Inutile farsi illusioni: il calcio-spezzatino in futuro aumenterà. Già adesso il campionato di serie A si gioca dal venerdì al martedì (succederà nel prossimo turno): e questo provoca la rabbia di molti tifosi, la gioia delle pay tv e la delusione della Rai. I venti presidenti di serie A si sono assicurati un minimo garantito (ma sperano di crescere) di 5,94 miliardi di euro sino al 2021. Il nuovo contratto tv scatterà dal 2015, e l'assemblea di Lega il 6 maggio approverà il bando d'asta, il primo, quello per i diritti domestici (poi arriveranno i diritti esteri e la Coppa Italia). Le pay tv già adesso la fanno da padrone e la faranno ancora di più in futuro. Sedici sono stati i voti a favore all'accordo con l'advisor Infront nell'assemblea di Lega e che dà il via libera al nuovo contratto: astenute Roma e Torino, assente il Catania del consigliere federale Pulvirenti (complimenti) e anche il Napoli perché De Laurentiis ha fatto il suo solito show (che ormai ha stancato tutti...) e se ne è andato sbattendo la porta. Ma perché il patron del Napoli non si fa rappresentare in Lega da qualcuno un po' tranquillo e che resti sino alle votazioni? Come detto, le pay tv comandano, e questa non è certo una grande scoperta. Ma siccome pagano cifra consistenti (il calcio in chiaro ormai vale ben poco), pretendono anche. E nel prossimo contratto potrebbero aumentare le "finestre", che non sono già poche: si potrebbe giocare anche il pomeriggio del sabato alle 15 (ottimo orario per il mercato asiatico, lo ha suggerito Thohir) o la domenica pomeriggio alle 18. Le gare della domenica alle 15 resterebbero ben poche: e questo danneggia la Rai con le sue trasmissione storiche, da Novantesimo alla Domenica Sportiva (che quest'anno però hanno fatto ascolti ottimi, superando sovente quota 10 per cento).
Ai presidenti va bene così, a loro interessano i soldi delle tv. Se qualcuno proponesse loro di tornare a giocare tutte le gare alla domenica pomeriggio alle 14,30 come un tempo si metterebbero a ridere. Sì, perché le pay non pagherebbero (quasi) nulla. La colpa dei club è stata quella di aver sperperato i soldi dei diritti tv in questi anni pagando stipendi assurdi a calciatori che non li meritavano, spremendo i tifosi e dimenticandosi di investire i soldi negli stadi. Speriamo ci sia un'inversione di tendenza (vedi Spy Calcio del 27 aprile) ma al calcio-spezzatino i club non hanno la benché minima intenzione di rinunciare. E la regolarità del campionato? Nell'ultimo turno della Liga spagnola (stadi pieni), ci sono state solo due partite in contemporanea. Livorno, Sassuolo, Bologna, Chievo e Catania, tutte impegnate nella lotta salvezza, hanno giocato in diversi giorni e diversi orari. E hanno tutte perso. E allora? I tifosi vogliono che i loro presidenti facciano squadre sempre più forti, vogliono i campioni: ma senza i soldi delle tv (e con gli scarsi, almeno per ora, introiti dei botteghini) sarebbe impossibile. E allora, bisognerà rassegnarsi al calcio-spezzatino? Bisogna riportare le famiglie negli stadi, questa deve essere la vera mission delle società.
Milan, per Galliani le prime rate della buonuscita
Pace o forse tregua al Milan fra i due amministratori delegati, Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Difficile fare previsioni su quanto potrà durare: la situazione del club non è per niente facile, anche se Berlusconi senior ha smentito proprio oggi una eventuale cessione (ma non è escluso che qualcuno possa prendere una quota di minoranza). Adriano Galliani del Milan è follemente innamorato ma intanto, per cautelarsi, ha raggiunto con la proprietà un accordo sulla buonuscita. Si parla di 23 milioni di euro (lordi), si dice anche che stia già prendendo le prime rate. Intanto per ora sono congelate le assunzioni di nuovi dirigenti: a cominciare da Michele Uva, ora appezzato dg della Coni Servizi, che era stato contattato perché è (anche) esperto di stadi e il Milan ne vuole uno tutto suo. Ma per ora è fermo. Almeno sino a quando Galliani sarà in sella.
Il presidente Napolitano inaugura la mostra sulla Nazionale azzurra
Il 5 maggio a Roma, Auditorium, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inaugurerà la mostra allestita dalla Figc sulla storia della Nazionale azzurra. "La Nazionale tra emozioni e storia. Un secolo di calcio azzurro", questo il titolo esatto della mostra che sarà aperta al pubblico dal 6 al 27 luglio. Lo scopo è ripercorrere i ripercorrere i 104 anni di storia della Nazionale di calcio, uno dei simboli del nostro Paese. La rassegna accompagnerà l'avventura degli azzurri alla Coppa del Mondo in Brasile.
L'assist di Tommasi a Beretta e Abodi: ora una vera riforma di A e B
Un assist di Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori (Aic), a chi vorrebbe (dovrebbe) fare una seria riforma dei campionati. Il sindacato è pronto ad accettare una riduzione dei club, purché siano "sani". Damiano Tommasi ha anche detto: "Ci vogliono norme di iscrizione più rigorose. Conforta che in Lega Pro nessuno abbia saltato i pagamenti, vedremo se riusciranno tutte ad iscriversi al prossimo campionato. Il rischio che si corre è che qualcuno rimanga fuori". C'è da dire che la Lega Pro-con il presidente Macalli, il vice Pitrolo, il dg Ghirelli e altri dirigenti-ha fatto un ottimo lavoro. Da 90 club si passa, il prossimo anno, a 60 (tre gironi da 20). Un taglio drastico, fatto con convinzione e anche per necessità, visto che i club non ce la facevano più. Vedremo in futuro se 60 club "reggeranno" ma la Lega è molto attiva, e domani a Roma presenta un nuovo, importante sponsor per i playff. Ora tocca alle altre Leghe, quella di A e B studiare una vera riforma, quantomai urgente (in B sono troppe le società in ritardo coi pagamenti). In A non se ne parla, tranne che nei corridoio, di scendere da 20 a 18: ma sarebbe comunque molto difficile. In B il presidente Andrea Abodi è intenzionato a scendere da 22 assurdo) a 20 (meglio sarebbe 18): ora che è tornata la pace, con l'accordo sui diritti tv, è arrivata l'occasione giusta per sedersi ad un tavolo, con Beretta e Macalli.
Radiato a vita in Spagna l'idiota che ha lanciato la banana. E da noi?
L'idiota che ha lanciato una banana a Deni Alves, e ha scatenato in tutto il mondo l'ironia contro i razzisti, è stato espulso a vita dallo stadio El Madrigal. Lo ha deciso il Villareal. In Italia non potrebbe succedere: al massimo il Daspo è di 5 anni. Ma all'estero i club sono proprietari degli stadi e decidono loro chi può fare l'abbonamento. Il prossimo anno, da noi, dovrebbero aumentare sia le telecamere che gli stewards. Così, anche così, si combatte la piaga del razzismo. Con ironia e pugno duro quando serve.
Studio Ghiretti, Danone e la Coppa per i giovani
È entrata nel vivo la quindicesima edizione della Danone Nations Cup, una delle più importanti manifestazioni calcistiche internazionali dedicata a ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, che coinvolge 2,5 milioni di giovani calciatori in 32 Paesi del mondo. L'evento anche quest'anno è organizzato da Danone, che in Italia si avvale della collaborazione del CSI (Centro Sportivo Italiano) e di Studio Ghiretti, lo studio di consulenza in ambito sportivo. La manifestazione, quest'anno, vede la partecipazione di 18mila atleti e 900 squadre.
Record per il Processo del Lunedì, quasi 500.000 spettatori
Record stagionale ieri sera per "Il Processo del lunedì", che ha fatto registrare nella seconda parte una media di 2,49% di share con 468.000 di ascolto, affermandosi il programma più visto tra i canali digitali. La partita della Juve ha favorito il Processo, che nella prima parte della serata (dura tre ore) fa ascolti più bassi. "L'eccezionale risultato mi rende molto orgoglioso del mio gruppo - commenta il conduttore Enrico Varriale - ogni settimana battiamo un nuovo record. Il format, che si sta rivelando un successo, premia anche la scelta del direttore di RaiSport, Mauro Mazza, di ridare vita allo storico programma del lunedì e ci conforta per la prossima sfida quotidiana con il "Processo", in occasione dei Mondiali di Rio".
Ai presidenti va bene così, a loro interessano i soldi delle tv. Se qualcuno proponesse loro di tornare a giocare tutte le gare alla domenica pomeriggio alle 14,30 come un tempo si metterebbero a ridere. Sì, perché le pay non pagherebbero (quasi) nulla. La colpa dei club è stata quella di aver sperperato i soldi dei diritti tv in questi anni pagando stipendi assurdi a calciatori che non li meritavano, spremendo i tifosi e dimenticandosi di investire i soldi negli stadi. Speriamo ci sia un'inversione di tendenza (vedi Spy Calcio del 27 aprile) ma al calcio-spezzatino i club non hanno la benché minima intenzione di rinunciare. E la regolarità del campionato? Nell'ultimo turno della Liga spagnola (stadi pieni), ci sono state solo due partite in contemporanea. Livorno, Sassuolo, Bologna, Chievo e Catania, tutte impegnate nella lotta salvezza, hanno giocato in diversi giorni e diversi orari. E hanno tutte perso. E allora? I tifosi vogliono che i loro presidenti facciano squadre sempre più forti, vogliono i campioni: ma senza i soldi delle tv (e con gli scarsi, almeno per ora, introiti dei botteghini) sarebbe impossibile. E allora, bisognerà rassegnarsi al calcio-spezzatino? Bisogna riportare le famiglie negli stadi, questa deve essere la vera mission delle società.
Milan, per Galliani le prime rate della buonuscita
Pace o forse tregua al Milan fra i due amministratori delegati, Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Difficile fare previsioni su quanto potrà durare: la situazione del club non è per niente facile, anche se Berlusconi senior ha smentito proprio oggi una eventuale cessione (ma non è escluso che qualcuno possa prendere una quota di minoranza). Adriano Galliani del Milan è follemente innamorato ma intanto, per cautelarsi, ha raggiunto con la proprietà un accordo sulla buonuscita. Si parla di 23 milioni di euro (lordi), si dice anche che stia già prendendo le prime rate. Intanto per ora sono congelate le assunzioni di nuovi dirigenti: a cominciare da Michele Uva, ora appezzato dg della Coni Servizi, che era stato contattato perché è (anche) esperto di stadi e il Milan ne vuole uno tutto suo. Ma per ora è fermo. Almeno sino a quando Galliani sarà in sella.
Il presidente Napolitano inaugura la mostra sulla Nazionale azzurra
Il 5 maggio a Roma, Auditorium, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inaugurerà la mostra allestita dalla Figc sulla storia della Nazionale azzurra. "La Nazionale tra emozioni e storia. Un secolo di calcio azzurro", questo il titolo esatto della mostra che sarà aperta al pubblico dal 6 al 27 luglio. Lo scopo è ripercorrere i ripercorrere i 104 anni di storia della Nazionale di calcio, uno dei simboli del nostro Paese. La rassegna accompagnerà l'avventura degli azzurri alla Coppa del Mondo in Brasile.
L'assist di Tommasi a Beretta e Abodi: ora una vera riforma di A e B
Un assist di Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori (Aic), a chi vorrebbe (dovrebbe) fare una seria riforma dei campionati. Il sindacato è pronto ad accettare una riduzione dei club, purché siano "sani". Damiano Tommasi ha anche detto: "Ci vogliono norme di iscrizione più rigorose. Conforta che in Lega Pro nessuno abbia saltato i pagamenti, vedremo se riusciranno tutte ad iscriversi al prossimo campionato. Il rischio che si corre è che qualcuno rimanga fuori". C'è da dire che la Lega Pro-con il presidente Macalli, il vice Pitrolo, il dg Ghirelli e altri dirigenti-ha fatto un ottimo lavoro. Da 90 club si passa, il prossimo anno, a 60 (tre gironi da 20). Un taglio drastico, fatto con convinzione e anche per necessità, visto che i club non ce la facevano più. Vedremo in futuro se 60 club "reggeranno" ma la Lega è molto attiva, e domani a Roma presenta un nuovo, importante sponsor per i playff. Ora tocca alle altre Leghe, quella di A e B studiare una vera riforma, quantomai urgente (in B sono troppe le società in ritardo coi pagamenti). In A non se ne parla, tranne che nei corridoio, di scendere da 20 a 18: ma sarebbe comunque molto difficile. In B il presidente Andrea Abodi è intenzionato a scendere da 22 assurdo) a 20 (meglio sarebbe 18): ora che è tornata la pace, con l'accordo sui diritti tv, è arrivata l'occasione giusta per sedersi ad un tavolo, con Beretta e Macalli.
Radiato a vita in Spagna l'idiota che ha lanciato la banana. E da noi?
L'idiota che ha lanciato una banana a Deni Alves, e ha scatenato in tutto il mondo l'ironia contro i razzisti, è stato espulso a vita dallo stadio El Madrigal. Lo ha deciso il Villareal. In Italia non potrebbe succedere: al massimo il Daspo è di 5 anni. Ma all'estero i club sono proprietari degli stadi e decidono loro chi può fare l'abbonamento. Il prossimo anno, da noi, dovrebbero aumentare sia le telecamere che gli stewards. Così, anche così, si combatte la piaga del razzismo. Con ironia e pugno duro quando serve.
Studio Ghiretti, Danone e la Coppa per i giovani
È entrata nel vivo la quindicesima edizione della Danone Nations Cup, una delle più importanti manifestazioni calcistiche internazionali dedicata a ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, che coinvolge 2,5 milioni di giovani calciatori in 32 Paesi del mondo. L'evento anche quest'anno è organizzato da Danone, che in Italia si avvale della collaborazione del CSI (Centro Sportivo Italiano) e di Studio Ghiretti, lo studio di consulenza in ambito sportivo. La manifestazione, quest'anno, vede la partecipazione di 18mila atleti e 900 squadre.
Record per il Processo del Lunedì, quasi 500.000 spettatori
Record stagionale ieri sera per "Il Processo del lunedì", che ha fatto registrare nella seconda parte una media di 2,49% di share con 468.000 di ascolto, affermandosi il programma più visto tra i canali digitali. La partita della Juve ha favorito il Processo, che nella prima parte della serata (dura tre ore) fa ascolti più bassi. "L'eccezionale risultato mi rende molto orgoglioso del mio gruppo - commenta il conduttore Enrico Varriale - ogni settimana battiamo un nuovo record. Il format, che si sta rivelando un successo, premia anche la scelta del direttore di RaiSport, Mauro Mazza, di ridare vita allo storico programma del lunedì e ci conforta per la prossima sfida quotidiana con il "Processo", in occasione dei Mondiali di Rio".