Spycalcio

Lo sport nella scuola, si apre una breccia: “Ora basta alibi”

Lo sport nella scuola, si apre una breccia: “Ora basta alibi”
1 minuti di lettura

Mercoledi alle 16 Sport e Salute, assieme al Ministro Abodi e all'ICSC (Istituto del Credito Sportivo), incontra la Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Sarà l'occasione per presentare lo stato di avanzamento del censimento nazionale degli impianti sportivi, figlio del protocollo d'intesa sottoscritto tra Sport e Salute e Conferenza Regioni nella scorsa primavera, e che oggi può contare già l'apporto di dati per più di 3.000 Comuni. L'incontro sarà utile per sottolineare alle Regioni l'importanza della collaborazione, affinché ci si possa dotare di uno strumento che raccoglierà i dati non solo catastali e tecnici ma anche di fruizione e gestione, che permetterà di avere una fotografia dettagliata dell'esistente, grazie alla quale poter sviluppare un Piano regolatore nazionale dell'impiantistica sportiva e quindi destinare finanziamenti ed investimenti sulla base delle reali esigenze di ogni singolo territorio.

Il rapporto tra Sport e Salute e Regioni si sviluppa anche sul supporto all'accesso alla pratica sportiva (progetti, iniziative e voucher), ma anche nell'azione per portare l'educazione motoria nella scuola, con particolare riferimento alle classi di scuola primaria. Con "Scuola Attiva" nell'anno scolastico 2023-2024 sono stati coinvolti più di 2,5 milioni di studenti, in circa 110mila classi di 11.200 scuole in tutta Italia, grazie al coinvolgimento di più di 40 Federazioni sportive e Discipline sportive associate. "Scuola Attiva Kids" (per la scuola primaria; "Junior" per la scuola secondaria di primo grado) introduce la figura del Tutor Sportivo Scolastico (laureati o laureandi in Scienze Motorie) che nelle 4° e 5° classi affianca gli insegnati di Educazione Motoria, mentre in 2° e 3° classe realizza direttamente l'attività motoria e l'orientamento sportivo. In alcune Regioni (grazie a fondi europei che le Regioni destinano a questo) il progetto coinvolge anche la classe 1° della scuola primaria (Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana) e anche l'ultimo anno della scuola dell'infanzia (Emilia-Romagna, Lombardia). La volontà di aprire una breccia c'è e aiuta il fatto che fra il ministro Abodi e i vertici di Sport e Salute (Marco Mezzaroma presidente e Diego Nepi amministratore delegato) ci sia forte sintonia: “basta alibi” sostengono da Palazzo H, se la scuola prima chiudeva la porta principale allo sport, ora si passa, spiegano, dalla “porta di servizio” perché si deve avere “il coraggio di fare” . Questione di volontà, non solo di soldi, in una Nazione che ha trascurato per troppo tempo il problema “scuola-sport”.

In Italia ci sono circa 10 milioni di persone tesserate, che fanno sport in maniera attiva ma altrettante persone che ora Abodi e Sport e Salute vogliono intercettare. Per combattere la sedentarietà, l'obesità, la pigrizia, le malattie. Non è facile, d'accordo, ma prima o poi bisognava partire, o no?

I commenti dei lettori