico Campione, c'era la gran parte degli atleti di spicco degli sport invernali che hanno già iniziato o che si accingono a prendere parte ai numerosi ed impegnativi appuntamenti nel programma agonistico invernale 2013/2014 dello sci alpino, dello sci di fondo, del biathlon, della combinata nordica, del salto con gli sci e del pattinaggio sul ghiaccio. L'attività agonistica invernale, come è noto, conoscerà il proprio apice nei mesi di febbraio e marzo 2014 durante i XXII Giochi Olimpici e gli XI Giochi Paralimpici Invernali in Russia, a Sochi.
La Lega Pro ad Abodi:"Perché non fa la riforma della B?"
Lega di serie B e Lega Pro sul piede di guerra (ballano 55 milioni circa di diritti tv). Ecco la replica del direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, al presidente della B, Abodi (vedi Spy Calcio del 15 ottobre): "Non comprendo cosa voglia dire Andrea Abodi quando afferma che la Lega Pro non sa stare insieme agli altri. Comunque chieda intorno e scoprirà che tutti dialogano con noi in Italia e nel mondo ed è vero così tanto che spesso scopriamo che veniamo ' copiatì in molte iniziative e proposte (lo diciamo senza supponenza e felici che avvenga questo). I nostri amici Beretta e Lotito sono dirigenti di grande valore , teniamo molto al loro giudizio. A me non risulta quanto riferito. Anche se , riferito così, è come cercare una validazione delle cose che si pensano in proprio e si tema che non abbiano peso sufficiente se non avallate da qualcun altro!". E così continua:" Per quanto riguarda la riforma dei campionati, la Lega Pro l'ha realizzata dopo una lunghissima querelle da anni portata avanti dal presidente Mario Macalli e se fosse stato seguito il calcio starebbe meglio. La Lega Pro la riforma l'ha realizzata perché la crisi obbligava a farlo e non si poteva più stare ad aspettare chi troppo declama e poco fa. La serie B vuol fare la riforma? Bene, ma sia chiaro una cosa, se si pensa di far pagare la riduzione da 22 a 20 alla Lega Pro, quel qualcuno ha sbagliato e non si appresti a scaricare le proprie contraddizioni su di noi. Spero di sbagliarmi. Infine la questione Melandri, si è vero che vorremmo di più , e quale sarebbe la colpa o il delitto? Se Macalli avesse accettato i consigli di chi reputava la Lega Pro un soggetto che non considera ' il sistema calcio', la Lega Pro avrebbe avuto nel 2012 per i suoi club lo 0,5% dei proventi tv sul 10% totale . Tutti debbono capire che i nostri diritti vogliamo farli rispettare. Tutti o molti dicevano che eravamo pazzi o distruttori e invece abbiamo avuto ragione. Ultima chiosa, a febbraio 2013 abbiamo scritto al presidente Abodi per un tavolo di trattativa e il presidente si è degnato di risponderci a luglio 2013 , a tempo scaduto e per questo abbiamo intrapreso la strada del Tnas". Finirà così, in tribunale: peccato non abbiano voluto Abete come mediatore.