Cattedrali nel deserto. In Italia (secondo l'anagrafe delle opere incompiute da parte del Mit, ministero Infrastrutture e Trasporti) ci sono ad oggi 57 impianti sportivi mai completati, il cui valore complessivo degli interventi è di 732 milioni. Per completarli tutti e 57, ora servirebbero altri 520 milioni (vedi Spy Calcio dell'11 febbraio). Tra questi lo scandalo numero 1 è quello della Cittadella dello sport a Tor Vergata (le famose Vele di Calatrava). Per finire questa opera servirebbero adesso 406 milioni.
Gli impianti sportivi mai completati in tutta Italia, come detto, sono in tutto 57, di cui 43 al Sud ( addirittura 24 in Sicilia), 7 al Centro e 7 al Nord. La causa maggiore per cui non vengono mai finite queste opere sportive è la mancanza di fondi. Altre cause sono il fallimento, la liquidazione coatta e il concordato preventivo dell'impresa appaltatrice, oppure cause tecniche. Ora questo problema che si trascina da anni è all'attenzione del ministro Andrea Abodi e della nuova governance di Sport e Salute, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris. Sono tutti esperti di impiantistica.
Ecco qualche esempio significativo, c'è di tutto (palasport, piscine, autodromi, ecc.):
Sicilia-San Giuseppe Jato: realizzazione di palazzetto dello sport con piscina totale lavori 6.960.000 , realizzato solo il 10%. Servirebbero 5 milioni per completare lavori avviati e poi interrotti a causa dell’impresa (fallita o liquidazione coatta, non è specificato).
Giarre (Ct): realizzazione piscina coperta totale lavori 2.580.000. Lavori solo appaltati poi non avviati per “fallimento o liquidazione” dell’impresa
Lazio-Nettuno: impianto sportivo-complesso natatorio Totale lavori: 2,8 mln €. Lavori avviati ma interrotti per mancanza di fondi
CALABRIA: Taverna (Cz): realizzazione struttura polivalente con piscina comunale Totale lavori: 1,3 milioni. Lavori avviati ma interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione
Campania-Cellole (Caserta): completamento impianto natatorio totale lavori: 3 milioni. Ne servirebbero 1,5 milioni per completare lavori avviati ma interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione
Liguria-Albisola Superiore (Savona): costruzione piscina Totale lavori: 2,5 milioni. Servirebbero 1,8 milioni per completare I lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l'ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi;Lombardia- Cantù: palazzetto dello sport. Totale lavori: 33,6 milioni. Ne servirebbero 29,7 milioni. Fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell'impresa appaltatrice, risoluzione del contratto o recesso dal contatto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia.
Puglia-Racale (Lecce): completamento palazzetto dello sport totale lavori: 3,4 milioni. Ne servirebbero 1,8 milioni. Lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l'opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo.
Sardegna-Arborea (Oristano): realizzazione autodromo per gare formula 3, kart e moto totale lavori: 16,6 milioni. Servirebbero 12,9 milioni. I lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l'opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle opere.
Ozieri (Sassari): costruzione palazzetto dello sport totale lavori: 5 milioni. Servirebbero 2 milioni. I lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l'ultimazione non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi.
Calcagno: “No alla serie A a 18, ma si gioca troppo”
"Serie A a 18 squadre? La riduzione ci vede contrari. Pensiamo prima di tutto a nuove norme su iscrizione al campionato e controlli più forti. Stiamo producendo una montagna di debiti, noi dobbiamo fare in modo che le società non arrivino a usare strumenti che creano storture. Bisogna prima di tutto risanare e poi redistribuire meglio le risorse": così il presidente dell'Aic, l'avvocato Umberto Calcagno, al microfono de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento, la trasmissione di Emilio Mancuso.
"Troppe 100 squadre professionistiche? E' uno specchietto per le allodole perché le 60 squadre di Serie C generano un debito complessivo che non è aumentato ed è inferiore a quello che genera una squadra di serie A. Ci si concentra su situazioni che incidono poco", aggiunge il numero uno dell'Aic che sull'abolizione del Decreto Crescita, sottolinea come sia stato "un passo in avanti che la politica ha fatto per il nostro sistema. Spero che la politica abbia un occhio di riguardo e non poteva essere il Decreto Crescita la soluzione a dare una mano". "Da anni denunciamo le troppe partite e anche i tanti viaggi. Non ci dovrebbe essere scontro su questo ma unità di intenti. Se non tuteliamo la salute dei calciatori il nostro prodotto diventerà più scadente. Sono preoccupato del calendario che avremo nel 2025. Il Mondiale per Club porterà i ragazzi a non fermarsi mai... Non possiamo immaginare che i migliori giocatori al mondo non si fermino mai. Oggi è fuori di dubbio immaginare che i top player possano giocare 70 partite ad alto livello", spiega ancora Calcagno. "C'è un problema di calendario che deve essere risolto a livello internazionale, non domestico. Nessuno vuole ostacolare le nuove competizioni o negare introiti maggiori al sistema, ma dobbiamo capire come redistribuire e tutelare la salute dei grandi campioni. Campionato con playoff o playout? Non sono appassionato dei cambi di format ed è un ragionamento che va fatto con Spagna, Inghilterra, Uefa e Fifa. Per noi la priorità è la salute del calciatore così come un mondo del calcio che ridistribuisca le risorse. La nostra paura è che si crei distacco troppo grande tra le grandi squadre e le altre". Già esiste, basta guardare certi risultati e classifica.
Federbasket: Petrucci, Valori e forse anche un terzo candidato
C'è agitazione nel mondo delle Federazioni sportive con le assemblee elettive che avranno inizio da settembre. Nel basket (vedi Spy Calcio del 25 febbraio) qualcosa si sta muovendo: l'avvocato Guido Valori è pronta a sfidare il presidente attuale Gianni Petrucci che punta ad un altro mandato (è favorito ma deve superare il 66 per cento di consensi con la nuova legge). A Petrucci e Valori potrebbe aggiungersi un terzo candidato, un dirigente con una grossa esperienza nel mondo del calcio e adesso nel basket.