Un esempio positivo dopo tanti (troppi) eventi sportivi che in passato hanno lasciato solo debiti: i World Skate Games, che si sono tenuti lo scorso autunno in Italia, hanno avuto successo non solo di pubblico ma sono stati organizzati in maniera tale da non lasciare strascichi. Anzi, per molti aspetti sono stati addirittura un affare. Lo stesso ministro Andrea Abodi si era raccomandato più volte al mondo dello sport di fare eventi che avessero una sostenibilità finanziaria. Niente sprechi, insomma.
Sabatino Aracu è il veterano dei presidenti di Federazione: guida la Fisr (sport rotellistici) da ben nove mandati e di fatto ha fondato anche la World Skate, portando lo skateboard alle Olimpiadi. I Wsg sono ormai un format di successo, richiesto in tutto mondo: il prossimo anno si terranno in Paraguay, ad Asuncion, poi sarà la volta di Washington Dc , capitale degli Usa, ma anche la Cina si è fatta sotto. Aracu è stato bravo lo scorso anno nel reperire i fondi, pubblici e privati, grazie anche alle sue conoscenze e amicizie nel mondo politico (in passato è stato deputato del centrodestra). Qualche presidente aveva pensato a lui come candidato al posto di Malagò: ma Aracu è troppo legato al suo mondo delle rotelle.
PTS, public company italiana attiva nel settore della consulenza strategica, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Roma “Tor Vergata”, ha preparato un report dettagliato, 75 pagine, sull'evento che si è tenuto in Italia nel 2024: studiati i vari aspetti, sportivi, sociali, economici, eccetera. All’evento hanno partecipato 310.890 persone (tra atleti, accompagnatori, volontari e spettatori) provenienti da 90 Paesi, in 7 province italiane (Roma, Pescara, L’Aquila, Teramo, Chieti, Rimini e Novara). Un partecipante su 2 è risultato provenire dall’estero. Complessivamente, i partecipanti hanno speso 153 milioni di euro: il 71% è stato sostenuto dai visitatori stranieri, che hanno speso in media circa 1.080 euro a testa, mentre i visitatori italiani hanno speso in media circa 430 euro a testa.
L’impatto economico totale dei World Skate Games sul PIL nazionale è stato pari a 439 milioni di euro, più del doppio di quanto atteso in base alle stime preliminari (171 milioni di euro). Tale tendenza è da imputarsi in larga parte all’elevata partecipazione di pubblico alla manifestazione di 350.000 spettatori, risultata ben tre volte maggiore delle attese. L’effetto moltiplicativo sulla produzione diretta è risultato pari a 2,6: in sostanza, ogni euro speso o investito dalla Federazione o speso dai partecipanti, ha generato 2,6 euro nel sistema produttivo italiano. In termini occupazionali, i World Skate Games hanno determinato un impatto totale quantificabile in circa 4.000 addetti – pari, in termini equivalenti, a 3.748 unità di lavoro annue (ULA) impiegate a tempo. Il comparto maggiormente interessato è stato quello turistico e della ristorazione (40% degli addetti).
A beneficiare maggiormente dell’effetto economico dell’evento sono state le attività turistiche e di ristorazione (26% dell’impatto totale), seguite dai servizi alle imprese (20%), dall’industria (18%) e dal commercio (12%). Circa il 54% dei partecipanti coinvolti nei World Skate Games ha visitato almeno un luogo di interesse storico, culturale o paesaggistico durante la permanenza. Tale percentuale aumenta se si considerano i soli visitatori stranieri, che mostrano una predisposizione lievemente più alta al turismo culturale. Due partecipanti su 3 si sono dichiarati propensi a consigliare la visita alla città o alla Regione ospitante ai propri conoscenti o a ritornare esso stesso a visitare, in futuro, questi luoghi. L’organizzazione diffusa dell’evento in più provincie ha fatto sì che diversi territori beneficiassero dei quasi 2 milioni di pernottamenti (1,83 mln). Le persone sono rimaste mediamente 8 notti negli hotel vicini alle venue. Fra i siti maggiormente visitati dai partecipanti ai Giochi figurano i centri storici delle città che hanno ospitato le competizioni; il centro storico di Roma, in particolare, è stato visitato da circa il 40% degli italiani che hanno dedicato del tempo al turismo culturale (35% nel caso degli esteri).
Diversamente dai mega-eventi, i WSG non hanno comportato la costruzione di nuove infrastrutture, ma hanno scelto la via della valorizzazione di palazzetti e impianti già disponibili, come stadi regionali o strutture polifunzionali (fatta eccezione per il pattinodromo di Montesilvano, in Abruzzo.) Anche grazie a tali scelte, differentemente dalle altre tipologie di evento, la percezione della popolazione locale è stata, in genere, sostanzialmente positiva: nei WSG, come negli eventi assimilabili, la preoccupazione per potenziali problemi, come la congestione, l’aumento dei prezzi, la sostenibilità degli investimenti è molto bassa o del tutto nulla, a fronte di un’aspettativa di vantaggi economici immediati per le imprese del territorio.