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Sci, arriva la svolta?
Manuela Di Centa si candida

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Nemmeno un oro alle Olimpiadi di Sochi, Malagò è deluso. E ora c'è voglia di rinnovamento. L'ex campionessa di sci da fondo, Manuela Di Centa, come da noi anticipato si candida alla presidenza della Fisi. ''Diventare presidente è una prova difficile, ma entusiasmante. Ce la metterò tutta''. La campionessa olimpica, membro onorario del Cio e della Giunta Coni oltre che ex deputata italiana, è pronta a iniziare una nuova sfida nelle le elezioni per la massima poltrona della Fisi che si terranno il prossimo 12 aprile a Bologna. ''C'è molto da fare per riorganizzare una Federazione importantissima con 16 discipline sportive di cui 9 olimpiche. Ci sono diversi aspetti da migliorare: innanzitutto le relazioni con la base, le società sportive, i comitati regionali e con il vertice della Federazione, per creare una forte leadership internazionale. Sono pronta a mettere a disposizione la mia esperienza'', ha spiegato l'ex azzurra, che in …
Nemmeno un oro alle Olimpiadi di Sochi, Malagò è deluso. E ora c'è voglia di rinnovamento. L'ex campionessa di sci da fondo, Manuela Di Centa, come da noi anticipato si candida alla presidenza della Fisi. ''Diventare presidente è una prova difficile, ma entusiasmante. Ce la metterò tutta''. La campionessa olimpica, membro onorario del Cio e della Giunta Coni oltre che ex deputata italiana, è pronta a iniziare una nuova sfida nelle le elezioni per la massima poltrona della Fisi che si terranno il prossimo 12 aprile a Bologna. ''C'è molto da fare per riorganizzare una Federazione importantissima con 16 discipline sportive di cui 9 olimpiche. Ci sono diversi aspetti da migliorare: innanzitutto le relazioni con la base, le società sportive, i comitati regionali e con il vertice della Federazione, per creare una forte leadership internazionale. Sono pronta a mettere a disposizione la mia esperienza'', ha spiegato l'ex azzurra, che in caso di successo diventerebbe la prima donna alla guida della Fisi (e unica donna presidenza di Federazione, dopo che la Dallari è stata scalzata dalla Federquitazione). La Di Centa sfiderà l'attuale presidente, Flavio Roda, e Pietro Marocco, presidente del Comitato Alpi Occidentali. L'obiettivo, ha spiegato, è ''avere una Federazione per tutti e di tutti, che riparta dalla base e che sia visibile anche ai non addetti ai lavori''. Per l'ex fondista, "è importante ascoltare la voce di tutti quelli che amano gli sport invernali, condividere e mettere a disposizione la propria passione ed esperienza, attraverso anche una forte dose di coraggio''.
 
Supertennis: 182.742 spettatori per la Pennetta!
La finale tra Flavia Pennetta e Agnieszka Radwanska ha ottenuto un ascolto medio di 182.742 su Supertennis, il canale della Federazione di Angelo Binaghi. Un risultato di grande successo, ottenuto nella domenica calcistica. Il picco di ascolto medio si è avuto nel quarto d'ora tra le 20,45 e le 21,00, quando il canale della FIT ha fatto registrare la presenza di 214.794 spettatori (0,75% di share) davanti alla tv. Notevole anche il risultato dello studio conclusivo, che grazie alla partecipazione telefonica del presidente del Coni, Giovanni Malagò; del presidente della FIT, Angelo Binaghi; e di Oronzo Pennetta, si è attestato a oltre 95 mila telespettatori.

Ottimi ascolti per il Processo del Lunedì: share dell'1,25%
Ottimi ascolti per Il Processo del Lunedì, in onda su Rai Sport 1 e condotto da Enrico Varriale: grazie anche al "monday's night", la trasmissione nella seconda parte ha registrato una share dell'1,25%, con 222.000 spettatori. Buoni anche gli ascolti nella prima fase: 0,61% con oltre 175.000 spettatori. La trasmissione ha toccato punte di oltre il 2 per cento di share. Più che soddisfatto Varriale: "Siamo andati bene anche nella prima serata, quando c'era una concorrenza terribile. Segno che il nostro pubblico ci segue e ci apprezza". Questa estate il Processo del Lunedì potrebbe trasformarsi nel Processo dei Mondiali, e andare in onda tutte le sere.

Atletica in crisi: autocritica, tanti centri e l'esame degli Europei
Giovanni Malagò lavora sodo: oggi a Milano, domani a Roma per l'incontro con il ministro Giannini (vedi Spy Calcio del 17 marzo) sull'eterno problema "sport e scuola" : il presidente del Coni nell'ultimo weekend è stato a Formia per un summit sulla situazione dell'atletica. Situazione difficilissima: Malagò ha elogiato lo spirito di autocritica del presidente Alfio Giomi. Il dirigente toscano ha garantito: "Noi siamo strategici e mi fa piacere che il nostro ruolo sia stato riconosciuto dalla commissione che si occupa dei contributi alle Federazioni". Soldi in più quindi per sviluppare i centri territoriali, 38, in tutta Italia e fare il punto questa estate dopo gli Europei di Zurigo. Giomi è un presidente-tecnico, conosce a fondo la situazione dell'atletica, e con il suo staff sta studiando un piano di rilancio. Anche perché a Rio 2016 non manca molto, ormai. Un ruolo-chiave, come sempre, lo avranno i corpi militari. Pur in tempo di spending review, sono di basilare importanza per alcune discipline, non solo l'atletica ma anche gli sport invernali. E le Fiamme Gialle sono in prima fila. Ci spiega il colonnello Vincenzo Parrinello, comandante del Gruppo polisportivo della Guardia di Finanza: "Abbiamo razionalizzato le risorse e mi sembra una cosa giusta e doverosa di questi tempi. Ma il nostro ruolo e il nostro impegno non cambia".