Il bando d'asta è scaduto stamani. “Abbiamo ricevuto una offerta per la pista di bob di Cortina, adesso verificheremo di cosa si tratta” ha detto Luca Zaia, governatore del Veneto. Lo scorso anno, prima di ritirarsi, avevano manifestato interesse la Webuild, ex Salini, e la Pizzarotti (oltre a una società svizzera). Ad accettare le condizioni del bando oggi è stata la Pizzarotti, grande impresa di costruzioni di Parma, 114 anni di storia e che lavorato in venti Paesi del mondo. Silenzio da parte della Simico, la società infrastrutture di Milano-Cortina 2026 che è la stazione appaltante e che ha progettato l'opera. Ora le verifiche della fase endoprocedimentale del bando d'asta. Ma ci vorranno pochi giorni per decidere se si farà a Cortina la pista olimpica. In questo caso avrebbero vinto soprattutto Salvini e Zaia.
"Abbiamo una offerta per il bob": al termine di una conferenza stampa, con un vero colpo di scena, Luca Zaia, legge a voce alta questo messaggio arrivato poco dopo mezzogiorno al suo cellulare. "È da verificare" e il presidente del Veneto giura in diretta di non saperne di più. "Abbiamo una offerta per il bob - rilegge Zaia - non so chi sia, non so niente", anche perché la procedura non la gestisce la Regione, quindi ora "cercheremo di capire". Ma la partita vera è anche "convincere il Cio che quella è la sede", cioè Cortina. Ma tutto a suo tempo: prima bisogna "verificare la mia fonte, perché è una fonte che devo verificare... Magari ha sentito in giro" della cosa, smorza Zaia.
Poi, a margine, alla domanda sulla ripresa di chance per Cortina: "Sembra di sì non è un progetto che governiamo noi. Cercheremo di capire se un'azienda" che può costruire l'impianto (dopo che i precedenti tentativi erano andati a vuoto), "c'è, se l'azienda c'è e ha titolo e tutti i requisiti" e assicura le "garanzie" necessarie. Poi, prosegue, "potremo dire che, se il Cio accetterà, ma dovremo capire anche questo in base alle garanzie che verranno date sulla tempistica", la strada di Cortina può essere meno in salita rispetto all'obiettivo di ospitare queste gare, e il bob "si potrà realizzare".
Ma è stata una farsa, comunque. O una tarantella (secondo Malagò). Di sicuro una vicenda politica. Lega per Cortina, Forza Italia e Pd per Cesana. Si aspetta il Cio. Il nuovo bando di Cortina light parla di passare dagli 807 giorni di lavori, previsti nel primo bando andato deserto il 31 luglio dello scorso anno, a 685, un taglio notevole che consente anche un notevole risparmio alle ditte costruttrici. Tempi, comunque, molto stretti e ad alto rischio in caso di eventi avversi. La cifra è la stessa, 81 milioni che diventano 118 con altri 36 milioni di spese fra Iva, progettazione, eccetera. Ma sono stati tolti parcheggi, tribune, bar, in modo da rendere il bando più appetibile. Non costa poco, comunque, questo impianto ricostruito sui ruderi della famoso pista Eugenio Monti dei Giochi cortinesi del 1955, anche perché poi mantenere una pista da bob, a Giochi finiti, costerebbe un milione di gestione all'anno, e già il sindaco di Cortina, il nuovo sindaco Lorenzi (“oggi è un giorno di sole” ha detto) in lite con quello vecchio Ghedina, si lamenta e cerca fondi a destra e manca. Protestano i Verdi. La legacy olimpica, si sa, è un problema soprattutto per discipline poco frequentate. Un bob costa 20.000 euro e l'attività, almeno in Italia, è limitata a pochi atleti dei corpi militari.
Ora Malagò dovrà convincere il Cio (ma essendo una opera pubblica verrebbe costruita a prescindere dall'ok del Cio): parlerà con Bach in questi giorni a Seul. Poi cda della Fondazione olimpica il 30 gennaio. C'è stata la fumata bianca auspicata da più parti (vedi Spy Calcio del 16 gennaio) anche se la vicenda deve ancora concludersi. Il Cio ha confermato oggi che una decisione verrà presa “entro il 31 gennaio”. "La nostra posizione è inequivocabile. Fin dall'inizio abbiamo ritenuto che questa sede (riferimento alla pista in Italia, ndr) fosse estremamente complessa in termini di costi, futuro e tempistiche. Abbiamo promosso l'utilizzo di una pista esistente". Vale a dire St.Moritz, Svizzera, 40 chilometri da Livigno. Ma a questo punto potrebbero esserci le condizioni per restare in Italia, se il Cio è d'accordo.
Olimpiadi giovanili invernali: 74 azzurri in cerca di medaglie
È tutto pronto nella provincia di Gangwon in Corea del Sud per ospitare la quarta edizione dei Giochi olimpici invernali giovanili, ovvero under 18 anni. L'evento che si aprirà domani, venerdì 19 gennaio, con la cerimonia d'apertura che si svolgerà contemporaneamente al Gangneung Oval e al PyeongChang Dome vedrà impegnati circa 1.900 atleti, 74 italiani. L'evento si svolgerà in gran parte negli impianti che nel febbraio ospitarono le Olimpiadi di PyeongChang. Il presidente del Cio, Thomas Bach nel corso della sua visita al Villaggio olimpico, parlando di questi Giochi giovanili ha detto che "sono destinati a costruire una nuova eredità per la prossima generazione di atleti". L'Italia Team sarà presente con 44 atleti tesserati per la Federazione Italiana Sport Invernali e 30 per la Federazione Sport del Ghiaccio. Se a Losanna 2020, prima edizione invernale caratterizzata dalla parita' di genere, le azzurre furono 34 su 67, quest'anno le atlete saranno 42 (il 56,75% della spedizione) mentre i maschi 32. Su 15 discipline sportive, almeno un atleta italiano sarà presente in 13 (non ci saranno azzurri solo nel bob e nello skeleton).
Portabandiera la sedicenne promessa del freestyle Flora Tabanelli. Particolarità dell'Italia Team la presenza di numerosi figli d'arte, soprattutto nello slittino. Saranno presenti Manuel Weissensteiner, figlio di Gerda Weissensteiner, olimpionica a Lillehammer 1994 e portabandiera azzurra a Nagano 1998, Leon Haselrieder, il cui padre Oswald vinse il bronzo a Torino 2006, e Alexandra Obertstolz, figlia di Christian, che ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi, e di Anastasija Oberstolz-Antonova, una presenza olimpica con l'Italia a Torino 2006. Tra i figli d'arte figurano anche Stella Giacomelli che, rispetto al papà Guido, campione europeo di sci alpinismo, si misurerà nel fondo, Rebecca Mariani, figlia di Marco, azzurro della Nazionale di curling presente a Torino 2006 e Marco Pinzani che porta avanti la tradizione di famiglia nelle discipline nordiche. A Gangwon anche Emily Innocenti che cercherà di ripercorrere le orme della sorella Elisa, oro a Losanna 2020 nel team misto di hockey, i fratelli Anna e Manuel Senoner (nella combinata nordica) e le gemelle Aurora e Nicole Varesco (nell'hockey).