Come saranno i rapporti di Donald Trump, appena eletto presidente degli Usa per la seconda volta, con il mondo dello sport? Molto probabile che in qualche occasione non siano affatto semplici. C'è un po' di preoccupazione. La sua presidenza, caratterizzata da un approccio "America First" e da una politica estera imprevedibile, almeno per ora, potrebbe rimodellare il modo in cui gli Stati Uniti interagiscono con le organizzazioni sportive internazionali, gli atleti e i tifosi di tutto il mondo. Un fattore chiave nella rielezione di Trump sarà l’evoluzione del rapporto tra gli Stati Uniti e le principali organizzazioni sportive.
Come ha osservato Graham Dunbar dell’AP, la Fifa ha maggiori probabilità di mantenere un rapporto positivo con Trump rispetto al Cio. La Fifa “si trova in un posto migliore per riprendere le relazioni” con Trump, sulla base della storia dei rapporti tra Gianni Infantino e il presidente degli Stati Uniti. Infantino, ad esempio, si è subito congratulato con Trump, utilizzando il suo account Instagram per inviare un messaggio. Al contrario, il Cio è stato in silenzio, aderendo al protocollo formale.
La storia del Cio con Trump include una visita memorabile e mal accolta dal presidente Thomas Bach alla Casa Bianca nel 2017, segnando una relazione tutt’altro che ideale. Inoltre, le dichiarazioni divisive di Trump, tra cui la sua posizione sull'identità di genere nello sport, potrebbero creare ulteriore tensione con il Cio. In un recente raduno della sua campagna elettorale, Trump difatti "ha etichettato due pugili campioni olimpici come uomini" e si è impegnato a "mantenere gli uomini fuori dagli sport femminili", quando il Cio si sa che è impegnato nella questione della identità di genere, sempre più complessa nello sport. Basta vedere il caso di Imane Khelif che è donna e non uomo come sostiene Trump (e qualcun altro...).
Con Trump al timone, la Fifa potrebbe aver bisogno di gestire attentamente questioni politiche sensibili, ad esempio con l'Iran, data la posizione dell’amministrazione sulle relazioni internazionali. L’Associated Press sottolinea che la Fifa “sembra avere una linea di comunicazione aperta” con Trump per affrontare “potenziali sfide”, segnalando una partnership pratica. In ballo ad esempio c'è la candidatura degli Usa ad ospitare la Coppa del Mondo femminile di calcio del 2031 insieme con il Messico. Trump ha avuto un forte contrasto con la US Women’s National Team (USWNT), la Nazionale femminile di calcio che ha espresso una forte opposizione alle sue politiche.
Gli Usa sono attesi da grandi eventi sportivi: questa estate la Coppa del mondo per club di calcio, nel 2026 il Mondiale sempre di calcio insieme con Canada e Messico, e poi nel 2028 le Olimpiadi a Los Angeles dove la prevalenza è democratica. La capacità del Cio di mantenere un rapporto di cooperazione con l’amministrazione Trump sarà cruciale, soprattutto perché le dinamiche politiche internazionali continuano a influenzare i principali eventi sportivi globali. Non si sa chi ci sarà a marzo 2025 al posto di Bach, ma non sarà semplice gestire i rapporti. Basta pensare ad esempio all'atteggiamento Usa sul doping mondiale e sulla Wada, degno dello slogan trumpiano “America First”.