L'importante è imparare dagli errori: solo adesso sono arrivati 9 milioni per smantellare la pista di bob di Cesana e altri 5 per le strutture di Pragelato. Tutti impianti sportivi costruiti per le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Sì, 2006... Da allora queste opere sono diventate dei ruderi, nonostante le promesse che sarebbero stati utilizzati. La Regione Piemonte si è fatta sotto in occasione delle Olimpiadi, sempre invernali, del 2026: offerto l'Oval di Torino per il pattinaggio (che forse sarà utilizzato dai francesi per le loro Olimpiadi 2030) e offerta anche la pista di bob di Cesana, da ricostruire.
Ma alla fine, dopo un percorso tortuoso, si è deciso diversamente: il Piemonte non è entrato nei Giochi 2026 (ma ha avuto un “ristoro” di 75 milioni per riqualificare i territori alpini) che sono diventati solo di Milano-Cortina. Il pattinaggio non si farà, come previsto dal “bid”, a Baselga di Pinè (per motivi economici) ma alla Fiera di Rho, e il bob, più slittino e skeleton, sarà ospitato dalla nuova pista di Cortina in costruzione da parte della Ditta Pizzarotti di Parma che ha vinto l'appalto (85 milioni più Iva). Tutto a posto, quindi. Nel 2026 il bob resta in Italia: l'ultima pista che verrà costruita al mondo, come deciso dal Cio, perchè di impianti ce ne sono a sufficienza, dagli Usa alla Cina, e il bob poi è sempre meno praticato (pochissimo in Italia). Ora però c'è da pensare al dopo-Giochi, e a Cortina vogliono imparare dagli errori di Torino. Previsto quindi un piano economico finanziario (Pef) che possa garantire una gestione sostenibile dello sliding centre e la funzionalità della pista da bob dopo i Giochi.
Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, non ha dubbi: la pista da bob “sarà motore di crescita per lo sport giovanile, il turismo invernale ed estivo e tutto il territorio montano”. Il Piano è basato, assicurano, su un rigoroso controllo dei costi, la diversificazione delle fonti di entrata e la valorizzazione delle attività sportive e turistiche e assicurerà una gestione efficiente e duratura, azzerando o riducendo al minimo il contributo pubblico. Previste gare e allenamenti internazionali finiti i Giochi: si vuole valorizzare inoltre l'impianto come polo turistico della bob-race. I taxi-bob sono infatti un’attrazione da parco divertimenti, dove un pilota professionista accompagnerà i visitatori e permetterà loro di vivere l’emozione della pista “in modo accessibile e sicuro”.
Il ministro Andrea Abodi ha già provato (con un pizzico di paura...) una discesa. I costi di gestione saranno comunque alti: la Regione Veneto per ora ha stanziato 3 milioni di euro per la fase di avvio nel triennio 2025–2027. Ma almeno sino al 2028 la pista di Cortina pare avere il futuro assicurato: sì, perchè dopo l'Olimpiade del 2026 il Cio ha assegnato al Coni anche i Giochi invernali giovanili “Valtellina-Dolomiti” del 2028. Saranno utilizzati numerosi impianti di due anni prima e fra questi ci sarà anche la pista di Cortina. “Non vogliamo lasciare cattedrali nel deserto, ma luoghi vivi e frequentati, capaci di generare valore per gli sportivi, i turisti e tutta la nostra gente”, spiega Gianluca Lorenzi, sindaco della città ampezzana. E a Cesana intanto smantellano...