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Abodi: “Il Coni deve avere due vicepresidenti”

Andrea Abodi

Andrea Abodi

 (ansa)
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Un vicepresidente under 35 e uno di genere diverso rispetto a quello del presidente eletto: sono le indicazioni del ministro dello Sport, Andrea Abodi, al Consiglio nazionale del Coni a proposito delle elezioni degli organi sportivi, formulate in una lettera inviata oggi al presidente del comitato olimpico, Giovanni Malagò. Ora Silvia Salis è la presidente vicaria di Malagò.

Domani, venerdì 22 dicembre, cda di Sport e Salute, verranno poi erogati i soldi pubblici alle Federazioni (410 milioni?) da parte di Mezzaroma e Nepi. “Mi aspetto un contributo superiore rispetto allo scorso anno, soprattutto alle luce delle entrate statali”, ha detto Marco Giunio De Sanctis, presidente della Federbocce. Molti suoi colleghi sono sulle stesse posizioni, ma qualcuno domani potrebbe essere deluso. In arrivo anche le linee guida, promesse a febbraio: non ci dovrebbero più essere, secondo Malagò, invasioni di campo. I rapporti fra Coni e Sport e Salute, cui il governo Meloni tiene molto non dovrebbero essere più conflittuali. Approvato lo statuto del Coni.

Argomento olimpico. "La telenovela della pista di slittino, bob e skeleton, finirà al 30 di gennaio. Per il Cio la questione è chiara, definita. Da cittadino italiano dico che se si possono convincere in modo diverso è solo con un progetto chiaro e credibile e che deve essere avallato dalle federazioni internazionali", ha spiegato Malagò.

La vicenda della pista sembra quella del Mes, ha preso ormai una piega politica, con i partiti di maggioranza che non si mettono mai d'accordo fra loro. "Per il resto le cose vanno molto bene, sono molto contento della Fondazione e con piena soddisfazione del Cio su quello che è working in progress. Avete visto i nuovi partner che sono entrati e presto ne arriveranno altri importanti di compagni di viaggio", conclude Malagò. Dopo le Ferrovie dello Stato dovrebbero arrivare l'Enel e le Poste. Gli sponsor ci sono, finalmente, ma quanto tempo è stato perso.
Oggi intanto ultima Giunta Coni e Consiglio Nazionale del 2023. A seguito delle dimissioni avve.ute nella FIGH, Federpallamano, il Coni ha deciso il commissariamento. Il commissario straordinario sarà Francesca Macioce (con vice Elisa Santoni e Chiara Mirabella). La Giunta ha dato il via al primo corso di formazione olimpica intitolato a “Giulio Onesti” e al primo corso di management riservato ai Segretari Federali delle FSN e DSA.

Il segretario generale Carlo Mornati ha sottolineato:“L'Alta Scuola di Specializzazione Olimpica di fatto è un lavoro che parte da lontano. Stiamo ripartendo con la formazione, l’abbiamo caratterizzata, si chiama formazione olimpica volutamente perché in questi anni in cui abbiamo avuto la testa da un’altra parte, sembrava fossero venute meno delle prerogative che invece sono previste dalla legge”.

No dei presidenti alle proposte del ministro

La proposta del ministro Andrea Abodi in Consiglio Nazionale sui vicepresidenti è stata accolta con malumore dei presidenti federali, in merito ai criteri elettorali degli organismi sportivi inseriti nello statuto approvato dall'Autorità vigilante e con cui sono stati definiti i nuovi principi fondamentali per gli statuti federali. "Ci sono dei punti che fatichiamo ad accettare. Hai accennato agli under 35, ma noi fatichiamo a trovare persone che sacrificano il loro tempo gratuitamente. E lo stesso sulla parità di genere. Sono principi belli, ma di difficile attuazione.

"Sono contrario", ha dichiarato il presidente della Fise, Marco Di Paola. Sulla stessa linea anche il presidente della Fip, Gianni Petrucci: "e meno male che bisognava rispettare l'autonomia dello sport. Sono assolutamente contrario a questi principi, fate come volete, imponeteli se volete".

Contrarietà è stata espressa anche dal presidente della Fick, Luciano Buonfiglio: "Spero di aver capito bene e che questi siano solo suggerimenti. La cultura non si impone, si costruisce. Tocca a noi costruire nel quotidiano la parità di genere e la crescita dei giovani". Mentre il presidente della Fisr, Sabatino Aracu, ha detto: "Ascoltate questo tavolo, è qui che possono uscire consigli utili per il mondo dello sport". Mentre Silvia Salis, vicepresidente vicario del Coni proseguito: "Credo che le proposte del ministro Abodi siano importanti, vanno seguite come senso di ispirazione". Malagò ha detto comunque che non si voteranno adesso. "La Fitav ha da anni un vicepresidente donna (Emanuela Croce Bonomi, ndr) e come Issf, la Federazione mondiale, abbiamo 4 vicepresidenti di cui due sono donne. Queste cose come la parità di genere devono essere meritate, ma anche favorite. Quanto alla questione dell'altro vicepresidente, che dovrebbe essere un under 35, io dico che si tratta di un'imposizione che diventa violenza", parere duro quello di Luciano Rossi, n.1 della Federazione italiana tiro a volo, e anche di quella mondiale del tiro (Issf). “Oltretutto in qualche Federazione - aggiunge Rossi - si verificherebbe qualche criticità, come oggi ha fatto presente il mio collega delle bocce Giunio De Sanctis. Io sapevo che dovevano esserci due under 35 nei consiglio delle varie Federazioni, ora a proposito di questa nuova indicazione sul vicepresidente assolutamente verificheremo se sia effettivamente così". "Ma è un momento particolare - dice ancora il numero uno della Fitav -, con queste leggi che stanno facendo, come quello sul lavoro sportivo, che ritengo siano delle ingerenze della politica dello sport, di cui si sta ledendo l'autonomia, come ha detto anche Gianni Petrucci. È una riforma nata male, che porterà alla decimazione delle Asa, le associazioni dilettantistiche che non potranno adeguarsi. Vivono di volontariato e della passione di molti, e ora dovranno fare perfino le buste paga dei rimborsi spese e colpire con la ritenuta del 20% premi che magari sono di 20 o 30 euro. Ma come si fa? Malagò oggi ci ha raccontato che all'Aniene hanno i migliori commercialisti e fiscalisti d'Italia e nemmeno loro riescono a venirne a capo".

Insomma, fra Abodi e i presidenti lo scontro è sempre più duro. I presidenti Urso, Buonfiglio e Cito avevano consigliato il ministro di non varare adesso la riforma del lavoro sportivo ma di aspettare almeno sei mesi: Abodi invece è andato dritto per la sua strada e adesso molte Federazioni sono nei guai. Lo scontro col governo è sempre più evidente. E domani arrivano i contributi alle Federazioni, Abodi ha garantito che ”non ci saranno grandi modifiche, il modello sarà più trasparente e intellegibile”. Si vedrà cosa diranno le Federazioni.

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