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“Alleanze paramilitari”, un'annata a rischio intorno agli stadi

“Alleanze paramilitari”, un'annata a rischio intorno agli stadi
(ansa)
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Assalti ai treni e agli autogrill, agguati (anche all'estero), feriti, estremismi politici che si “sposano” a volte con gli interessi criminali, partite a porte chiuse, Daspo, trasferte off limits: è il mondo del calcio. Com'era prima. Com'è adesso. Non è cambiato nulla. Non c'è allarme ma massima attenzione sì da parte del Viminale. Perché questa non è affatto una stagione semplice e se sinora non c'è stato il dramma, come in passato, i motivi sono solo due, organizzazione attenta e fortuna.

Maurizio Improta, dirigente generale di Pubblica Sicurezza, si è insediato martedì 24 settembre 2024 come presidente dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Un organismo nato nel 2005, “istituito presso il Ministero dell’Interno”, e che, è spiegato in una nota sul sito, “ è uno dei più autorevoli organi di consulenza tecnico-amministrativa a livello nazionale nello studio e nell’elaborazione di progetti, misure organizzative e di contrasto ai fenomeni di violenza in occasione di tutte le manifestazioni sportive”.

Dall'Osservatorio sono passati tantissimi dirigenti che hanno studiato, analizzato e gestito per anni la violenza negli stadi (dove non succede quasi più nulla) e sempre più intorno agli stadi: da Francesco Tagliente, all'attuale questore di Roma a Roberto Massucci, da Felice Ferlizzi a Roberto Sgalla e Daniela Stradiotto. Ora alla guida dell'Osservatorio, da questa stagione, come detto, c'è Maurizio Improta, nato a Napoli, classe '62, grandissima esperienza come poliziotto con diversi incarichi in tutta Italia. Gli ultimi segnali che arrivano dal mondo del calcio sono pessimi e la stagione è ancora lunga.

“Il dato è che la 'vivacità', per usare un eufemismo, di queste tifoserie è distribuita a macchia di leopardo e non c'è differenza fra la A, la B, la C, la D e i campionati di Promozione e di Eccellenza. Anzi, man mano che si scende di categoria aumentano in modo direttamente proporzionale le violenze'' ha spiegato di recente Improta.

La sua analisi è attenta, visto che conosce bene il mondo del pallone e tutto quello che ci gravita intorno. ''E' in corso un cambio generazionale delle componenti ultras: oggi sono giovanissimi, non hanno un'appartenenza di tipo campanilistico nel vero senso della parola, la socializzazione avviene in modo anomalo attraverso i social, il fenomeno è drammatico perché si creano quelli che vengono definiti gemellaggi ma sono vere e proprie alleanze paramilitari fra le tifoserie. Una sorta di mutua assistenza territoriale quando hanno bisogno di manovalanza violenta. Ne è la dimostrazione la presenza a Udine del gruppo di tifosi austriaci per colpire i veneziani. È una cosa che si ripete ovunque e più andiamo in Provincia più aumenta il numero di squadre fra la Serie B e la Serie D. Ci sono risentimenti antichi, tra varie località e le varie tifoserie, così che diventa complicato anche poi consentirne il passaggio lungo le strade provinciali. Insomma è un puzzle che ogni settimana dobbiamo andare a ricostruire''.

Improta sa guardare anche avanti, ed è convinto che ci vogliano impianti polifunzionali, che il calcio debba entrare (finalmente) anche nelle scuole e nelle università. Un cambio di mentalità. Di cultura. Che richiede tempo. Ma intanto, è doveroso stringere le maglie. Cercando di attenuare i danni. Le limitazioni alle trasferte sinora sono state circa 200, il doppio rispetto al passato: i tifosi della Roma non hanno potuto ad esempio andare a Venezia (una decina sono stati bloccati fuori dallo stadio e rimandati a casa), i tifosi del Napoli residenti in Campania non potranno seguire la loro squadra nella trasferta all'Olimpico con la Lazio. Alcuni ultrà del Cesena nel weekend hanno devastato una carrozza e lanciato sassi alla stazione di Bologna. I Daspo aumentano, anche quelli fuori contesto (una novità) come a Roma. Ma non basta ancora. Di sicuro, il Viminale non si farà trovare impreparato.

Salvini: “Giusto che Malagò arrivi sino a Milano-Cortina 2026”
''Un terzo mandato per Malagò alla presidenza del Coni? Penso che sia giusto che arrivi ad accompagnare le Olimpiadi, che resti quindi fino alla conclusione dei Giochi a primavera 2026. Mi sembra corretto'': sono le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine del sopralluogo ai cantieri del Villaggio Olimpico di Milano- Cortina 2026. Il ministro ha in seguito affrontato la questione degli extra-costi: “Vedremo, aiuteremo. Il governo ci crede e stiamo trovando la forma giuridica per poterlo fare, perché che il pubblico dia dei soldi ai privati è complicato. Però le abbiamo volute, le abbiamo cercate, le abbiamo costruite queste benedette Olimpiadi e i costi dovuti al caro energia e alle guerre verranno coperti sicuramente''.

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