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Milano-Cortina 2026, una Olimpiade a caro prezzo...

Andrea Abodi
Andrea Abodi (ansa)
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Stando al sito ww.simico.it (Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026 Spa) per i Giochi invernali sono necessari 73 interventi, fra essenziali-indifferibili (26) ed essenziali (47). Il costo, per ora, è stato fissato in 2 miliardi 687.821 euro: ma di sicuro non basteranno. Si potrebbe sfiorare, o forse anche superare, quota tre miliardi. Una Olimpiade che alla fine costerà cara, e alcune opere non saranno nemmeno finite: c'è solo da sperare che certi impianti sportivi, come purtroppo successo in passato (vedi Torino 2006), non diventino cattedrali nel deserto, costosi e poi in rovina. Adesso, per fortuna, pare ci sia più attenzione.

I costi sono andati già alle stelle: il Cio il 24 giugno 2019 ha assegnato l'Olimpiade invernale del 2026 a Milano-Cortina (Torino si era persa per strada prima, che errore). Da allora, e sono passati non pochi anni, non è stato fatto quasi nulla, almeno per quanto riguarda le infrastrutture, mentre la parte sportiva con la Fondazione olimpica guidata da Giovanni Malagò solo da poco ha iniziato a marciare con un passo... olimpico. In tutti questi anni i costi, per via del Covid, dell'inflazione e magari anche della speculazione, sono andati alle stelle, ecco perché 2 miliardi e mezzo non basteranno. Il governo dovrà di nuovo intervenire: c'è da dire che soltanto ultimamente c'è stato un cambio di passo. Prima le Olimpiadi erano state messe quasi in un cantuccio. Il sito governativo Simico dovrebbe avere il dono della trasparenza ma in realtà non è aggiornatissimo sull'andamento dei lavori (lenti).

La cabina di regia voluta (finalmente) dall'attuale governo Meloni si riunirà di nuovo il 30 maggio a Palazzo Chigi: secondo alcune fonti i costi dovrebbero essere aggiornati e sarà quindi necessario un altro Dpcm che possa immettere nelle casse altri soldi pubblici, quasi 200 milioni.Alcune opere, fra cui le varianti di Cortina e Longarone, non saranno di sicuro pronte fra tre anni, e questo potrebbe creare problemi: verranno ultimate chissà quando. Una occasione sprecata.

"Le notizie dei ritardi nei cantieri per le Olimpiadi Milano- Cortina sono preoccupanti. Bisogna recuperare il tempo perso, per garantire che le opere siano portate a compimento nei tempi previsti. Non possiamo perdere questa opportunità chiave per il rilancio dell'economia del nostro territorio": lo ha detto il presidente di Ance Veneto, Paolo Ghiotti. Il fatto che alcune opere partiranno entro l'avvio dei Giochi è una prospettiva, per Ghiotti, "inaccettabile: non devono esserci opere incompiute. Preoccupa anche l'aumento dei costi dei cantieri legato soprattutto all'aumento delle materie prime. Una situazione che non può andare a discapito delle imprese che svolgono i lavori. Come Ance Veneto raccomandiamo a tutte le stazioni appaltanti l'utilizzo del prezziario recentemente approvato dalla Regione Veneto, unico strumento per garantire alle imprese di poter gestire i cantieri con i giusti utili. Ancora una volta ribadiamo un chiaro e secco no alla logica del massimo ribasso. È necessario garantire la qualità delle opere tanto più in un contesto ambientale unico come quello di Cortina d'Ampezzo e del territorio circostante, in un'ottica di sviluppo sociale ed economico post Olimpiade".